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Geotermia a Torre Alfina. Consegnate al Ministero dell’Ambiente dalle associazioni ambientaliste le ennesime osservazioni contrarie.

Redazione by Redazione
5 Ottobre 2016
in Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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da Coordinamento Associazioni Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena

Sono state consegnate venerdì 23 settembre al Ministero dell’Ambiente, a seguito della ripubblicazione degli atti ordinata dallo stesso Ministero, 31 pagine di osservazioni contrarie alla realizzazione dell’impianto pilota geotermico di Torre Alfina, gemello a quello di Castel Giorgio.
“Le osservazioni tecniche – riferisce in una nota il Coordinamento Associazioni Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena aderente alla Rete Nazionale No Geotermia Speculativa e Inquinante – prendono spunto, per citare solo le principali, dalla inesistenza in tutta l’area dell’altopiano dell’Alfina di una formazione di copertura impermeabile che impedisca la risalita di fluidi geotermici verso la falda superficiale utilizzata per alimentare le reti potabili, condizione irrinunciabile per poter realizzare in sicurezza un impianto geotermico, cioè se la copertura non è “acquiclude” non si garantisce che non abbia luogo la contaminazione delle acque potabili da parte degli inquinanti fluidi geotermici che sono re-iniettati a pressione.

Inoltre la presenza di faglie verticali verticalizzanti rende estremamente improbabile e comunque non dimostrabile l’intercomunicazione idraulica fra la zona di estrazione del fluido geotermico e quella di re-immissione per cui si creerebbe un travaso anziché un ricircolo con la formazione di un pericoloso scompenso pressorio e termico tale da aumentare il rischio sismico già alto. Questo addirittura viene dimostrato da un documento fornito dalla stessa ditta…!

Ma altre contraddizioni di procedura vengono rilevate, limitandosi alla più palesi:

1) La società ITW &LKW Geotermia Italia S.p.A. ha presentato il progetto in VIA (valutazione impatto ambientale) in data 19.08.2015, in carenza di emanazione da parte del Governo delle “linee guida” previste della Risoluzione parlamentare n. 8‐00103 sulla produzione di energia da impianti geotermici emanata in data 15.04.2015 dalle Commissioni parlamentari VIII° e X°.
Infatti tale Risoluzione prevede che le autorizzazioni per i progetti di impianti geotermici vengano realizzati solo a seguito della emanazione delle “linee guida” nell’ambito delle “aree idonee” di cui alla “zonizzazione” e che nella valutazione di impatto ambientale (VIA) si tenga conto, appunto, delle “nuove regole”. Quindi in difetto la ditta che ha -nonostante tutto- presentato il progetto in VIA, ma anche carente il MATTM che non ha respinto tale istanza, volutamente ignorando quanto previsto nella Risoluzione parlamentare. Infatti al punto quattro la citata Risoluzione impegna il Governo ad emanare entro 6 mesi (dal 15.04.2015!) « linee guida » a cura dei Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che individuino nell’ambito delle aree idonee di cui al punto precedente anche i criteri generali di valutazione, finalizzati allo sfruttamento in sicurezza della risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità” .

2) La vicenda dell’istanza di impianti pilota geotermici denominati Castel Giorgio-Torre Alfina della società ITW-LKW Geotermia Italia S.p.A. presenta inoltre una serie estesa di irregolarità e di conflitti di interesse. Su tale argomento nota più completa e munita di allegati è stata inviata in data 08.10.2015 alla Conferenza dei servizi attivata presso il MISE (e quindi anche al MATTM) in relazione all’impianto pilota geotermico di Castel Giorgio; ma i casi sotto riportati sono riconducibili anche al caso dell’impianto pilota geotermico di Torre Alfina:

1.La presenza del progettista Prof. Franco Barberi nella Commissione CIRM del MISE che approva il suo progetto privato. Un conflitto di interessi eclatante.

2.La mancanza di titolarità- ai sensi di legge- della Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie (CIRM) che approva per il MISE il progetto. Una procedura illegale.

3.La scissione del progetto iniziale all’atto della presentazione in VIA, che determina un improprio “salami slicing”, ne impedisce una adeguata valutazione e ne facilita il percorso. Contro le normative europee.

4.Il silenzio assordante di MISE, MATTM e Regioni sulla totale inesperienza della società proponente (una società che non ha mai montato un impianto di nessun tipo).

5.Il silenzio assordante di MISE, MATTM e Regioni sulla inconsistenza finanziaria della società proponente e sulla fumosità della proprietà originaria in un paradiso fiscale.

6.L’inquietante ed eclatante caso di conflitto di interesse da parte della dott.ssa Maria Luisa Carapezza, funzionario dell’ente pubblico INGV – incaricata dall’Istituto di predisporre dati e relazioni sul progetto- e contemporaneamente consorte del già citato prof. Franco Barberi, progettista dell’impianto.

Una sequenza impressionante di appoggi e coperture irrituali, di conflitti di interesse, di incongruenze tutte con esiti favorevoli alla società proponente.

3) Infine come un impianto industriale così invasivo possa superare un vincolo paesaggistico –imposto dal MIBACT dal 2011 sull’area prescelta dalla società istante per l’impianto di Torre Alfina e ribadito da una recente sentenza del Consiglio di Stato-ci appare di difficile comprensione. Ne sono valse le “furbizie “della società che, dopo anni di ritardo rispetto all’istanza di Castel Giorgio, presenta la istanza VIA presso il MATTM il 19.08.2015 immediatamente dopo la improvvida sentenza del TAR Lazio che aveva “tolto” il vincolo paesaggistico. Il vincolo è ora ristabilito dal Consiglio di Stato con sentenza “tombale” del 7 marzo scorso.

Nelle Osservazioni hanno infine trovato posto le opposizioni estese dei territori coinvolti dal Comune di Acquapendente a quelle dei 25 sindaci del circondario emesse nell’assemblea di Orvieto del 9.10.2015, al documento, proposto dal presidente Brega ed approvato dal consiglio Regionale dell’Umbria nella seduta del 22.03.2016, al recentissimo documento del 22.09.2016 del presidente Panunzi approvato dalla Commissione Ambiente della Regione Lazio.

Le osservazioni si sono concluse con la richiesta che l’autorità competente concluda il procedimento di valutazione di impatto ambientale con provvedimento negativo alla realizzazione dell’impianto de quo sulla base del richiamato principio di precauzione, ovvero sospenda il procedimento in attesa delle definizione delle linee guida e la definizione del citato “nuovo codice della materia” relativo alla geotermia preventivato dal Governo”.

 

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