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Associazioni in campo contro fenomeni accattonaggio, la mozione di Vergaglia non piace al consiglio

ORVIETO – Il Consiglio Comunale non ha approvato (6 contrari: maggioranza e Olimpieri, 1 favorevole; Vergaglia) la mozione proposta dalla Cons.ra Lucia Vergaglia (Capogruppo “M5s”) con la quale si impegnava il Sindaco e la Giunta a rilanciare localmente un’iniziativa equivalente al progetto “The Third Sector Against Pushed Begging” (Il Terzo settore e il contrasto alle forme di sfruttamento dell’accattonaggio) recuperandone informazioni, notizie e le esperienze per: delimitare e conoscere il fenomeno che si sviluppa il fenomeno nei territori coinvolti (in termini di zone, target, processi di coinvolgimento e sfruttamento, ecc); creare un network sul tema dello sfruttamento di esseri umani coinvolti in pratiche di accattonaggio, per condividere le buone pratiche e garantire un’assistenza a livello europeo; presentare e diffondere le conclusioni del forum, dare una serie di raccomandazioni ai responsabili decisionali, aumentare la consapevolezza dei cittadini riguardo a questo tema; partecipare alle iniziative di esperti che abbiano un’approfondita conoscenza del fenomeno dello sfruttamento maschile, soprattutto straniero, tramite accattonaggio; realizzazione di una mappatura ed osservazione in strada, interviste a persone appartenenti al gruppo target e a testimoni privilegiati con somministrazione di questionario che indaghi le storie personali, la natura del fenomeno e l’impatto sul tessuto economico e sociale del territorio, ed inoltre, selezionare gli enti del terzo settore con potenzialità di intervento sul nostro territorio.

Illustrando la proposta, Vergaglia ha evidenziato che “La ratio della mozione è di poter accompagnare la fase di prevenzione e maggiore conoscenza di quello che accade in una città  con azioni adeguate. Nel caso fossero confermate le situazioni di sfruttamento assieme agli enti del terzo settore coinvolti si dovrebbe avviare la progettualità europea per l’apertura di sportelli informativi di strada, l’aggancio e conoscenza delle persone del gruppo target, fornendo informazioni e accompagnamento ai servizi sociosanitari per la fuoriuscita dai circuiti di sfruttamento; oltre all’avviamento d percorsi di intervento sperimentale diretto per fronteggiare il fenomeno sui nostri territori coinvolti preavvisando la Prefettura di Terni.
In caso sia necessario prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica si ricorrerà ad ordinanze contingibili e urgenti ex art. 54 legge 14/2017 che si applica anche a prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, la tratta di persone, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardano fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza. Il progetto dal titolo ‘The Third Sector Against Pushed Begging’ è finanziato dall’Unione Europea e ha operato anche nella nostra regione”.

Dibattito: 
Martina Mescolini (PD): “dietro comportamenti di soggetti mendicanti ci sono le storie dei singoli soggetti e varie motivazioni e cause. Cause che vanno ricercate e risolte il più possibile in linea con la dignità delle persone. Sul nostro territorio, tuttavia, non c’è un fenomeno così complesso come quello che viene delineato, semmai è un fenomeno di riflesso di quello che avviene nelle realtà metropolitane. Ciò non significa non avere la giusta osservazione del fenomeno, ma da qui ad intraprendere tale percorso rischia di essere una azione ridondante. Forse è meglio investire e concentrare le nostre energie in risposte più immediate e dirette. Il progetto SPRAR dove vengono attivati percorsi di integrazione individuale è già una realtà nel nostro territorio”.
Stefano Olimpieri (Identità e Territorio): “sono allibito che la Regione Umbria trovi i soldi per andare incontro ai soggetti che fanno accattonaggio. Credo che sia un fallimento totale. Tuttavia il fenomeno dell’accattonaggio esiste e va risolto con azioni tese ad impedire il racket degli accattoni. Va interrotta la filiera. Di fronte a queste problematiche non serve la mano di velluto ma azioni di controllo sul territorio. Chi subisce l’attenzione dell’accattone infatti sono i soggetti deboli della nostra realtà come gli anziani. Il problema quindi è alla radice”. 

Assessore alle Politiche Sociali, Cristina Croce: “vorrei precisare che alcune azioni descritte tra le richieste inserite nella mozione vengono svolte già adesso. Inoltre, le attività svolte da parte della associazioni sono diverse in base alle finalità e ai settori in cui esse operano. Di quì ad istituzionalizzare un servizio di contrasto del fenomeno da parte del volontariato, peraltro, non è possibile secondo le norme vigenti”.
Replica Vergaglia: “è un progetto europeo che l’Amministrazione forse non conosce perché va avanti sulla base di progetti già confezionati dalle cooperative sociali, e soprattutto non intende integrare allargando i punti di osservazione su un problema. Questo significa chiudere gli occhi su problematiche di interesse sociale”.

13 Marzo 2019

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