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Silvio Torre ommenta la Borsa

IL COMMENTO di Dante Freddi
Facebook è una fonte inesauribile di informazioni, molto più delle chiacchiere al bar, luogo ormai destinato soprattutto a sorbire un caffè o un aperitivo o consumare la colazione. In alcuni casi, il livello dei post è quello del bar, in altri invece si scoprono notizie utili, in altri ancora pensieri pensati, spesso appaiono bufale e offese brutali. L’ambiente è comunque stimolante per un COMMENTO, niente più che un COMMENTO.

1-21.11.18   Posta Silvio Lorenzo Torre tenero.
DI SOLITO NON COMMENTO LA BORSA
Però se per oltre un mese gli andamenti sono i peggiori dal 2009 e nel frattempo continuano ad arrivare mazzate come quelle di stamattina allora qualche domandina tocca farsela. Anzi tocca che ve la facciate.

COMMENTO di Dante Freddi perplesso
Caro Silvio, mi sono posto la domanda: ma non saranno i famigerati mercati e gli speculatori, ispirati dall’Europa maligna, che stanno facendo alzare lo spread, oggi arrivato a 330 punti, e perdere valore al patrimonio delle banche, fermare gli investimenti  dei piccoli risparmiatori in Btp Italia, allontanare gli investitori stranieri?
Mi sono risposto: ma si può avere fiducia in un governo di annunciatori in perenne campagna elettorale e con la pretesa di saper governare l’economia del Paese contro tutti e in favore di nessuno, neppure di quelli che si vorrebbero sostenere e a cui non sono neppure capaci di offrire soldi a perdere? Sul piano politico i migliori amici dei partiti sovranisti in Europa sono i peggiori nemici del Governo Lega-M5S, la prospettiva politica è pessima, quella economica un disastro annunciato. Sono millenni che funziona il metodo di individuare un nemico per allontanare il giudizio su se stessi: Europa, mercati, speculatori oggi, al tempo di Renzi i gufi. Non si può sopportare di continuare a essere trattati da deficienti. Spero, caro Silvio, che converrai con me. Un abbraccio

21 Novembre 2018

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admin


UN COMMENTO SU QUESTO POST To “Silvio Torre ommenta la Borsa”

  1. Quale onore, Dante.
    Allora la questione che sollecita la tua risposta è molto seria ed è esattamente come annunci nel presentare la rubrica ed è un commento stimolante.
    A mia volta mi sono riferito ad un periodo ben preciso di una singola borsa del panorama mondiale, tu lanci la palla del palla nel campo della fiducia al governo da parte degli investitori internazionali. Sull’Europa maligna e su quella propaganda di parte che cerca nemici e su quelli ci campa.

