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Turismo, Vincenti replica a Federalberghi: “la realtà stride in maniera vistosa con i falsi allarmi”

Redazione by Redazione
29 Luglio 2016
in Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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L’assessore Andrea Vincenti replica a Federalberghi Umbria che in una nota sollecitava   l’amministrazione comunale ad un confronto ad ampio raggio in merito all’imposta di soggiorno.

 

Intanto, non si può fare a meno di notare come, curiosamente, Federalberghi Umbria abbia sentito la necessità di muovere critiche all’Amministrazione di Orvieto a meno di 48 ore da un incontro avvenuto tra un rappresentante dell’associazione stessa ed il sottoscritto assessore alla mobilità; incontro in cui non sono stati, tuttavia, per nulla affrontati gli argomenti trattati nel comunicato poi diffuso dall’associazione alla stampa, bensì si è discusso solo di una specifica necessità, di un singolo operatore orvietano, peraltro egli stesso presente alla riunione per rivendicare le proprie istanze.
È anche il caso di sottolineare come, in tale occasione, l’appello ad individuare un metodo comune ed a discutere soluzioni condivise per tutti gli operatori, piuttosto che provvedimenti su misura da adottare caso per caso, sia venuto dal sottoscritto, prima che dagli interlocutori. Tanto premesso, la nota di Federalberghi Umbria può essere accolta positivamente, come un passo in avanti compiuto dall’associazione nella direzione, auspicabile, della cura degli interessi degli imprenditori del settore, in uno con l’interesse della comunità di riferimento.
A proposito di partecipazione. D’altra parte, non è dubitabile che l’Amministrazione comunale abbia sempre riconosciuto e continui a riconoscere agli imprenditori del settore ricettivo il ruolo di “interlocutori veri”, come chiede Federalberghi Umbria.
Essi sono sempre stati invitati e coinvolti nelle discussioni attinenti il turismo; e sono stati chiamati a partecipare alle riunioni insieme a tutti i soggetti a vario titolo interessati al settore ricettivo, senza escludere nessuno.
In quest’ottica, lascia davvero non poco perplessi che Federalberghi Umbria manifesti ora una certa, non velata, ostilità ad invitare ai tavoli sul turismo – com’essa stessa afferma – “decine di soggetti, portatori degli interessi più disparati”, poiché – sempre a detta dell’associazione – ciò comporterebbe “una inutile dispersione di energie”.
Un simile approccio non può essere condiviso. In piena aderenza al proprio ruolo, infatti, l’Amministrazione comunale ha sempre inteso coinvolgere ed ascoltare il maggior numero possibile di interlocutori, volendo proprio consentire a “decine di soggetti, portatori degli interessi più disparati” di concorrere alla discussione sulle scelte amministrative da attuare nell’interesse dei cittadini.
Ciò non significa, ovviamente, essere capaci di accontentare tutti: ma almeno, questo sì, ampliare il più possibile l’orizzonte del confronto, delle idee, delle opinioni e degli interessi da ponderare, prima di adottare provvedimenti.
Non è un còmpito facile; non sempre è possibile raccogliere il contributo di tutti; non sempre si riesce a stimolare, coinvolgere e veicolare la piena adesione di stakeholders e cittadini rispetto a temi specifici; ed è anche inevitabile commettere errori, nel tentativo di espandere la partecipazione oltre i limiti sinora consueti.
Tuttavia, l’Amministrazione è fermamente orientata alla massima apertura e continuerà ad impegnarsi per realizzarla al meglio. Questo è il nostro metodo e lo rivendichiamo con orgoglio, nel momento in cui una, pur autorevole, associazione di categoria, senza troppi giri di parole, ne fa addirittura oggetto di rimprovero nei confronti dell’Amministrazione cittadina.
E rivendichiamo il metodo a maggior ragione, perché estendere lo spettro dell’interlocuzione ed ascoltare più voci, qualche volta, può contribuire a portare a galla non poche “peculiarità” della realtà ricettiva orvietana. A partire dai dati oggettivi.
Il dati sul turismo a Orvieto. Nel primo semestre 2016 le presenze sono aumentate di oltre il 16% rispetto al 2015.
Precipitandosi nell’elaborazione del proprio comunicato, Federalberghi Umbria sembra essersi distratta, avendo trascurato di menzionare la sostanza degli straordinari risultati ottenuti negli ultimi due anni dalla città di Orvieto, sotto il profilo dell’aumento dei flussi turistici.
