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Verso le Regionali, Donatella Belcapo: “Perchè ho deciso di candidarmi col centrodestra”

ORVIETO – Tra le molte candidature orvietane alle prossime elezioni regionali, certamente quella di Donatella Belcapo ha destato sensazione e per certi versi è giunta inaspettata.
Non tanto per la candidatura in sè, poichè la consigliera comunale di “Orvieto 19to24” è già impegnata in politica e certamente non è nuova nel panorama cittadino: il fatto è che la Belcapo ha deciso di candidarsi con la lista “Progetto Civico per Donatella Tesei presidente”, di cui è una dei portabandiera.
La decisione di scendere in campo per un seggio a Palazzo Cesaroni con il centrodestra a trazione leghista, è un fatto che a Orvieto ha destato stupore, rinfocolando non poco le polemiche che hanno portato alla clamorosa spaccatura nel PD durante la campagna elettorale per le amministrative che hanno portato alla vittoria il centrodestra.
Donatella Belcapo ha comunque deciso di rispondere a tutte le domande che Orvietosì le ha posto, senza reticenze e tentennamenti. Di certo, come lei stessa ha lasciato intendere, al termine della campagna per le elezioni regionali, farà un’attenta valutazione anche riguardo la sua presenza in minoranza nel consiglio comunale: la tornata del  27 ottobre potrebbe riservare clamorose sorprese non solo a Perugia ma anche all’ombra del Duomo.Innanzitutto le chiedo qual è il significato del suo impegno per la Regione e quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a candidarsi con il centrodestra …
Penso che questa sia una delle domande più ricorrenti di questi giorni. Sinceramente credo che con la situazione che da anni vive Orvieto, essenzialmente a causa delle scelte che la Regione Umbria ha fatto in favore di altri territori e non del nostro, la risposta potrebbero darla in tanti. Penso che di fronte a difficoltà oggettive la discussione sul con chi stare e sul dove stare non appassiona la maggioranza delle persone di buon senso, quelle che non vivono quotidianamente del dibattito, e diciamo anche del chiacchiericcio, politico.
Oggi il tema è sul cosa fare per cambiare e ridare ad Orvieto una posizione forte nell’Umbria. Il tema è sul cosa fare per cambiare e ridare a tutta l’Umbria un ruolo da protagonista nelle politiche nazionali ed europee. Il resto delle dissertazioni lo lascio a chi ha bisogno di argomenti di colore per nascondere le lacune della sua proposta. Io credo di aver avuto il coraggio di contribuire con la mia candidatura a provare a cambiare l’Umbria, non mi sono nascosta dietro a voti di scambio o di opportunità. L’ho fatto scegliendo una lista civica che non solo in termini elettorali, ma soprattutto programmatici, vuole portare nella coalizione un punto di vista equilibrato e vicino ai bisogni delle famiglie, dei giovani, degli anziani e delle persone in difficoltà tentando di raccogliere consensi proprio tra quelli che sono scontenti, delusi e, diciamocelo, anche arrabbiati da anni e anni di promesse mai mantenute.

 

