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Home Secondarie

Gestione e investimenti per il Sociale, Croce: “la spesa del Comune è cresciuta”

Redazione by Redazione
19 Maggio 2017
in Secondarie, Archivio notizie
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ORVIETO – La vice sindaco e assessore ai Servizi Sociali, Cristina Croce precisa alcuni aspetti fondamentali della gestione dei Servizi Sociali:
“I servizi socio assistenziali del territorio della Zona Sociale 12 (composta da 12 Comuni: Orvieto, Porano, Castelviscardo, Castelgiorgio, Baschi, Montecchio, Monteleone di Orvieto, Ficulle, Fabro, Parrano, Allerona, Montegabbione) – afferma – sono gestiti in forma associata sotto la supervisione della Conferenza dei Sindaci dei relativi Comuni ed hanno come capofila il Comune di Orvieto, con l’Ufficio della Cittadinanza. La spesa necessaria per la copertura di tutti i servizi sociali e socio-assistenziali attivati, deriva in parte dai trasferimenti del Fondo Nazionale (dello Stato), in parte dai trasferimenti del Fondo Regionale ed in maggior parte dalle risorse di bilancio dei Comuni della zona sociale, in rapporto agli abitanti di ciascuno per una quota base pro-capite di euro 21,50.
In particolare, in riferimento all’anno 2015, la spesa complessiva dei servizi, ammontante ad euro 1.721.246 è stata finanziata dalle seguenti entrate:
Trasferimenti Nazionali euro 193.991,37
Trasferimenti Regionali euro 215.342,48
La restante parte, al netto di alcune voci (ad esempio quelle riferite ad alcuni progetti tipo l’Home Care Premium e altri) è a carico dei bilanci comunali complessivamente per circa 1 milione di euro, ed in particolare per circa 500.000 euro a carico di quello del Comune di Orvieto.
Nell’anno 2016 la spesa complessiva dei servizi ammontava ad euro 1.794.943 di cui 267.923,74 derivanti dal Fondo Nazionale ed euro 217.875,22 derivanti dai trasferimenti del Fondo regionale, mentre la restante parte è derivata sempre dalle risorse di bilancio dei Comuni nella medesima proporzione di cui sopra. Nel 2017 la spesa complessiva è aumentata ad euro 2.000.075”.

“Negli anni 2015 e 2016 – prosegue – la Conferenza dei Sindaci ha deliberato l’aumento della quota capitaria che da euro 21,50 del 2015 è passata prima ad euro 21,74, per integrare le maggiori spese necessarie all’integrazione scolastica, e poi ad euro 22,94 nel 2016 per integrare una parte del fondo PRINA ed una parte delle richieste sempre emergenti dell’integrazione scolastica, fino ad arrivare ad un ulteriore aumento di 1,20 euro pro capite (per un totale di euro 24,14 di oggi), necessari per fronteggiare le sempre maggiori richieste di assistenza ed integrazione scolastica.
Per quanto attiene al fondo PRINA, quello cioè destinato al piano regionale degli interventi per la non autosufficienza, volto a garantire servizi per i disabili minori, disabili adulti o anziani, la spesa annua ammonta a circa euro 650.000 di cui circa 380.000 derivanti dai Fondi nazionali e regionali trasferiti alla ASL che ne è competente, mentre i Comuni provvedono al cofinanziamento del suddetto fondo con un importo così suddiviso negli anni:
2015 € 87.000
2016 € 137.000
2017 € 137.000
Tale cofinanziamento deriva per circa 85.000 dai bilanci comunali (2,02 euro pro capite per abitante) e circa 52.000,00 dai trasferimenti della Regione assegnati ai comuni per interventi specifici nell’area della non autosufficienza.
Il Fondo PRINA è stato attivato per la prima volta nel 2011 con i fondi nazionali e regionali già erogati nel 2008, 2009, e 2010 (per circa 380 mila euro annui) ed il cofinanziamento dei Comuni, a fronte di una spesa complessiva (sempre di euro 650.000,00 circa all’anno) che superava di gran lunga i singoli trasferimenti annui, ma che, ciononostante, ha potuto avere la copertura grazie ai residui provenienti dalle annualità pregresse.
Ciò è avvenuto fino al 2016.
Dal 2017, essendosi esaurite le disponibilità economiche derivanti dai suddetti residui, non sarà più possibile coprire l’intera spesa dei 650 mila euro.
La disponibilità economica effettiva per il 2017 è di poco oltre 500.000 euro (composta dai trasferimenti regionali e dai 137.000 euro dei comuni) e si sta valutando la modalità per reperire i 150.000 euro mancanti per arrivare alla dotazione standard del Fondo”.
“Da quanto esposto – aggiunge – si evince che la spesa del Comune per i servizi sociali, socio-assistenziali e sanitari negli ultimi anni non solo è cresciuta, ma è andata altresì a supplire alcune carenze, da una parte (vedi PRINA) e ad integrare le maggiori risorse necessarie all’evolversi ed all’accrescersi delle esigenze di alcune fasce di cittadini particolarmente vulnerabili (vedi assistenza ed integrazione scolastica), dall’altra. Nessun taglio, dunque, come erroneamente e strumentalmente paventato nei giorni passati, peraltro senza alcun riferimento concreto, da coloro che, pur frequentando già da molti anni l’ambiente dell’amministrazione, non hanno, evidentemente, ancora ben chiare le dinamiche ed il funzionamento del sistema dei servizi socio-sanitari e che, diversamente, hanno in quegli stessi anni avallato le politiche tutt’altro che lungimiranti di chi ha speso (nel settore del sociale almeno), molto di più di quello che realmente avrebbe potuto, facendo affidamento su residui che fisiologicamente sarebbero andati ad esaurimento e lasciando, così, ai posteri il difficile onere di reperire i fondi necessari alla bisogna”.

“Ad ogni buon conto – conclude l’Assessore Croce – l’Amministrazione Comunale, si sta assumendo tutte le responsabilità derivanti da questo ‘modus operandi’ ed ha già intrapreso, unitamente a tutti i Comuni dell’ambito, un percorso con la Regione e la ASL che nei prossimi mesi porterà al reperimento delle risorse mancanti, necessarie al mantenimento dei servizi che, ad oggi, rispondono al meglio alle esigenze degli utenti, in particolar modo dell’area minori, mentre resta una modesta lista di attesa, di 10/12 persone, per accedere all’integrazione della retta nelle strutture residenziali per anziani, nell’assistenza domiciliare e nel trasporto sociale delle persone disabili. Quest’ultima tipologia di intervento, peraltro, sarà a breve potenziata con i fondi delle aree interne”.

 

(Fonte: Ufficio stampa Comune di Orvieto)

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