Due anni in cui la nostra città ha trainato l’Umbria, quanto ad incrementi percentuali di arrivi e presenze, e continua a farlo.
Giusto pochi giorni fa, il nostro ufficio turistico ha ufficializzato un ulteriore risultato lusinghiero relativo all’incremento delle presenze nell’anno in corso per l’area orvietana: il primo semestre 2016 si è infatti chiuso con un +10,70% di presenze nel comprensorio, coronato dal +16,39% (che sale a +18,34% del settore alberghiero) del solo Comune di Orvieto che continua – ormai da due anni consecutivi – a crescere in doppia cifra.
La realtà oggettiva, dunque, stride in maniera vistosa con i falsi allarmi e pone piuttosto l’accento su altri interrogativi, spesso sollevati proprio su quei tavoli in cui l’Amministrazione invita “decine di soggetti”: primo fra tutti, quello riguardante l’apparente sproporzione tra la crescita costante dei flussi turistici, ampiamente comprovata e documentata, alla quale sinora ha fatto da contraltare un certo immobilismo negli investimenti. Risulta, tutto ciò, a Federalberghi Umbria?
L’Amministrazione riceve e monitora costantemente i feedback dei turisti, attraverso i principali canali web ed il confronto diretto con le varie categorie e con i cittadini. Traendone le conseguenze. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, così come le impressioni che i visitatori ricavano dal sistema Orvieto: sia nel suo complesso; sia con riguardo a specifiche categorie di operatori.
Anche qui, ognuno può trarre le proprie deduzioni dal semplice confronto con la realtà.
Tassa di soggiorno ed investimenti. Per concludere, un cenno è dovuto anche ai riferimenti operati da Federalberghi Umbria, rispetto ad altre città della Regione.
Nel rilevare come alcuni termini di paragone siano stati posti in maniera incompleta, se non addirittura fuori luogo, tenuto anche conto che ogni città ha le proprie caratteristiche e che ciascuna conserva ed evolve il proprio equilibrio in modo distinto e diverso rispetto a tutte le altre, occorre – nonostante siano trascorsi ormai più di due anni – ricordare ancora una volta le condizioni finanziarie in cui si trovava il Comune di Orvieto all’epoca dell’introduzione della tassa di soggiorno; ragioni che hanno determinato l’imposizione della stessa a salvaguardia strutturale della stabilità del bilancio dell’Ente.
Qualsiasi retorica sbiadisce, malgrado il contrario avviso di Federalberghi Umbria, di fronte alle pronunce della Corte dei Conti, che impegnano Orvieto a rispettare i parametri ed i vincoli che essa stessa si diede; parametri e vincoli che speriamo di poter superare, insieme alla città e nell’interesse della città, quanto prima.
In ogni caso, nonostante invalicabili ristrettezze finanziarie e l’impossibilità di contrarre ulteriori debiti, l’Amministrazione ha lavorato con costanza per limare le conseguenze della tassa, anche con specifico riguardo ai gruppi organizzati.
Ed ha investito tutto il margine che si poteva per migliorare l’accoglienza turistica: tutt’altro, quindi, che destinando ad essa “le briciole del suo bilancio”. E se è vero che molto è ancora da fare, è pur vero che i primi investimenti hanno dato ottimi risultati: basti pensare al nuovo punto di arrivo in Piazza della Pace, che dalla scorsa primavera dispone di nuovi servizi igienici e proprio in questi giorni vedrà installato il nuovo gestionale di sosta; ed al centro di orientamento turistico-multimediale OrvietoVIE, inaugurato pochi giorni or
sono a Palazzo Simoncelli.
Entro l’anno saranno completate altre importanti opere, a cominciare dalla segnaletica pedonale turistica, dalla quale ci aspettiamo un sensibile passo in avanti sotto il profilo della capacità di stimolare i visitatori ad una conoscenza più approfondita, e dunque inevitabilmente più duratura nella permanenza, della nostra splendida città. E molto altro sarà fatto, ancora, negli anni a partire
dal prossimo. Invitiamo pertanto Federalberghi Umbria a considerare ed approfondire tutti i fatti, prima di lanciarsi in proclami affrettati e, in ultima analisi, non aderenti alla realtà.

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Tags: turismofederalberghidati su turismo orvietoimposta di soggiorno
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