La gabella civitense
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La gabella civitense

di Stefano Moretti

Nella puntata di ieri sera di Striscia La Notizia, l’inviato a Polignano a Mare ha gestito tre minuti di vera e propria ironia per l’iniziativa di quel Comune che ha imposto un pagamento di cinque euro per l’ingresso al centro storico di quella splendida cittadina pugliese.
In verità, la gabella è sostenuta da una giustificazione, un corrispettivo ed un termine, essendo conseguente all’apposizione delle luminarie di Natale, alla cessione di prodotti artigianale e di durata pari alla festività natalizie. La storica trasmissione non deve invece essere al corrente di analoga iniziativa da tempo stabilmente e sine die corrente a Civita di Bagnoregio, dove all’ingresso a pagamento alla minuscola frazione, ugualmente imposto di 5 euro, non corrisponde alcun servizio o corrispettivo oltre il transito ed i cui cospicui proventi non sono finalizzati ad interventi di consolidamento della rupe o di manutenzione del borgo ma alla diminuzione delle imposte comunali a favore dei cittadini di Bagnoregio.
Reputa chi scrive che tale imposizione presenti gravi profili di illegittimità, non essendo tale tassa rubricabile tra quelle proprie dei Comuni ed anzi violativa dei più generali principi costituzionali di divieto di imposizione di dazi interregionale e a maggior ragione interterritoriali, con un gettito indebitamente sottratto ai visitatori, spesso famiglie, ed altrettanto indebitamente percepito dal Comune.
Il paradosso tuttavia e’ altro. Molti Sindaci, amministratori e comuni cives applaudono all’iniziativa, di cui il Sindaco si vanta in maniera inusuale quanto clamorosamente, con la conseguenza che l’emulazione di “siffatta sciocchezza” rischia di trascinarla in altre zone dell’Italia, come è accaduto a Pomigliano.
Immaginate che ovunque, allora, si potranno imporre tasse per transitare sui territori, le piazze e le strade pubbliche e libere  d’Italia, anche in relazione alla diffusa bellezza della nostra nazione, cosi’ che potremmo ritrovarci a pagare per visitare Roma, Firenze, Palermo od ancora Perugia od Orvieto o Monteleone o Polino o Parrano. Oltre l’irregolarità ed il paradosso di vantarsene,e’ la follia che vaga in in piena libertà.
Trasferirò questo modesto scritto anche alla redazione di Striscia sperando in un suo aiuto, oltre a quello di Orvietosi, per superare questa situazione che considero illegale ma soprattutto inopportuna e ritornare a far fruire e godere gratuitamente chi lo vorrà del patrimonio pubblico nazionale, compreso quello di Bagnoregio che mi pare pure appartenga all’Italia oltreché ai bagnoresi.

27 Novembre 2018

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