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Il più grande museo del vino d’Europa a pochi chilometri da Orvieto

 

di Tiziana Fedele

CASTIGLIONE IN TEVERINA – Un vero e proprio scrigno dei tesori a pochi chilometri da Orvieto, nel centro della splendida Castiglione in Teverina: è il MUVIS “Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari”, che con i suoi 2000 metri quadrati di spazi espositivi è il più grande museo, nel suo genere, d’Europa.
Appena arrivati vi troverete davanti ad un affascinante edificio con, all’esterno, attrezzi per la torchiatura e botti e verrete accolti da un distinto signore, in giacca, cravatta e bretelle, che vi farà commuovere con il suo modo appassionato e approfondito di raccontare la storia di questo museo, inserito nel complesso produttivo dei Conti Vaselli. Il museo infatti è stato ricavato nella grande Cantina dei conti che, nel 1942, iniziò a produrre vino di qualità, per volere del conte Romolo e ad esportarlo in tutto il mondo in bottiglie realizzate appositamente e che sono custodite, insieme ad altri cimeli, nel museo.

Il viaggio in questo coinvolgente mondo, illustrato dal competente “cicerone”, vi porterà nelle viscere della terra castiglionese: la cantina è, infatti, distribuita su 5 piani, uno esterno e quattro sotterranei ed effettuando il percorso scoprirete di scendere di oltre 27 metri in profondità. Ma anziché raggiungere gli inferi vi ritroverete in un paradiso, il paradiso del vino, fino alla stanza della Cattedrale dove si trovano veri e propri gioielli: le botti antiche più grandi d’Italia.
Il percorso museale inizia nella hall, in cui vengono fornite notizie della cantina, delle attività di distribuzione e sulla famiglia Vaselli. Poi si raggiunge la sala dei riflessi e delle trasparenze nella quale si scoprono l’immagine, e le forme che il vino assume nella vita delle persone e nell’arte; subito dopo si passa alla sala della mappa ove si comprende il fortissimo legame del vino con il suo territorio.
Molto interessante è il fatto che su questa mappa ci si cammini letteralmente sopra, quindi è come se, in pochi passi, si visitasse Castiglione, la Valle del Tevere ed i paesi limitrofi, inclusa Orvieto. Dal presente al passato, attraversando le vecchie vasche di cemento per la fermentazione del vino che oggi contengono preziosi reperti di archeologia industriale. Continuando a scendere si arriva nella sala della memoria che immerge letteralmente nella vita della cantina: il passaggio è stato ricavato tagliando le vasche vinarie, consentendo al visitatore di entrare nei luoghi in cui il prezioso nettare veniva conservato, quindi nella sua memoria.

Quasi in conclusione di percorso si arriva alla sala delle spedizioni e ci si ritrova, improvvisamente, indietro di oltre trenta anni, in un luogo ove sono esposti gli strumenti del laboratorio enologico, la linea d’imbottigliamento, le casse, le confezioni, le etichette ed i manifesti pubblicitari di quando la cantina era attiva. Un attraente viaggio indietro nel tempo che si conclude, come nella migliore tradizione, con il pezzo più prezioso: un ambiente che contiene spazi multipli, nei quali i vini venivano fatti maturare e un’altra parte che custodisce antiche bottiglie che andavano a comporre la riserva protetta della famiglia Vaselli. Le botti in legno, del diametro di tre metri e i tini costituiscono il corpus dei vasi vinari più antichi e più importanti della cantina.
Tutto l’allestimento, comunque, è stato studiato in modo da ottenere il pieno coinvolgimento del visitatore: vengono infatti “messi in scena”, con installazioni scenografiche, pure gli aspetti della “Teverina”. Un legame stretto con il territorio che si evince anche dalla scelta di “ospitare” nel museo botti e attrezzi antichi, donati da residenti del posto e dei comuni vicini.

Insomma, un modo educativo e coinvolgente per conoscere o approfondire questo affascinante mondo e una magnifica terra nella quale la vite è regina ed il vino la sua più grande ricchezza. Come scrisse Leonardo da Vinci e come è riportato nel museo “Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni”.

Non solo a chi ci nasce, ma pure a chi li visita!

Per informazioni: http://www.muvis.it/

15 Aprile 2019

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