Artisti orvietani in trasferta in Abruzzo
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Artisti orvietani in trasferta in Abruzzo

 

 

Merita una nota di compiacimento la trasferta di due talenti orvietani – Daniela Aloisi e Marco Basili – selezionati da Fabiola di Tella, assistente di Lucia Latour, da tempo residente nella città del tufo – per una mostra d’arte, “Spazio Bianco” dal 16 al 18 agosto, a Villetta Barrea (AQ), splendido borgo nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo.
E non soltanto per un pudico moto di patriottismo collinare e perché, in definitiva, fa piacere mostrare ciò che questa terra riesce a coltivare anche in senso spirituale. Il nostro compiacimento riguarda la cifra delle opere “esportate”, il loro abitare il “contemporaneo” che, da Baudelaire in poi, appare come un funambolico pencolare tra l’effimero e l’immutabile. Osare, o fondare, nuove grammatiche e nuove sintassi per catturare il simulacro di un pezzo di mondo che corre, è operazione temeraria, esposta al rischio del vuoto, del velleitario.
Daniela e Marco – madre e figlio, sia detto en passant – vivono a Ficulle dopo aver attraversato mezzo mondo: un nomadismo, linguistico e culturale, che ha determinato una sensibilità “creola”, proclive all’ascolto, all’attenzione minuta.
Il percorso artistico di Daniela Aloisi, presente alla mostra con 10 opere, è uno scavo ai margini del linguaggio e del senso, un processo di svuotamento del conosciuto, un approdo ad un “formare” non precostituito. Una pittura, che Daniela chiama “alchemica”, che registra sismograficamente i colori e le forme di una trasmutazione del sé aprendo l’esperienza ad un ulteriore “non dato”.
Marco Basili, 21 anni, è invece un’artista multisensoriale: chef, fotografo, scrittore, aspirante attore. Diventa cuoco, si perfeziona a Milano e, per apprendere le tecniche e i segreti degli chef stellati, resta a Parigi due anni. Segue il suggerimento di Baudelaire e sceglie di diventare “botanico del marciapiede” e insieme fotografo. Frequenta appassionatamente il “Centre Pompidou”, gli atelier di Rue de Rivoli, il Musée d’Orsay e il Louvre. Nella “Ville Lumière” post-moderna scopre che il flâneur ha lasciato il posto all’habituè, una condizione che minaccia la facoltà della meraviglia, la felicità dell’invenzione.
Mette quindi le tende a Ficulle con l’idea di sperimentare i protocolli di una necessaria “ecologia dei sensi”. In un mondo incessantemente sepolto da un diuturno diluvio di immagini, suoni, sapori, parole, è necessario recuperare un intervallo – sia esso il vuoto, il silenzio o , come vuole François Jullien, l’insapore (fadeur) – per restituire a donne e uomini un tempo di godimento pieno, per tentar nuove pratiche di libertà. Ficulle è, per Marco, il luogo di esercizio di questa “ecologia” perché obbliga lo sguardo e l’immaginario a sostare su minimali e luminose evidenze, sui tempi lenti delle metamorfosi, sulle frizioni, inevitabili, tra la semantica “creola” e la faticosa costruzione di una nuova pragmatica. La ricerca del giovane chef-artista-fotografo è per noi di grande interesse perché, attraverso la “mondanità” dell’arte gastronomica, riesce a frequentare anche l’altra estetica, quella delle sensazioni precategoriali, che è insieme opportunità e campo aperto di innovazioni. Le opere di Marco Basili saranno presenti nella sezione “fotografia”.

Fabiola di Tella

Abruzzese, residente ad Orvieto, laureata in Conservazione dei beni culturali , diventa assistente personale della coreografa- architetto Lucia Latour, fondatrice della compagnia di danza contemporanea Altroequipe-dance sound light architecturemotiongraphicsmotioncapture. Entra in contatto poi con il Maestro Achille Perilli, cofondatore insieme con Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Accardi, Sanfilippo e Turcato, del gruppo FORMA 1, movimento dell’ avanguardia artistica italiana degli anni ’50. Inizia cosí, per la giovane artista, un percorso artistico astratto, in continua ricerca, basato su sperimentazioni che riguardano l’uso e tecniche del colore. È presente alla mostra “Spazio Bianco” come curatrice e artista.

Marco Basili

Nato a Città della Pieve nel 1995, studia a Spoleto perfezionandosi a Milano e a Parigi. Si perfeziona a fianco di chef stellati , coltivando esperienze di scrittura (assieme a Edoardo Maria Sinatra, già proprietario della storica libreria di Torino “Arethusa) e di teatro. In Francia inizia il suo percorso di fotografo. Espone 31 opere, mostra-percorso esperienziale tra passato presente e futuro

Daniela Aloisi

Laureata in Psicologia delle Arti presso il dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, diplomata Counselor per la Cura della Salute e del Benessere presso L’Istituto di Psicosomatica Integrata di Milano fondato dal suo Professore, nonchè Psicoanalista lacaniano, Riccardo Scognamiglio , Somatologa e Facilitatrice, sia con incontri individuali che con percorsi di gruppo, propone Percorsi Esperienziali per l’Espansione dei Potenziali Vitali. Dirige laboratori di teatro e drammatizzazione in scuole pubbliche ed associazioni private.
Dipinge dal 2000..

 

16 agosto 2017

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