Archivio notizie, Politica, Secondarie

Carta Tutto Treno e fasce Isee, dibattito in consiglio

ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha affrontato nuovamente la questione della Carta Tutto Treno, sollevata dall’interrogazione del Cons. Andrea Sacripanti (Capogruppo “Gruppo Misto”) interente l’introduzione da parte della Regione delle fasce ISEE per l’acquisto della Carta Tutto Treno.

“Ipotesi da contrastare con il mantenimento delle modalità precedenti oppure con la dichiarazione dei redditi personali – ha sottolineato l’interrogante – tenuto conto del titolo giuridico della Carta Tutto Treno, il cui acquisto non può essere regolato dai valori ISEE in quanto non può essere considerata un’agevolazione di natura sociale, e delle modalità e condizioni economiche di acquisto e di utilizzo che la Regione Umbria sta predisponendo in accordo con Trenitalia” chiedendo al Sindaco “se non ritenga fondate tali argomentazioni e se a fronte di un problema che si trascina ormai da dodici mesi, non ritenga opportuno e necessario intervenire presso la Regione Umbria al fine di sollecitare o un mantenimento delle modalità di acquisto, ovvero l’introduzione della situazione reddituale legata alla persona fisica che utilizza la Carta Tutto Treno, ritenendo che le condizioni di utilizzo dei valori ISEE, così come preannunciati, penalizzano tutti i pendolari in quanto né giusti, né idonei a garantire una equa distribuzione dei costi in coerenza con le reali situazioni reddituali ed economiche degli utenti”.

Il Cons. Sacripanti ha ricordato che “sono in atto trattative per addivenire ad un nuovo accordo e la Regione sta definendo le nuove modalità di acquisto della Carta Tutto Treno che, con molte probabilità, entreranno in vigore da gennaio 2019. E’ bene ribadire che la Carta Tutto Treno consiste in un titolo di viaggio che, se integrato con l’abbonamento dei treni regionali, consente di utilizzare sia i treni intercity che regionali ed è utilizzata dalla stragrande maggioranza dei pendolari umbri, sia studenti che lavoratori, specialmente da quelli orvietani. Il nuovo sistema di acquisto che la regione Umbria sta elaborando, come è dato sapere dagli articoli apparsi sulla stampa in questi giorni, sarà modulato e graduato in base alla distanza del collegamento ferroviario e, soprattutto, in funzione del valore ISEE equivalente al reddito familiare dimostrabile dal richiedente la Carta Tutto Treno.
Il problema è lo stesso di un anno fa. Già ad inizio 2018 l’Assessorato regionale ai trasporti aveva proposto l’introduzione dei valori ISEE quale criterio necessario per l’acquisto della Carta Tutto Treno, ipotesi che suscitò non poche polemiche da parte dei Comitati dei pendolari umbri e delle Associazioni dei consumatori in quanto la simulazione allora proposta non avvantaggiava nessuno dei viaggiatori. Come già evidenziai in una precedente interrogazione del 26 gennaio 2018, emergono non pochi dubbi in ordine all’applicazione dell’ISEE alla fattispecie in esame. 
Io non sono contrario a modulare le fasce ISEE sulla base di quanto guadagna di più e chi di meno, però tali fasce ISEE hanno una connotazione giuridica che mal di adatta ad un titolo di viaggio e all’acquisto di un abbonamento, semmai va modulato sulla situazione reddituale di chi viaggia.
Come tutti sanno, infatti, l’ISEE è l’indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata (prestazioni sociali e sociosanitarie). L’accesso a queste prestazioni, infatti, come ai servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate (telefono fisso, luce, gas, ecc.) è legato al possesso di determinati requisiti soggettivi e alla situazione economica della famiglia.
Appare chiara, dunque, la differenza di natura giuridica tra la Carta Tutto Treno e i servizi e le agevolazioni per cui le fasce ISEE sono state introdotte al fine di agevolare i nuclei familiari a basso reddito. La prima, infatti, è un titolo di viaggio soltanto in minima parte finanziato con soldi pubblici ed attiene esclusivamente allo status e alle condizioni individuali, oltre che alle necessità di viaggio, per studio o per lavoro, di chi lo possiede, mentre le seconde riguardano alcune prestazioni di natura sociale che incidono e si ripercuotono direttamente sulla famiglia come, ad esempio, il pagamento delle bollette o l’assistenza domiciliare ad un disabile.
 
