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Quando un disservizio ferroviario ti fa perdere il compleanno di tua figlia

 

Di un pendolare

28 novembre 2019, una giornata di ordinaria follia. Come ogni giorno prendo il treno Intercity 590 che parte da Roma Tiburtina alle 12.40, arriva a Milano ma io scendo ad Orvieto. Un’ora di viaggio. Giornata importante, è il compleanno della mia Emmina e ho promesso che alle 13.30 la prendo dalla nonna e la porto a pranzo fuori. E’ il suo compleanno, 11 anni, tappa importante, glie lo devo. Mi siedo. Treno non eccessivamente affollato come al solito, anche perché salgo sempre sull’ultima carrozza, la 8, la meno gettonata dai viaggiatori.
Accendo l’iPad e inizio a leggere. Un bip mi preannuncia l’arrivo di un messaggino. Leggo. E’ l’Emmina, dice che è pronta e mi aspetta. Confermo con l’icona di un bacino. Arriviamo ad Orte, tutto ok, in orario. Dopo Attigliano passa il controllore, mostro l’abbonamento e la Carta TuttoTreno che permette a noi pendolari di viaggiare anche sugli Intercity. Ogni volta che la mostro mi viene sempre da pensare che l’Umbria è l’unica regione italiana che ha agganciato l’acquisto di questa carta al coefficiente ISEE con il risultato che il costo da un mese all’altro è passato da 300 a 600 euro.
Ma scaccio via queste malinconiche riflessioni pensando alla figlia che mi aspetta e al suo radioso sorriso per il pranzo al solito ristorantino. Prima di arrivare al bivio Orvieto Sud il treno si ferma. Solita sosta di pochi minuti, spero, dovuta a qualche semaforo rosso per precedenza dei soliti treni Alta Velocità. Per fortuna è così, dopo 3-4 minuti ripartiamo. Mi rituffo nella lettura dell’ebook che avevo interrotta…poi, distrattamente, butto il mio sguardo fuori dal finestrino e mi accorgo che qualcosa non torna.
Non riconosco le barriere architettoniche che delimitano i binari, non riconosco le figure delle collinette che mi passano a fianco. Mi accorgo che, guardando indietro, si scorge la rupe sulla quale poggia il centro storico di Orvieto. Il treno per un motivo non comprensibile non passerà per Orvieto, ma dopo Orte farà fermata a Chianciano, senza che nessuno ci dicesse nulla. Così anziché scendere ad Orvieto alle 13.30 sono costretto a scendere a Chianciano alle 14, dove ci attende una pioggia battente. Chiediamo notizie a due malcapitati ferrovieri, non sanno nulla.
Alcuni passeggeri inferociti chiedono al capostazione. Unica informazione che rilascia è che appena tra 70 minuti passerà il Regionale 2311 che da Chianciano ferma anche ad Orvieto. Un nuovo bip del telefonino mi ricorda l’impegno con l’Emmina. La chiamo. Gli dico che arriverò ad Orvieto alle 16 anziché alle 13.30. La sento piangere, rassegnata… Una grande tristezza mi assale, mentre sotto la pioggia sempre più battente un enorme cartellone pubblicitario fiammeggiante di rosso avverte che le ferrovie italiane hanno vinto dieci anni di appalti di linea Alta Velocità in Spagna con la scritta lampeggiante “FS… sempre al tuo servizio”.

29 Novembre 2019

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