Sondaggi amministrative 2019 Orvieto. E’ una bufala
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Sondaggi amministrative 2019 Orvieto. E’ una bufala

Commento di Dante Freddi alla presenza su FB della pagina “Sondaggi amministrative 2019 Orvieto”

Da lunedì 11 marzo galleggia su facebook una pagina denominata “Sondaggi amministrative 2019 Orvieto”. Nella presentazione l’amministratore comunica che il « Censimento live riguardante le elezioni comunali di Orvieto. Uno studio settoriale basato sull’influenza dei social e su un’operazione telefonica outbound che coinvolge tutti i residenti nel Comune di Orvieto con età maggiore ai 18 anni. I sondaggi saranno in continua evoluzione». Nessuno ci mette la faccia e quindi non si sa chi è l’amministratore della pagina, azienda o persona fisica, né altri dati sulla confezione  del sondaggio. Poiché volevo costruire un intervento della mia rubrica su questa curiosa presenza ho chiesto informazioni inviando una successione di messaggi allo spazio dedicato sulla pagina.
Ho scritto: « Gentile responsabile della pagina, devo confezionare un articolo per la rubrica che curo su orvietosi.it, social post. Ho necessità di informazioni, che non trovo nella pagina. Chi è che cura la pagina, azienda o persona? quante telefonate vengono effettuate per dedurre le percentuali? quale azienda si occupa delle telefonate? con quale frequenza avvengono le telefonate? quali sono le domande? ringrazio per la collaborazione. Dante Freddi»
Ho poi insistito e nei due giorni successivi ha scritto: « Scusate se insisto, è possibile acquisire informazioni su questa pagina? Grazie per una eventuale risposta. Dante Freddi» .
Nessuna risposta.
Telefonate rivolte a elettori richiedono almeno il possesso delle liste elettorali e dei numeri telefonici, che devono essere acquisiti e di cui è necessario denunciare il possesso, qualcuno che effettui le chiamate dichiarando chi è e perché chiama, domande appropriate, un metodo di lavorazione dei dati, un’azienda che sappia elaborarli. Almeno questo. Sono quindi essenziali  energie e quattrini. Perché?
Le motivazioni possono essere:
– Divertirsi a scrivere qualcosa e partecipare in questa forma suggestiva alla campagna elettorale. Insomma, per passione. Ma perché non metterci la faccia?
– Costruire una pagina su cui diffondere pubblicità elettorale a pagamento, ammesso che FB non se ne accorga.
– Essere buontemponi che vogliono dimostrare quanto sono creduloni i navigator del web.
– Influenzare attraverso il sondaggio e le successive comunicazioni che da esso derivano le elezioni comunali. Esempio: Tal dei Tali: 35%-Tal Altro 25%. Ne deriva che il lettore disattento racconta al Bar che « Tal dei Tali è avanti rispetto al suo concorrente e che sarà il nuovo sindaco. C’è scritto su FB» . L’amico che lo ascolta al bar racconta che « Tal dei Tali ha un vantaggio strepitoso e sarà eletto» . L’amico dell’amico racconta che Tal di Tali sarà sicuramene sindaco e Tal Altro è già fuori gara. E così via.
Un sistema classico di diffusione delle notizie, che può però condizionare le opinioni. Tanto è vero che c’è una legislazione molto rigida sui sondaggi e soprattutto su quelli elettorali.
Conclusione: questa pagina non comunica nulla su come avvengono i sondaggi, come richiede la normativa vigente, non c’è nessuno che ci mette la faccia, è palesemente fuorviante, al di là della classifica, è palesemente contro la legge, ad iniziare dal nome “sondaggi”. È una bufala, perseguibile penalmente.

Seguono gli Aspetti salienti della normativa riguardante i sondaggi:

  • la normativa prevede una disciplina univoca della diffusione dei sondaggi d’opinione e di quelli politici ed elettorali, sia in periodi elettorali che non elettorali;
  • la normativa prevede una chiara distinzione tra sondaggi (basati su metodi di rilevazione scientifica applicati ad un campione) ed altre indagini prive di valore scientifico quali le manifestazioni di opinione (fondate sulla partecipazione spontanea degli utenti) e che pertanto non potranno essere pubblicate o diffuse con la denominazione di “sondaggio”
  • l’obbligo per il mezzo di comunicazione di massa di accompagnare la pubblicazione o diffusione di un sondaggio con la nota informativa indicante alcune informazioni essenziali. I mezzi di comunicazione, che eventualmente pubblicassero o diffondessero i risultati di tali sondaggi, sono tenuti alla pubblicazione della nota informativa. I mezzi che, invece, riportano la mera notizia di un sondaggio già diffuso devono fornire solo gli elementi essenziali idonei a consentire l’individuazione del sondaggio medesimo, quali l’indicazione del soggetto realizzatore, l’oggetto del sondaggio e il sito internet dove è possibile consultarlo.
  • per quanto riguarda i sondaggi politici ed elettorali, è vietata la pubblicazione o diffusione dei risultati degli stessi nei quindici giorni precedenti le consultazioni e fino alla chiusura delle operazioni di voto. E’ fatto salvo il caso in cui un esponente politico riporti dichiarazioni concernenti i risultati di un sondaggio, purché questi ultimi siano stati già resi noti nel periodo antecedente a quello del divieto;
  • l’obbligo, per il soggetto realizzatore, di rendere disponibile sul sito internet dell’AgCom (per i sondaggi di opinione) e sul sito internet della Presidenza del Consiglio del Ministri – Dipartimento per l’editoria e l’informazione (per i sondaggi politici ed elettorali), il “documento” completo relativo ai sondaggi pubblicati o diffusi al pubblico. Esso deve recare informazioni fondamentali sulla metodologia di realizzazione del sondaggio.
  • Legge 22 Febbraio 2000, n.28 Disposizione per la parità di accesso ai mezzi d’informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica, come modificata dalla legge 6 Novembre 2003, n. 313.
  • Delibera Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 200/00/CSP Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita’ di accesso ai mezzi di informazione nei periodi non elettorali
  • Delibera Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 153/02/CSP Approvazione del regolamento in materia di pubblicazione e diffusione  dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa.
  • Delibera Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 237/03/CSP Modifiche e integrazioni al regolamento in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa approvato con delibera n. 153/02/CSP.
  • Delibera Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 256/10/CONS Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa
15 Marzo 2019

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