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“Sì, vendiamo l’Orvietana”

di Paolo Lanzi

Sono trascorsi circa undici anni dal 2 luglio 2002, giorno in cui, un articolo della stampa quotidiana riportava del mio ingresso in Società, definendomi giovane imprenditore che conosce molto bene le problematiche del calcio, chiamato a gestire e riordinare il settore giovanile dell’Orvietana. Undici anni, con un’alternanza di affermazioni e insuccessi, compagni di viaggio di ogni attività che si rispetti, nella quale sono cambiati tanti tecnici, ma è rimasta in sostanza invariata la struttura societaria.

Adesso è arrivato il momento di passare la mano.

Per questo, ormai da qualche tempo il mio impegno si è rivolto nella ricerca di soggetti disponibili e affidabili, desiderosi di dare linfa vitale a un progetto globale nel quale far confluire sia l’attività della prima squadra, ma anche quella dei 230 ragazzi che praticano il calcio, in modo ludico e agonistico, nel nostro settore giovanile.

Tanti i contatti, altrettante le chiacchiere, un solo filo conduttore: richieste, più o meno velate, di corsie preferenziali per ottenere concessioni, in una realtà economica dove l’Amministrazione comunale è forzatamente costretta a vivere alla giornata.

Due mesi addietro l’incontro con Saverio De Benedistis, imprenditore con origini canadesi e radici irpine, i cui interessi professionali sono oggi concentrati principalmente in Lombardia. Dove opera, tra l’altro, con società di servizi, attive nel campo del lavoro interinale e delle pulizie industriali.

Una laurea in lingua e letteratura straniera, conseguita all’Università Orientale di Napoli, arrivata dopo buoni trascorsi calcistici a livello giovanile con tanto di opzione per vestire la maglia della Lazio, ad anticipare i primi successi professionali al Nord. Non dimentica il calcio e continua a lavorare su un progetto, l’ATENEO DEL CALCIO, che prova a realizzare a Monocalzati (AV) suo paese d’origine.

Nella sua filosofia il desiderio di creare qualcosa di nuovo, “Facendo calcio e non pallone”. Servono investimenti mirati, ma non dissennati. Punto sulla formazione dei giovani sul piano sportivo, in quello del sociale, senza trascurare l’aspetto culturale. L’Ateneo del calcio dovrà servire a raggiungere questi obiettivi. Amo questo sport, ma non dimentico il mio mestiere che è quello dell’imprenditore. Metto il calcio sullo stesso piano delle aziende, dove è fondamentale guardare al bilancio. Tanti dirigenti investono su giocatori datati e blasonati, ritrovandosi, spesso, con gente alla ricerca di una pensione anticipata. Io ragiono diversamente. Scommetto sui giovani, sulle funzionalità delle  strutture, sulla possibilità di fornire alloggi. Insomma, per i ragazzi voglio il meglio e, condizione sine qua non, impianti all’altezza.

Alle parole seguono i fatti. Rimette a nuovo i campi di Montefredane e Montefalcione. In seguito realizza, di sana pianta, l’impianto di Monocalzoni. Nomina Lamberto Leonardi, ex giocatore di Juve e Roma, quale responsabile dell’area tecnica.

Sono sostanzialmente gli stessi, i concetti illustrati nei nostri primi incontri, dimostrandosi meravigliato per la situazione venutasi a creare nella nostra città.

 Il suo modello è di ripartire con idee e con i giusti capitali, spendere soldi sì, ma in maniera oculata, valorizzare quello che è possibile avere dal territorio, aiutare sempre di più i ragazzini che vogliono fare calcio, rivolgere maggiori attenzioni alle famiglie, onde incoraggiare la presenza dei figli nell’attività calcistica.

Non c’è stato alcun accenno, ufficioso o ufficiale, a secondi fini. Ho riportato le sue proposte al Presidente, Roberto Biagioli e al consigliere Luciano Petrangeli, ancora impegnati in società, incontrandone il sostanziale favore.

 E’ ora di cambiare e il dottor De Benedictis è la persona giusta.

Sarà la prima volta che un imprenditore non orvietano prenderà la Società.

In queste ore rimbalzano i commenti, anche di alcuni ex consiglieri: “Vogliono vendere l’Orvietana’” E’ vero, la venderemo, ma lo faremo per il bene di Orvieto e per dare la possibilità di fare calcio a tanti ragazzini. Oggi, con la crisi che ci sta portando via anche i piaceri, è giusto che almeno i più giovani abbiano la possibilità di continuare a coltivare la loro passione.

Abbiamo avuto un incontro con l’amministrazione comunale, dove, il dottor De Benedictis ha fornito garanzie morali ed etiche.

Ben vengano, se sono questi gli imprenditori che vogliono portare idee nuove nel territorio.

2 Maggio 2013

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