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Ospedale Santa Maria, sindacati dirigenza medica: “rapporti al limite con l’attuale direzione aziendale”


Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica (ANAAO, AAROI, CGIL MEDICI, CIMO, CISL MEDICI, FASSID-SNR, UIL MEDICI) in data 26 gennaio 2017 sono state costrette a proclamare lo stato di agitazione e ad interrompere le relazioni sindacali con la direzione dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.
“Con nostro profondo rammarico – dicono – dobbiamo constatare che il clima di serena e franca collaborazione che era stato instaurato con la precedente Direzione Aziendale, non è mai proseguito con l’attuale. Eppure fin dall’inizio avevamo manifestato e chiesto la continuazione di un rapporto chiaro, sincero e di leale collaborazione partecipativa.
A tutt’oggi, sin dalla data d’insediamento dell’attuale Direzione Aziendale, continuiamo ad assistere ad iniziative “importanti” ma “fai da te”, dove ogni volta le organizzazioni sindacali vengono chiamate fuori in merito ad aspetti importanti come l’organizzazione del lavoro.
In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un progressivo peggioramento della sicurezza delle cure con personale medico costretto ad assistere ad un numero  sempre maggiore di malati, in condizioni a  dir poco al limite della dignità e della sicurezza. Aumenta ormai senza controllo e a dismisura il “fenomeno” dei letti aggiunti sui corridoi e di altri appoggi fuori reparto.
Il tutto in una assoluta confusione – denunciano le sigle – e senza far distinzioni tra malati in urgenza e malati in elezione, malati medici e chirurgici, malati in acuzie e malati cronici. Il mancato preventivo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali ha avuto come ultima conseguenza la decisione – unilaterale – della Direzione Aziendale di creare 23 nuovi posti letto nell’area medica, al fine di fronteggiare la problematica degli appoggi e dei letti sui corridoi”.
“Tuttavia – denunciano ancora – nella realtà non si tratta di nuovi posti letto, bensì di una trasformazione di letti chirurgici in letti medici, creando una sorta di “reparto degli appoggi” nel quale non lavorano a permanenza medici specificamente dedicati ma solo alternativamente medici di altri reparti. In pratica si tratta dell’istituzione di un vero e proprio reparto presidiato dalla sola componente infermieristica. Tale importante modifica dell’organizzazione ospedaliera è stata appresa dalle organizzazioni sindacali dei medici solo attraverso i mass-media quando il reparto in questione era già stato aperto!”
Secondo le sigle sindacali “Il provvedimento della Direzione Aziendale non ha risolto e non risolverà in futuro il problema degli appoggi, infatti è ancora costante la presenza all’interno dei vari reparti di letti sui corridoi e di pazienti ricoverati materialmente in reparti diversi da quelli di competenza. Quali operatori della sanità pubblica vogliamo e dobbiamo rappresentare la nostra opinione tecnica in un sistema che si sta gradualmente depauperando di risorse e di qualità, in una regione dove per far quadrare i conti si tagliano posti letto e personale.
Ribadiamo la nostra disponibilità a dare il nostro costruttivo contributo, nonostante la Direzione Aziendale ci abbia convocato per il 27/02/2017 – a distanza di oltre un mese dalla proclamazione dello stato di agitazione (25/01/2017) – fatto che dimostra ulteriormente la scarsa considerazione ed attenzione nei confronti di tutti gli operatori sanitari e delle scriventi OOSS”.

 

7 Febbraio 2017

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