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Incuria e furti al cimitero, la gente: “Uno schifo”. Due custodi per un camposanto da 6 ettari

Redazione by Redazione
3 Aprile 2016
in Cronaca, Secondarie, Archivio notizie
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ORVIETO – Il camposanto, luogo sacro e di devozione, sempre più profanato e al centro di proteste per lo stato di abbandono. C’è tanto sdegno e rabbia tra i frequentatori, e non solo per i continui furti di portafiori, rosari, e oggetti ricordo lasciati sulle tombe dai parenti del defunto, ma più di tutto per il persistente degrado: erbacce sui monumenti funerei, cestini che strabordano, secchi per l’acqua insufficienti e scarsa manutenzione.
Tanti gli appelli, così come le lamentele della gente, sistematicamente però caduti nel vuoto.Un fenomeno che non ha confini. Che calpesta non solo la dignità dei vivi ma anche quella dei morti. Tanta tristezza e desolazione dunque. Sentimenti naturali quando si parla di un camposanto ma quando si hanno davanti le immagini del cimitero di Orvieto (il fenomeno riguarda anche quelli del circondario come Canale e La Capretta) non si può non provare anche rabbia e sconforto per lo stato di degrado in cui versa. Per i tanti frequentatori, insomma, è opportuno restituire al più presto decoro e sicurezza a quel luogo sacro.
I problemi maggiori sono le erbacce che in qualche caso ricoprono interamente le lapidi e la mancanza di secchi per dare l’acqua ai fiori. E allora ecco che sparsi qua e là, in mezzo ai cespugli o buttati in terra senza alcun ritegno, ci sono decine di flaconi di plastica dei detersivi, utilizzati dai famigliari, visto che di meglio non c’è, per annaffiare i fiori sulle lapidi.
E poi ci sono le radici degli alberi che hanno rialzato le stradine, scalini spezzati, muri che si muovono a causa delle piante rampicanti e cumuli di aghi di cipresso. Tutti problemi per cui la gente ha individuato il “colpevole”: che si parli di trascuratezza o di sporcizia, dello stato di degrado o degli episodi di teppismo e dei saccheggi di vasi e lettere dalle tombe di chi non c’è più nella vita terrena, è il Comune a dover riprendere in mano la situazione dando una cornice ideale alla visita alle salme dei propri cari. Su questo gli orvietani non hanno il minimo dubbio. E chiedono interventi tempestivi a corredo di foto e scatti che non lasciano niente al caso.
“Il cimitero di Orvieto è grande 6 ettari e i due custodi che ci sono fanno quello che possono per quanto riguarda la manutenzione ordinaria come svuotamento dei secchi e raccolta dell’immondizia – spiega l’assessore Floriano Custolino – tra una quindicina di giorni una ditta esterna provvederà allo sfalcio dell’erba, servizio che sarà garantito almeno una volta al mese. Per quanto riguarda la mancanza di secchi per l’acqua, purtroppo, più li ricompriamo e meno li ritroviamo ma, scanso ogni polemica, quest’anno abbiamo messo a regime risorse importanti non solo per il cimitero di Orvieto ma anche per gli altri del Comune”.
Ma insieme al degrado un altro dei problemi lamentati ormai da anni è quello dei furti. A volte spariscono i vasi dei fiori, arredi funebri, lampade votive. Altre i mazzi di fiori freschi lasciati dai familiari sulla tomba dei propri cari. Insomma, sembra essersi di nuovo aperta, anche se forse non si era mai chiusa, la piaga che da tempo colpisce anche i luoghi più insospettabili come può esserlo un camposanto dove nessuna mano sacrilega dovrebbe avere il diritto di mettere piede. Intanto, una comunicazione di servizio: da oggi – venerdì 1° aprile al 30 settembre il cimitero rimarrà chiuso la domenica pomeriggio.  (Sa.Si)

 

 

 

 

 

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