    Bene se ci allarghiamo dobbiamo allora ammettere che il problema che pone l’Europa matrigna è quello di un debito stratificato ed accumulato da lunghi anni oltre 30 e che faceva incazzare del passato solamente la buonanima del Giacinto Pannella detto Marco. Che la politica monetaria operava la diplomazia della svalutazione competitiva e che oggi abbiamo accettato un sistema di regole del gioco che comprime gran parte della libertà economica proprio del governo a cui stai dando la colpa di un problema che nasce da lontano e che influenza solo relativamente i problemi del nostro comparto industriale quotato in borsa che piuttosto sembra mostrare la corda dopo aver fatto su e giù negli ultimi 5 anni. Ottobre in borsa è stato un precipitare. Colpa del governo? E allora vediti giugno 2016 oppure il periodo tra dicembre 2015 e febbraio 2016. Le cose andavano anche peggio ed il professor Conte non era neanche negli incubi più sfrenati di Moscovici il nostro presidente del Consiglio dei Ministri.
    E poi toccherebbe anche spacchettare le medie e vedrai che che sono specifici comparti in difficoltà mentre invece gli acuti sono pochi e la loro capitalizzazione relativa molto più bassa. Sono tante Infatti le banche ad avere lo stesso meno 30% annuale che possiamo registrare in Atlantia spa che però essendo la cassa di riferimento di Autostrade per l’Italia spa ha subito la contingenza del crollo del ponte Morandi e, loro sì, di uno specifico cambia di politica proprio sulle infrastrutture stradali , del pedaggio ed aeroportuali. Tuttavia se guardi bene la finanziaria ci sono molti investimenti che anche se fatti in deficit dovrebbero ricadere per l’appunto proprio del valore di aziende ed imprese nella filiera della Borsa Italiana.
    Questo è il quadro.
    In questo quadro gli Hard facts, le cose concrete su cui ragionare, e le soft skill
    Intorno a cui si sviluppa la decisione politica ed il consenso in Italia ed in Europa vanno ben oltre gli orizzonti temporali e territoriali dei quali abbiamo parlato. Per esempio in valori assoluti la capitalizzazione totale di Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google è circa 3 triliardi di dollari, ovvero più del debito pubblico italiano, in una situazione che ricorda i mesi prima della crisi delle dotcom o, se vuoi, della nostra Finmatica. Non so se è chiaro il raffronto.
    Tra gli hard facts duri e concreti c’è il problemino mica da niente che la politica monetaria e le conseguenti formazioni dei prezzi non sono nelle nostre mani ma in quelle di tedeschi francesi olandesi, insomma sembra una barzelletta il fatto che il potere d’acquisto continua a essere dato dai salari mentre invece la disponibilità economica dipende da chi ha una visione totalmente diversa da quella locale. Morale: L’obiettivo della stabilità dei prezzi che è l’unico scopo della BCE non è stato raggiunto e quindi Mario Draghi è costretto obtorto collo a continuare il quantitative easing. Il Corto Circuito non è evidente a tutti e te lo riassumo così: mentre gli scopi statutari della Federal reserve americana sono la stabilità dei prezzi e la piena occupazione quello della Banca Centrale Europea si limita alla stabilità dei prezzi, i prezzi sono formati per definizione non dal valore ma dal potere di acquisto dei salari e quindi in assenza di piena occupazione e di Salari come quelli del Lussemburgo stiamo assistendo al fallimento della politica monetaria nonostante la nostra alta capacità industriale. E questo ovviamente impatta sulle scelte che fanno i cittadini che in tutta Europa scelgono protezionismo come succede attualmente in America. E sai la cosa paradossale qual è? e che sono proprio quei cittadini che sono stati trattati da deficienti che adesso vogliono cambiare rotta.
    Vedi il problema non era nel quadro distretto della Borsa Italiana che pur nella sua importanza fa parte di un quadro generale. E non è neanche negli hard facts che sono concretamente noti a tutti. È stata invece la generale mancanza di visione di lungo periodo che ci ha posto di fronte ad un problema generazionale ed alla crisi economica più imponente degli ultimi 70 anni. E converrai con me Ognuno guarderà i propri interessi e quindi il rapporto è la dialettica con gli altri paesi non è certo di individuare un nemico però neanche di farsi commercialmente infinocchiare è trovarsi un conto da pagare che, come italiani, è un pezzo che stiamo facendo i signori e ci stiamo facendo carico della forza lavoro di tanti stati con i nostri giovani che fanno ricchi inglesi Tedeschi e francesi per dirne qualcuno e con uno Stato italiano che è messo sotto pressione da troppo tempo. in questo momento siamo in una trattativa commerciale pura e semplice, ma cio’ che è oggetto della trattativa sono i diritti, non i soldi.
    Tu che idea avevi?

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Orvietosì © 2002 – Quotidiano d’informazione e d’opinione – Registrazione Tribunale di Orvieto 13/11/2002 al n°101. Sara Simonetti Direttore – Dante Freddi Editorialista – Elzevira di Fabio Graziani Editore.
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