C’è di più. Come si evince dal prospetto contenuto nella bozza di accordo, circolata sui giornali in questi giorni, si sta andando incontro ad un’abnorme ingiustizia sociale. Anche il nuovo prospetto a cui sta lavorando la Regione, prevede che l’acquisto della Carta venga suddiviso in base a tre valori ISEE e gli unici a non rimetterci sarebbero i pendolari il cui il reddito familiare non superi i 20 mila euro annui. Per quest’ultimi, il costo di acquisto rimarrebbe fermo ai 350 euro annui, mentre, per tutti gli altri i costi lieviterebbero fino a raddoppiarsi per i valori ISEE superiori ai 30 mila euro.
Nel primo scaglione, le condizioni economiche di acquisto sono rimaste invariate rispetto agli anni precedenti, nel secondo è previsto un aumento del 50%, mentre, per i valori oltre 30 mila, l’acquisto della Carta Tutto Treno aumenterebbe del 100%. Praticamente, nessuno ci guadagna e tutti ci rimettono.
Tali condizioni appaiono incomprensibili alla luce del fatto che, viste le modalità di calcolo delle fasce ISEE che considerano le condizioni economiche e reddituali del nucleo familiare, dove confluiscono beni che di per sé non producono ricchezza come case o macchine di proprietà dell’altro coniuge, è presumibile che la maggior parte dei pendolari che utilizzano la Carta rientrerà o nel secondo scaglione con un aggravio del 50% dei costi, o, addirittura, sforando il tetto dei 30 mila, potrà accedere all’acquisto del titolo con un aumento dei costi impressionante
Si ritiene più opportuno, pertanto, qualora si volesse insistere su una modalità di acquisto della Carta che preveda una gradualità dei costi in base al reddito di chi la utilizza, introdurre il criterio dei redditi individuali sulla base dell’ultima dichiarazione dei redditi personali. Ciò sarebbe più in linea con la natura giuridica del titolo di viaggio e consentirebbe di agevolare effettivamente le fasce più disagiate introducendo una più equa distribuzione dei costi”.

L’Assessore ai Trasporti, Andrea Vincenti ha risposto: “l’Amministrazione Comunale condivide lo spirito della sua richiesta pur ritenendo che anche il criterio ISEE è un modo per individuare una perequazione e dunque, nella malaugurata ipotesi in cui la capacità finanziaria della Regione non fosse sufficiente per il prossimo anno a coprire l’intero costo dell’agevolazione, la nostra posizione nei confronti della Regione sarà, come sempre è stata, nel senso di insistere affinché le fasce più deboli siano agevolate. L’ultima parola ovviamente spetterà alla Regione”.

Il Cons. Andrea Sacripanti si è dichiarato: “Parzialmente soddisfatto. La Regione sostiene di dover mettere i 500 mila euro. Mi auguro che la volontà espressa dall’Assessore Vincenti emerga in maniera più energica forte”.
 

1 Dicembre 2018

Vedi tutte le notizie delle categorie:

Archivio notizie, Politica, Secondarie

Informazioni sull'autore

admin


Lascia un commento

Seguici su Facebook

Calendario
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov   Gen »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Redazione

Orvietosì © 2002 – Quotidiano d’informazione e d’opinione – Registrazione Tribunale di Orvieto 13/11/2002 al n°101. Sara Simonetti Direttore – Dante Freddi Editorialista – Elzevira di Fabio Graziani Editore.
Per informazioni inviare una mail a redazione@orvietosi.it
Informazioni sul trattamento dei dati personali: Policy privacy

Nuova versione