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Home Territorio

Querelle su biomasse a Castel Viscardo, Longaroni: “Non sono un mistificatore. Il venir meno delle garanzie ha imposto il dietro front”

Redazione by Redazione
21 Settembre 2016
in Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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Il sindaco di Castel Viscardo Daniele Longaroni risponde al duro j’accuse del gruppo di minoranza “Passione Civica per Castel Viscardo” presieduto da Enrico Patrizi in merito alla paventata ipotesi di realizzazione dell’impianto a biomasse nel Comune dell’Alto Orvietano.
“I consiglieri di opposizione del Comune di Castel Viscardo – dice duramente Longaroni – non sembrano particolarmente informati sulle motivazioni che hanno indotto questa amministrazione a esprimere la propria contrarietà alla realizzazione di un impianto a Biomasse, longaroni1forse perché poco abituati a frequentare gli uffici, per non parlare del consiglio comunale, tutti assenti in almeno due importanti sedute: quelle dove abbiamo approvato il Documento Unico di programmazione 2016/18, il riequilibrio e l’assestamento di bilancio 2016.
La memoria poi non li aiuta quando parlano dell’approvazione di un ordine del giorno, quasi facendo capire che era “farina del loro sacco” peccato che la mozione è stata stilata dal nostro capogruppo Consigliere Luca Cavalloro che recependo alcune modifiche scaturite dal dibattito ha consentito l’unanimità di una articolata contrarietà ad alcune tipologie di impianti impattanti”.
Il Sindaco, poi, non fa mistero del fatto che, inizialmente, il terreno su cui si sarebbe dovuto realizzare l’impianto dalla ditta Venco Srl, era stato assegnato con bando a evidenza pubblica. “La minoranza, al quale spetta sicuramente il potere di controllo – specifica Longaroni – può ancora prendere visione, qualora non lo avesse fatto sin da subito, degli atti relativi”.
Il primo cittadino puntualizza quanto sostenuto dalla minoranza che lo accusa di aver minimizzato l’impatto dell’impianto sul territorio difendendo, inizialmente, la scelta di consentirne la realizzazione.
“Mai ho minimizzato – dice Longaroni – casomai ho riportato alla realtà l’impianto per quello che era, rispondendo a comunicati e ignobili attacchi anonimi (che non si arrestano e come già fatto procederemo con le tutele legali del caso) che facevano serpeggiare tra la popolazione la realizzazione addirittura di un “Biogassificatore”, di un “Inceneritore” che bruciava di tutto e in seguito un proliferare di impianti in altre zone del territorio comunale”.
La Minoranza, poi, taccia il Sindaco di aver mistificato addirittura la realtà. “A proposito di mistificazione della realtà che la minoranza mi addebita – aggiunge Longaroni – sono offeso di questo appellativo, in quanto ho sviscerato tutta la vicenda in pubblica assemblea nel febbraio 2015 senza nascondere nulla e precisando che avrei fatto tutto quanto in mio potere per la tutela e la salvaguardia della salute biomassepubblica.
Mai ho difeso la scelta della realizzazione della centrale, casomai ho rappresentato la posizione di dell’amministrazione comunale che deve essere garante dell’interesse collettivo senza prevaricare le iniziative imprenditoriali. Tanto è vero che numerose preoccupazioni della popolazione, riunita anche nel comitato “Garanzie per la Centrale a Biomasse a Castel Viscardo” erano state, a quel tempo, già esaminate dall’Amministrazione e potevano essere fugate dalla volontà della ditta di accettarle mediante la firma di una convenzione, giudicata da questa minoranza impropria, ma sicuramente utile a garantire la collettività”.
Parliamo dell’impegno a bruciare solo materiale legnoso vergine, di effettuare monitoraggi periodici della qualità dell’aria, di consentire l’accesso all’impianto dei cittadini, di prevedere una caratterizzazione del sito al termine del funzionamento, di riconoscere una mitigazione rispetto all’impatto ambientale con la realizzazione di opere per la collettività, ed altre tutele a garanzia della popolazione.
Longaroni precisa dunque i motivi che hanno indotto l’amministrazione a revocare la concessione che vanno ben oltre della raccolta firme dei cittadini. Ovvero: un’istruttoria che ha rilevato dichiarazioni non conformi sull’approvvigionamento della materia prima (legname vergine), la mancata stipula di una convenzione con la Società che ha disatteso le aspettative sopra richiamate e l’interferenza della stessa con l’attività dell’aviosuperficie utilizzata dall’Aeroclub di Castel Viscardo.
“Se quanto ho rappresentato finora significa un’inversione di centottanta gradi come ironizzato dalla minoranza – aggiunge il sindaco – ne sono fiero in quanto non sono io che ho cambiato idea ma il venire meno delle “garanzie” richieste dalla pubblica amministrazione”.
Longaroni rigetta dunque fermamente la lettura “strumentale” dei fatti che la Minoranza continua a fare nella convinzione che questa possa rappresentare un danno alla collettività, oltre ad essere un comportamento che non appartiene all’amministrazione.
Il primo cittadino lancia poi una frecciatina al veleno all’ex sfidante alle elezioni del 2004 Enrico Patrizi circa il progetto di realizzazione del mega complesso ricettivo che si doveva costruire sull’Alfina quando lui era Sindaco.
Si illuse allora la cittadinanza presentando un progetto che prevedeva la realizzazione di una discoteca coperta, un albergo, un ristorante/pizzeria, la piscina scoperta, un campo da tennis, un edificio a servizio degli impianti sportivi, un edificio per pensioni e ostello.
“Peccato – dice Longaroni – che è stata realizzata la sola discoteca e neanche con un parcheggio decente. Forse all’epoca era meglio vigilare, ascoltare di più la popolazione e le sue preoccupazioni. Era proprio allora – precisa Longaroni a proposito della richiamata onestà intellettuale – che era necessario ascoltare di più i nostri concittadini oltre a porre in essere una più puntuale azione di vigilanza, visto che avevano ragione su come sono andate le cose” .

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