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Home Politica

Meetup Orvieto: No discarica, ce lo chiede l’Europa

Redazione by Redazione
20 Aprile 2018
in Politica, Secondarie, Archivio notizie
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Movimento 5Stelle Orvieto

Mentre ad Orvieto si annuncia l’ennesimo sit-in e manifestazione contro l’espansione della discarica di Le Crete in ambienti governativi europei si gettano le fondamenta della economia circolare del prossimo modello di gestione dei rifiuti. Una vittoria del gruppo europeo del MoVimento 5 Stelle e del portavoce Piernicola Pedicini. Va detto che ogni atto amministrativo locale relativo a questo tipo di attività industriale cioè relativo alla gestione della spazzatura deve essere orientato a strategie di lungo periodo; In pratica deve essere studiato ed immaginato prima di essere realizzato per poter durare a lungo valutando le la sostenibilità nel corso degli anni. Infatti per quanto possa essere terribile immaginare una espansione della discarica è ancora più atroce Immagina che la costruzione di un inceneritore che resterà ad ammorbare l’aria della Valle sotto Orvieto e quindi tutti i comuni della Val di Paglia per un tempo indefinito.
Questo però  non viene mai detto ai cittadini che vengono coinvolti in manifestazioni contro la discarica. Come tanti altri impianti industriali gli inceneritori non hanno una scadenza e possono andare avanti all’infinito e questo lo sanno bene  i cittadini della Conca Ternana, nostri vicini per i quali lo studio epidemiologico sentieri ha indicato notevoli problematiche anche in virtù dello smog che resta basso in Conca e che è ricco dei reflui gassosi industriali compresi quelli propri degli inceneritori.
Quindi nell’appoggiare ogni iniziativa che unisca i cittadini per dire un secco no all’allargamento della discarica non possiamo non osservare che le alternative proposte da taluni degli organizzatori puntano proprio ad impianti di incenerimento che, ed anche questo va detto, ad Orvieto non possono essere autorizzati grazie ad una mozione della nostra portavoce Lucia Vergaglia.  Quindi come meetup e come cittadini non solo sosteniamo la libertà di ogni gruppo anche a noi avverso di manifestare e proporre le proprie soluzioni Tuttavia nonostante l’invito diretto ricevuto dagli organizzatori non ci pare corretto sottoscrivere integralmente il manifesto dell’iniziativa in almeno due dei quattro punti proposti espone la città a rischio di vedersi calare come soluzione proprio un inceneritore. Però sul punto che riguarda il secco no all’espansione della discarica siamo e saremo in prima linea, tra i cittadini che vorranno partecipare all’evento. E questo distinguo, questa scelta, si basa anche sui primi successi che il MoVimento 5 Stelle ha appena ottenuto in sede Europea grazie al portavoce Pedicini, che anche se timidi ed iniziali, vanno sulla strada che a nostra volta localmente sosteniamo.

Qui di seguito la lettera dell’eurodeputato Piedicini datata 17 aprile 2018.

«L’economia circolare compie un passo in avanti, anche se ancora troppo timido. Rispetto agli obiettivi ambiziosi che si era posto il Parlamento europeo, infatti, l’accordo trovato ai cosiddetti triloghi (dove siedono i rappresentanti di Parlamento, Commissione e Consiglio) è un compromesso al ribasso ma un passo avanti rispetto alla situazione attuale. Il testo finale fissa gli obiettivi al riciclo dei rifiuti municipali al 55% entro il 2025, al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. Ci sono anche obiettivi specifici catalogati per materiale che sono ancora poco ambiziosi: ad esempio, per il 2025, gli obiettivi di riciclo sono fissati al 50% per la plastica, al 25% per il legno, al 50% per l’alluminio, al 70% per il vetro e al 75% per la carta e il cartone.

L’economia circolare non è un gioco di parole, ma la soluzione alla gran parte dei mali che in anni di sviluppo abbiamo creato. Quando si parla di questa materia, infatti, bisogna aprire la mente e ragionare in ambito “macro”: grazie a quest’ultima si vuole superare l’attuale modello economico il cui imperativo dominante è la parola crescita. Ma non stiamo parlando di de-crescita, bensì di nuova intelligenza. Da questo punto di vista il risultato peggiore del negoziato riguarda la messa in discarica dei rifiuti: qui il Parlamento aveva chiesto un limite massimo del 5% entro il 2030, mentre il compromesso finale fissa il target al 10% e concede agli Stati tempo fino al 2035. Sono stati cancellati gli obiettivi di preparazione al riuso proposti dal Parlamento Europeo che avrebbero avuto un impatto positivo sulla riduzione dei rifiuti e sulla creazione di posti di lavoro. Una materia che proprio non va giù a questa UE e su cui ci eravamo già scontrati nel lontano 2015, quando vennero eliminati dal nostro rapporto d’iniziativa.

La delegazione europea del MoVimento 5 Stelle continuerà comunque la sua strada per fare valere le proposte di buon senso che sia l’economia, sia l’ambiente, sia i cittadini continuano a chiedere a gran voce, ovvero:
– un obiettivo vincolante di riduzione dei rifiuti alimentari del 30% al 2025 e del 50% al 2050;
– un obiettivo vincolante di preparazione al riuso degli imballaggi;
– introduzione obbligatoria del sistema del vuoto a rendere;
– divieto all’incenerimento di tutti i rifiuti;
– eliminazione dei sussidi alle fonti fossili che sono all’origine di ogni rifiuto.

Senza questi provvedimenti, come detto, il pacchetto che andiamo ad approvare farà registrare solo timidi miglioramenti. Dove invece occorrerebbe una vera e propria accelerazione verso un’economia realmente circolare»

 

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