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Home Secondarie

Lavoratori Acea preoccupati per il proprio futuro. Germani: “la discarica non chiude ma occorre invertire la rotta”

Redazione by Redazione
22 Febbraio 2017
in Secondarie, Archivio notizie
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ORVIETO – Tra lavoratori in servizio e indotto sono almeno 200 le famiglie che vivono con la discarica de Le Crete gestita da Acea Ambiente (ex Sao). E adesso, fra questi, è cominciato a serpeggiare un certo malumore misto a preoccupazione per il proprio futuro viste le ultime dichiarazioni del sindaco Germani di opporsi alla determina regionale della Regione per la realizzazione del nuovo impianto per la produzione di compost di qualità (2400 metri quadrati) per cui la Regione è andata all’approvazione diretta senza passare per la procedura di Via (valutazione impatto ambientale). Ma va anche considerata la più volte manifestata opposizione dell’amministrazione all’ampliamento del secondo calanco.
L’argomento è stato al centro di un acceso dibattito tra sindaco e imprenditori, due domeniche fa, e giovedì mattina, con gli stessi lavoratori a tutela dei quali sono scesi in campo anche le sigle sindacali Filctem Cgil di Terni e Flaei Cisl dell’Umbria. Secondo le organizzazioni sindacali la mancata ottimizzazione dell’impianto (entro 7 anni la discarica sarà esaurita) provocherebbe ricadute occupazionali preoccupanti in quanto l’attuale capacità della discarica non sarebbe in grado di sopperire ai fabbisogni di smaltimento per il periodo necessario all’adeguamento delle pianificazioni regionali e l’implementazione dei nuovi impianti di trattamento finalizzati al recupero spinto della materia.
“Gli scenari negativi che si potrebbero originare – dicono i sindacati – non ricadrebbero solamente sui posti di lavoro dei dipendenti di Acea Ambiente, ma anche sull’indotto (sia sull’imprenditoria locale che sui dipendenti impiegati presso queste aziende) e sulle tariffe subite dai cittadini, che saranno costretti a sostenere maggiori costi per gli smaltimenti fuori Regione. Tariffe che per contro, nel caso si realizzi l’ottimizzazione della discarica, subirebbero un sensibile abbattimento a favore dei cittadini utenti”.
Di contro, la posizione del Comune è chiara ed è stata ribadita dallo stesso Germani durante entrambi gli incontri. “Il nostro obiettivo – ha spiegato – non è quello di far chiudere la discarica ma di inserirla invece nel circuito regionale per arrivare ad un’economia circolare che porti, sì, sempre meno rifiuti in discarica, ma che poi, attraverso il potenziamento dell’impiantistica, permetta il riciclo delle materie direttamente qui. Si tratta di un cambiamento di strategia volto non solo a salvaguardare i posti di lavoro ma di potenziarli ulteriormente”.
Gli stessi lavoratori non vogliono essere considerati coloro che gestiranno “La Pattumiera dell’Umbria”, bensì i protagonisti di uno sviluppo industriale e tecnologico sul territorio, all’avanguardia nella gestione e valorizzazione del ciclo dei rifiuti. E per questo i sindacati porteranno la questione direttamente sul tavolo della presidente della Regione affinché “il territorio orvietano non perda l’ennesima occasione di sviluppo che andrebbe a discapito dei lavoratori, dei cittadini e dell’economia locale”.
L’incontro si è concluso con l’impegno del sindaco a visitare in particolare l’impianto di discarica, al fine di vedere realmente lo stato di riempimento, non compatibile – secondo i lavoratori – con le tempistiche ipotizzate da Germani (un paio di anni) per l’attivazione della fase progettuale relativa ai nuovi impianti. Intanto per il 27 febbraio è in programma un incontro tra il sindaco e i vertici di Acea e una prossima riunione dei Capigruppo con i tecnici della multinazionale che potranno fornire delucidazioni sulla gestione dell’impianto di trattamento e sulla discarica. (Sa.Simo)

 

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