
ORVIETO – La presidente Marini continua a sostenere la sua posizione che l’ampliamento del secondo calanco è necessario, in quanto Orvieto è l’ultima discarica della regione, ma il voto contrario compatto del PD sull’emendamento del consigliere di FI Nevi non significa l’adesione di tutti i democratici e dei socialisti alla scelta dell’ampliamento, che comunque dovrà ancora superare la Mozione Nevi e anche lo scoglio della Sovrintendenza.

Giuseppe Germani ha preso atto del dibattito che si è svolto ieri in consiglio ed ha convocato ieri sera la sua maggioranza per ribadire il rispetto della volontà espressa da tutto il Consiglio comunale di Orvieto. Inoltre ha convocato per stasera alle 18:00 i sindaci delle Area interna, in quanto direttamente interessati a che non si compia un’azione che è contraria ai principi che hanno ispirato gran parte della strategia d’area, in cui la salvaguardia dell’ambiente risulta prioritaria.
In questa vicenda tutti sono tesi a difendere i propri interessi contro gli orvietani.
Quelli legittimi dalla SAO, che fa il proprio mestiere e si troverebbe ad avere un prezioso vuoto da riempire, e quelli opinabili della Regione, che si troverebbe una mezza collina in cui scaricare le inefficienze politiche e i ritardi di anni nella politica dei rifiuti.
E noi orvietani, ipersensibili se c’è qualche grappolo di “erba patara” sui muri della rupe e un po’ di guano di piccioni per terra, perché ci sentiamo e vogliamo essere città turistica, ci teniamo il calanco di fronte alla Rupe che è una discarica in via di espansione, adornata nel punto più alto de “Le Crete” con un tempio alla monnezza, ad auspicare ben più consistenti rifiuti da maneggiare ancora per qualche anno. E non ci scordiamo che sono ancora in giro i politicanti che volevano il terzo calanco, decisione in mano ora al Consiglio di Stato.








