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Record di iscrizioni tra lauree triennali e magistrali all’Unitus di Viterbo

VITERBO – Sono stati 8.075 gli iscritti totali, 1838 matricole ai corsi di laurea triennali, 561alle magistrali, 81 ai corsi a ciclo unico (giurisprudenza e Beni Culturali-restauratori. Questa la fotografia che ha fatto il rettore Ruggieri dell’Università della Tuscia al 17 luglio di quest’anno. Aumentano di 105 le matricole dei corsi di laurea magistrali, diminuiscono di 149 quelle dei corsi triennali. “Questo- ha sottolineato Ruggieri- per la maggior parte è dovuto al calo di iscrizioni dei militari. L’Esercito Italiano infatti ha ridotto (per esigenze interne loro) il numero di coloro ai quali è concesso di frequentare un corso di laurea. E’ comunque chiaro- ha proseguito il rettore- che occorre aumentare l’attrattività dei corsi di laurea e a questo stiamo lavorando. Abbiamo avviato tre nuovi corsi di laurea magistrali: Economia Circolare a Civitavecchia con 24 iscritti; Informazione Digitale con 26 e Biotecnologie Industriali per la salute e il benessere con 27. Per quanto riguarda le immatricolazioni più significative Scienze Politiche ha 385 iscritti; Scienze Biologiche 274; Economia Aziendale 246; Lingue 185; Scienze Agrarie e Ambientali 143”. Poi il rettore Ruggieri ha fornito anche i dati della provenienze degli studenti. Il Lazio con il numero più elevato 1.374 (75,8%) giovani e l’Umbria 139 (7,7%). Se andiamo nel particolare che riguarda la provincia di Viterbo e il capoluogo stesso della Tuscia abbiamo che 724 sono gli studenti che provengono dalla provincia e 202 (l’11,1% del totale del Lazio) quelli di Viterbo. Da Roma provengono 519 studenti , da Terni 133, da Latina 52, da Rieti 48 e da Frosinone 31. Fin qui i dati quantitativi. Poi Ruggieri è passato all’analisi qualitativa. “Il grado di soddisfazione (dati di Almalaurea) degli studenti per il corso di laurea intrapreso è salito al 91,5% ( dal 90,3% precedente); la soddisfazione del rapporto docente-studente il dato è ancora più elevato: 93,8% (93,4% precedente). Mentre- ha detto Ruggieri- dall’ANVUR arriva il dato relativo alla qualità dell’Università della Tuscia in riferimento ad alcuni importanti parametri tra i quali la ricerca, la didattica, l’amministrazione: L’UNITUS è al 10° posto su 33 atenei ispezionati”. Il rettore si è poi soffermato sul Placement: l’Unitus ha un dato che sfiora l’81% (85% dato nazionale) ma ci sono corsi di laurea che hanno il 100% di ragazzi laureati e occupati come i corsi sulla Sicurezza agroalimentare e Biotecnologie. Il 93% in Scienze Agrarie e Ambientali.
“Occorre comunque-ha detto Ruggieri- introdurre elementi di miglioramento per quei corsi che ancora non hanno placement elevati”. Poi il rettore si è soffermato sui rapporti col territorio. Il 50% dei laureati all’UNITUS resta in provincia ma occorre fare molto di più. Il conteso territoriale deve crescere perché conseguentemente cresce il lavoro per i giovani. Inoltre così facendo aumentano anche gli iscritti. Devono essere inoltre modificate le modalità di ingresso al mondo del lavoro, occorre che i Governi facciano di più: tirocini, part-time e altre forme non bastano. Bisogna che si conferisca più flessibilità alle aziende. “Anche l’UNITUS-ha detto Ruggieri- sta lavorando sulla creazione di nuovi corsi di laurea che conferiscano nuove professionalità sull’ambiente, l’economia, la digitalizzazione le biotecnologie alimentari. Stiamo già facendo, con l’avvio di nuovi corsi triennali in questi ambiti.
Novità anche per quanto riguarda il pagamento delle tasse universitarie. Da quest’anno si potranno pagare in 3 rate con scadenza 31.12.2019 ; 31.3.2020 e 31.5.2020. Resta la no tax area per redditi inferiori ai 15.000 euro. Infine una novità importante per la trasparenza: da quest’anno gli studenti conosceranno i dipendenti di UNITUS che si occupano della loro posizione. Nomi e cognomi con competenze e ubicazione di uffici. Il rettore Ruggieri ha concluso con un auspicio:” Maggiore integrazione col territorio. L’UNITUS è eccellente in qualità e competenze dunque tutti gli Enti Locali collaborino in maniera decisa a far crescere questa provincia sotto tutti gli aspetti: turistico, industriale, sociale. L’Università ha 8.000 studenti centinaia di docenti e ricercatori e muove un indotto assai considerevole, dunque deve avere il ruolo che le spetta.

22 Luglio 2019

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