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A Bagnoregio La Traviata in prima nazionale

Redazione by Redazione
12 Novembre 2014
in Terza pagina, Territorio, Archivio notizie
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Il Teatro Null, Officina culturale della Regione Lazio iportidellateverina, presenta domenica 16 novembre alle ore 18,00, presso l’Auditorium Taborra di Bagnoregio, in prima nazionale “La Traviata” da Giuseppe Verdi, con l’Orchestra I fiati dell’Alta Tuscia, ben venticinque elementi e alla sua prima apparizione in pubblico, diretta dal M° Marco Taschini, nei panni di Alfredo Germont il tenore Giordano Ferri, mentre Violetta Valéry è interpretata dalla coreana soprano Seo Hyn, voce narrante e regia Gianni Abbate. Lo spettacolo nasce dal progetto L’Opera con tre soldi, un modo inconsueto e popolare, per divulgare al grosso pubblico il genere operistico. “L’Opera si sa, è una forma d’arte di nicchia, costosissima e seguita da pochi cosiddetti melomani. – dice Gianni Abbate – “Eliminando scene elefantiache, riducendo il cast all’essenziale e mettendo in scena un narratore che racconta storia e aneddoti sull’Opera, anche in maniera divertente e coinvolgente per il pubblico, si riscoprono e si fanno apprezzare Opere che diversamente non si avrebbe modo di vedere. E veniamo a La Traviata. Per una volta Verdi aveva fatto un’eccezione. Niente drammone storico, né tragedie di sangue. Aveva scelto la storia di quella giovane bellissima e infelice, di dominio pubblico a Parigi, descritta nel romanzo di Alexandre Dumas figlio “La Signora delle Camelie”, poi divenuto opera teatrale. Il romanzo era ispirato alla storia vera di Marie Duplessis, una prostituta d’alto bordo, una mantenuta, come si diceva allora con un eufemismo. Del resto, era un mondo che ricorreva spesso a eleganti eufemismi che imbellettavano sapientemente la volgarità. Verdi ne era rimasto colpito, forse perché anche lui viveva una relazione clandestina con la cantante Giuseppina Strepponi che non poteva portare all’altare essendo già sposata e separata dal marito. La grande forza emotiva di quest’opera completamente concentrata sull’amore, si basa proprio sulla negazione e la fragilità intrinseca di questo sentimento. Nella Traviata l’amore è sempre fuggevole, nel momento in cui viene affermato è già in pericolo, è già minato alle fondamenta. Dall’inizio della storia d’amore, infatti, si passa velocemente a una sua prima drammatica conclusione. Giorgio Germont, padre di Alfredo, incontrando Violetta fa leva sui suoi sensi di colpa, la costringe ad abbandonare suo figlio. La società è molto chiara a riguardo: chi osa unirsi pubblicamente a una donna come lei in una relazione seria e non come amante di una notte, avrà tutta la famiglia marchiata dal disonore, e Violetta queste cose le sa. Dirà quindi andando via, ad un Alfredo del tutto ignaro e incapace di comprendere, «Amami, Alfredo, quant’io t’amo. Addio». Queste parole esprimono appieno la felicità fugace e l’amore traumaticamente spezzato, nel momento in cui sembrava aver trovato il proprio coronamento.” Non resta che andare a vedere e sentire questa particolare messa in scena. Il costo del biglietto è popolare come il progetto: € 5,00. Info: 3471103270 – iportidellateverina.it.

 

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