 
Orvieto manca dal consiglio regionale da troppo tempo: quale potrà essere il suo impegno per la città e anche per l’Umbria qualora venisse eletta?
La rinascita dell’Umbria e di tutti suoi territori deve inevitabilmente costruirsi su impegno principale, fondamentale e non più rinviabile: nuove politiche su lavoro e occupazione. Nella prima metà di questo anno la disoccupazione è tornata a crescere, coinvolgendo soprattutto giovani. Oltre il 30% dei giovani in età lavorativa non ha un’occupazione e questo è un dato allarmante, preoccupante e definirei anche pericoloso. L’Umbria che vuole cambiare deve partire dal lavoro, dalle politiche occupazionali; deve sostanzialmente essere capace di abbattere la disoccupazione per tornare ad avere un peso economico e soprattutto una prospettiva di crescita per le generazioni future.
Abbiamo a cuore che il territorio Orvietano venga realmente e seriamente ricoinvolto nel progetto di sviluppo regionale a partire da collegamenti veloci e funzionali sia con l’Umbria, sia con e le maggiori città dell’Italia Centrale. Va dunque risolto l’ormai secolare problema del collegamento stradale di Orvieto con Perugia e altrettanto rivista la politica dei collegamenti ferroviari che possano prevedere la fermata dei treni dell’Alta Velocità presso la Stazione di Orvieto. Occorre investire sulla sanità Orvietana in modo ponderante, mettendo l’Ospedale di Orvieto nelle condizione di operare in autonomia, dotandolo di attrezzature e personale adeguato a sopperire sia l’utenza regionale, sia il notevole flusso proveniente dalla sanità laziale. Altrettanto occorre dare ai servizi ospedalieri e della sanità territoriale un sostegno operativo consistente.
C’è bisogno di una Regione vicina alle emergenze Orvietane come quella della presenza sul territorio di impianti per lo sfruttamento di energie rinnovabili che invece di portare benefici rischiano di compromettere le qualità paesaggistiche e ambientali del territorio. Serve un’azione determinata e determinante sulla gestione dei rifiuti. Va rilanciato l’impegno alla salvaguardia dell’ambiente, dell’economia agricola del territorio e della salute dei cittadini favorendo la riconversione del sistema rifiuti verso un circuito produttivo del Riuso e del Riciclo. Non è più rinviabile la chiusura del ciclo dei rifiuti in Umbria, e Orvieto deve rivendicare i giusti e legittimi vantaggi in termini di salvaguardia ambientale, investimenti e occupazione.
 
 
Nelle scorse settimane si era sparsa la voce di una sua vicinanza al nuovo soggetto politico messo in campo da Matteo Renzi, lo conferma?
Non credo che Renzi sia l’argomento di questa attualità elettorale. Per come la penso, Renzi deve ancora dimostrare se la sua scelta sia stata una scelta di palazzo o una proposta per l’Italia. Sto a guardare, con l’attenzione di chi – come Renzi – si è reso conto che ormai la “ditta” aveva iniziato a perdere colpi e soprattutto ad allontanarsi dalla gente, dalle fasce più deboli, dalle persone che si sono stufate di aspettare che i problemi si risolvono da soli. Ci sarà la Leopolda, ci sarà l’opportunità di capire e comprendere, ora c’è una Regione che ha bisogno di tornare a vivere.

Lei è consigliere comunale di minoranza a Orvieto ma in regione si candida con il centrodestra a trazione leghista: cosa accadrà il 28 ottobre, il giorno dopo le elezioni?
In questi mesi, partendo proprio dall’esperienza avuta con le elezioni Amministrative del Comune di Orvieto, la forza delle proposte civiche, ma soprattutto la forza di proporre alternative credibili ha rianimato la speranza della gente che realmente si è sentita protagonista del proprio futuro. Specialmente le nuove generazioni hanno scelto di mettersi in gioco per poter cambiare il loro destino.
Sono orgogliosa dell’apporto che alle ultime elezioni comunali ho avuto dalla lista Orvieto 19to24 e per questo oggi ribadisco l’indipendenza di questa scelta elettore che non intende coinvolgere il gruppo ma lo spirito con il quale abbiamo dialogato e stiamo dialogando con la gente. Un modo diverso, libero e talvolta diretto che non dipende da qualcuno o qualcosa, ma essenzialmente dalla fiducia ricevuta dagli elettori. Il 28 ottobre mi alzerò come ho fatto questa mattina, e come farò domattina: con la consapevolezza che il Bene Comune non sia una questione di schieramento, ma un dovere e un obiettivo da perseguire quando si è chiamati a svolgere ruoli di rappresentatività pubblica.   (Gabriele Marcheggiani)

7 Ottobre 2019

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