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I cattolici in politica? tendono a essere conservatori? Da un commento di Antonio Ruina

Commento di Dante Freddi-  Antonio Ruina pone sul web un tema enorme, sollecitato da un’affermazione di Aldo Cazzullo secondo cui i cattolici tenderebbero ad essere conservatori. « Oggi a dire il vero molti lo sono…soprattutto a causa di chi semina paura», afferma Ruina. Da quando è stato consentito ai cattolici di impegnarsi in politica, e siamo al 1919, sempre hanno convissuto due diverse sensibilità, quella conservatrice e quella più vicina ai bisogni di un popolo povero e maltrattato. Già dai primi anni del Novecento, per la verità, pur essendo in vigore il non expedit,  che consigliava ai cattolici di non impegnarsi, molti di loro lavorarono intensamente per costruire società di mutuo soccorso, cooperative, giornali di sensibilizzazione politica e culturale. A Orvieto c’era un periodico importante, “ il Comune”, fondato da Romolo Murri e vivo per vent’anni, fino alla Marcia su Roma, quando la maggioranza dei cattolici nostrani si sciolse nel fascismo. E sì che quegli orvietani avevano rappresentato una punta avanzata del cattolicesimo impegnato. Un emblematico dato storico: l’ultimo segretario del Partito popolare sturziano, l’avvocato Moretti, fu anche l’ultimo podestà di Orvieto. Da allora è così, lo è stato dopo la guerra, lo è stato nella DC. Le due anime si sono confrontate e scontrate, ma il paese è cresciuto e sono state approvate leggi che hanno consentito un movimento sociale oggi bloccato.
Teoricamente non dovrebbe essere possibile essere cattolici e rifiutare le indicazioni morali e religiose che ogni giorno provengono da papa Francesco. I comportamenti a cui ci indirizza il papa sui grandi temi, povertà, migrazione, solidarietà, caritàs (amore), giustizia sociale, non sono certo ascrivibili a una sensibilità conservatrice.
Teoricamente, perché poi ciascuno tende a costruirsi un cattolicesimo personale.
Non so se sia la paura a determinare le scelte moderate, quando non reazionarie, di molti cattolici sull’emigrazione e la lotta alla povertà, certo è che questa sensibilità è fortissima e rosario e Vangelo stanno sostituendo nel racconto della Lega l’ampolla delle sorgenti del Po. Dall’acqua della sorgente prima della Padania al rosario e al Vangelo, per aggiornare il vuoto culturale di quel partito.
Io sto con Francesco, perché ritengo giusto il suo insegnamento e comunque perché « Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica».

Antonio Ruina e Aramo Ermini hanno condiviso un link.

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Commenta Antonio Ruina

Cazzullo afferma che i cattolici in politica tendono ad essere conservatori …. oggi a dire il vero molti lo sono, per lo più per paura e soprattutto a causa di chi semina paura. Ma nella storia del secolo scorso Don Sturzo fondò il Partito Popolare in un momento storico in cui i conservatori erano altri , pensiamo alla mutualità dei cattolici, alla creazione delle Casse Rurali per far accedere al credito cittadini che non lo avrebbero avuto. Nella stessa Democrazia Cristiana non si possono negare spinte conservatrice, ma spesso mitigate se non superate dalle scelte dei cattolici democratici che ad esempio portarono al centro sinistra, a numerose riforme che hanno modernizzato il nostro paese , uomini come De Gasperi , Moro, La Pira è molti altri non si possono considerare conservatori!

 

 

5 Marzo 2019

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