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Progetto Mab Unesco, il punto in consiglio. Germani: “Siamo nella fase della creazione della governance pubblica”

ORVIETO – Stefano Olimpieri (Capo Gruppo “Identità e Territorio) ha posto un’interrogazione inerente al riconoscimento MAB UNESCO dell’area Monte Peglia e zone limitrofe, relativamente a: “Chi sono i soggetti attuatori del Progetto; quale è il ruolo del Comune di Orvieto nel Progetto; come si finanzia il Progetto; se dovessero esserci, quali sono i soggetti privati che interagiscono con quelli pubblici per realizzare il Progetto e se risponde a verità che il Demanio Regionale abbia dato in concessione ad un soggetto privato 155 ettari sulla quale superficie potrebbe realizzarsi il Progetto”.

L’interrogante ha ricordato che “Nel luglio 2017 il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità l’adesione del Comune di Orvieto al Protocollo di Intesa per la realizzazione del Progetto MAB UNESCO per l’area Monte Peglia e zone limitrofe, riconoscendone la qualità in ragione delle potenzialità di avanzamento sociale ed economico ed anche occupazionale del territorio comunale e facendo della interazione paesaggio-sistemi urbani e biodiversità il proprio tratto essenziale. Come è avvenuto per il sottoscritto, sono sicuro che anche tutti gli altri colleghi abbiano visto in questa proposta uno strumento per qualificare il nostro territorio, sia per la difesa del patrimonio naturalistico, sia per creare un volano per attrarre visitatori. In più il termine UNESCO ha certamente fatto da molla per la condivisione della delibera presentata dal sindaco.
Durate la scorsa estate il Monte Peglia è divenuto ufficialmente ‘riserva mondiale della Biosfera MAB UNESCO’: nel prendere atto di quanto si è realizzato, si rileva come nei dodici mesi che sono intercorsi tra l’approvazione della delibera del Consiglio Comunale e il provvedimento che sancisce l’adesione del Peglia al MAB UNESCO, il Sindaco non ha mai interessato in maniera ufficiale o ufficiosa i Consiglieri Comunali sulla fase istruttoria del procedimento; pertanto, non avendo partecipato alla fase istruttoria e non avendo avuto nessun tipo di notizia in relazione alle modalità con le quali si dovrebbe dare attuazione concreta a questo Progetto MAB UNESCO, risulta assolutamente necessario porre alcuni quesiti al Sindaco, visto che egli ha manifestato grande soddisfazione per tutto ciò che è avvenuto e, soprattutto, per ciò che dovrebbe avvenire.
Ovviamente il logo UNESCO ammanta il Progetto di grande clamore, ma questo non può impedirci di voler comprendere in maniera più dettagliata lo stato dell’arte del Progetto, di conoscere in che modo, in quali tempi, con quali finanziamenti si svolgerà e, soprattutto, quale sarà il soggetto attuatore. Occorrono dei chiarimenti perché sarebbe assolutamente anomalo se il controllo e la governance del Progetto non sia in capo e sotto il controllo degli Enti Pubblici: questo elemento deve essere prioritario perché il Progetto si inserisce completamente in un’area pubblica ed è prioritario che gli interessi privati – seppur legittimi – non vengano anteposti al bene comune ed agli interessi diffusi.
E’ necessario conoscere quale sia il ruolo del Comune di Orvieto all’interno del Progetto MAB UNESCO per comprendere se il soggetto capofila fa capo agli Enti Pubblici o, in alternativa, a soggetti privati. Ma anche chi sono i soggetti che costituiscono l’Associazione Monte Peglia per l’Unesco e quali sono i progetti concreti su cui si fonda l’intera operazione; nonché quali conferimenti hanno messo in campo gli associati. Sembrerebbe che il Demanio Regionale abbia concesso in maniera pressoché gratuita terreni per 155 ettari in favore di una società privata. Cosa assolutamente legittima, ma se poi il Progetto MAB UNESCO si dovesse realizzare su quegli stessi terreni verrebbe meno l’interesse pubblico e gli Enti Pubblici si ridurrebbero ad essere delle semplici comparse. Per rendere attore principale il Comune di Orvieto occorre che siano gli Enti Pubblici a gestire tutto il Progetto, soprattutto adesso che è stato approvato”.

Il sindaco, Giuseppe Germani ha risposto: “La richiesta e l’inizio della pratica per il riconoscimento risale a circa 3 anni e mezzo fa da un gruppo di cittadini che hanno fatto l’intero iter per arrivare al riconoscimento. Un anno fa Orvieto, San Venanzo e Parrano hanno aderito al progetto (all’epoca in fase di presentazione) che dava indubbiamente lustro al territorio. Poi è stato proseguito l’iter. Sulla partita della governance che non è un aspetto semplice serve un soggetto che abbia connotati pubblici: Comuni, Regione e soggetto privato. Per costruire tale governance si è costituito un gruppo presso l’Agenzia Forestale Regionale. Il riconoscimento non è categorico sul soggetto pubblico ma noi diciamo che il riconoscimento interessa gran parte del demanio pubblico regionale. Quindi siamo nella fase della creazione della governance pubblica”.

Il cons. Stefano Olimpieri si è dichiarato: “Non soddisfatto, perché pensavo e speravo in una risposta diversa. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di 155 ettari di demanio in gestione. Il dato vero è che il dominus pubblico deve essere attore principale del percorso e non sottoposto invece ad un soggetto privato. Auspico la riapertura della partita”.

1 Novembre 2018

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