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Home Cultura

Gianni Abbate riscrive la Cenerentola di Rossini: debutto a Sipicciano

Redazione 2 by Redazione 2
23 Aprile 2019
in Cultura, Archivio notizie
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SIPICCIANO – Per il progetto dell’Officina Culturale della Regione Lazio ‘L’opera con tre soldi’ e con il sostegno della Fondazione Carivit, Gianni Abbate riscrive la Cenerentola di Rossini. Ricordiamo il successo delle passate edizioni con Opere del calibro di Traviata, Carmen e Cavalleria rusticana. E veniamo alla Cenerentola, o il trionfo della bontà, che debutta in anteprima nella Sala del Palazzo Baronale di Sipicciano, sede dell’Università Agraria, sabato 27 aprile alle ore 21,15.
“Il genio musicale di Gioacchino Rossini – spiega Abbate – ha trasformato Cenerentola in un successo clamoroso, riproposto ancora oggi dopo 200 anni nei teatri di tutto il mondo. Uno dei motivi dell’immenso fascino di quest’opera è senz’altro la storia, tratta dalla fiaba di Perrault, famosissima già all’epoca e che nel tempo ha spopolato anche al cinema. La “Cenerentola” di Rossini presenta molte varianti rispetto alla storia originale, mantenendo però l’ispirazione morale. Ma l’opera rossiniana diviene anche l’occasione per raccontare la società dell’epoca e noi, indirettamente, con questa riscrittura vogliamo raccontare la nostra.
La censura ecclesiastica di allora era severissima, non permetteva di parlare esplicitamente di corruzione, violenza e inganno, ma la bravura del duo Rossini-Ferretti sta proprio qui, nel riuscire a calare nell’atmosfera romana ottocentesca, pervasa dalla corruzione e abitata da una nobiltà decadente e gretta, un’aspra critica sociale e la difesa degli strati più poveri della popolazione. In questa versione, non abbiamo una matrigna ma un patrigno, Don Magnifico, Barone di Montefiascone, decaduto, assetato solo di potere, ricchezze e baccanali. Una favola, quindi, che fa riflettere anche sul nostro presente. Altro aspetto straordinario e che nel finale trionferà il perdono e non la vendetta. Il Principe vorrebbe punire aspramente il patrigno e le sorellastre che hanno schiavizzato Cenerentola, ma lei fermandolo, con gentilezza gli dirà: “La mia vendetta sarà solo il loro perdono”.
Un vero e proprio atto rivoluzionario in un mondo brutale e dominato dal rancore e dal risentimento. In più la mia messa in scena, poiché l’opera si presta, ha momenti di estrema comicità e gioca sul teatro nel teatro, quindi, il divertimento è assicurato. Per dare più risalto al grottesco e alla mancanza di sentimenti, le due sorellastre, vengono rappresentate sotto forma di fantocci
.” In scena abbiamo Gianni Abbate nei panni di un Rossini appassionato e senza tempo, che introdurrà all’opera e darà voce ad alcuni personaggi. Il soprano Mariella Spadavecchia sarà Cenerentola, Ennio Cuccuini don Magnifico, e le due figlie Clorinda e Tisbe, sotto forma di muppets realizzati dal burattinaio Marco Lucci, si animeranno grazie all’attrice Lorenza Colombi, al piano il maestro Matteo Biscetti. Gli elementi scenici sono curati da Simone Fabrizi, regia e testo sono di Gianni Abbate. Ingresso € 10,00 intero e € 7,00 ridotto. Ci saranno altre due repliche il 4 maggio a Bolsena e l’11 a Celleno. Info e prenotazioni: 3471103270 – iportidellateverina.it

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