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Orvieto chiude e il PdL gongola

Con l’aria che tira, leggere il pistolotto diffuso dal PdL orvietano inquieta, al di là dei risultati veri e dei numeri che infiorano il testo, proprio come avveniva ai tempi del centrosinistra mociano.
Già il titolo che richiama il “durissimo lavoro” regalato alla città pone delle domande. Lavoro di chi? degli assessori che ci sono o di quelli che c’erano? L’unica cosa chiara è che la svolta nel risanamento è avvenuta dopo l’intervento dei “responsabili” e la fine del periodo dell’anatra zoppa, quando il centrodestra ha potuto finalmente radere al suolo quanto c’era, buttando bambino e acqua sporca.
Ci dicono che ci sono frutti, ma sindacati e imprenditori lanciano gridi d’allarme e la città è in chiusura. Siamo in piena crisi in un Paese impoverito e ci dobbiamo sorbire le allucinazioni del PdL e l’assenza del Pd, sempre più litigioso e indaffarato nelle beghe interne.
A smontare il ragionamento debole del PdL non c’è bisogno di dilungarsi, è sufficiente ricordare che nel prossimo bilancio contribuirà a far tornare i conti la presunta vendita della palazzina comando della Piave, difficile se non impossibile. Quindi saremo di nuovo di fronte a conti discutibili anche se contabilmente corretti, come quelli degli ultimi sessant’anni. Se invece dovesse essere venduta davvero, allora la sciagura sarebbe evidente per chiunque pensasse alla città di domani e non ai conti della spesa di oggi. Mentre sappiamo che possiamo raccogliere i prodotti del “durissimo lavoro”, anche il Centro studi chiude, gli orvietani sono senza speranza, non hanno un progetto in cui credere e a cui contribuire. Nella caserma Piave un altro vetro cade, l’ex ospedale è lì e presto sarà inutilizzato e comunque fuori da un’idea di Orvieto del domani costruita dai cittadini.  Sì, credo sia vero quando il PdL scrive che “Su una cosa, però, non potevamo fare meglio: sull’impegno e sulla dedizione per il bene della nostra città”. E’ questo l’aspetto più preoccupante: non possiamo neppure attenderci di più.

11 Giugno 2012

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2 COMMENTI SU QUESTO POST To “Orvieto chiude e il PdL gongola”

  1. Faccio questo commento che è anche una protesta ed un avviso alla redazione . Da ieri per la politica dei tagli ( scriteriati ) sono stati soppressi TUTTIdice si TUTTI i collegamenti urbani degli autobus tra Canale ed Orvieto . Si ricordi che Canale ha mille abitanti ed un certo numero di attività commerciali anche note in città . Tutto questo senza il minimo preavviso . Inutile dire che tra lo Scalo e Ciconia si va a piedi però gli autobus tra queste due zone NON HANNO SUBITO IL MINIMO TAGLIO . Questa non è buona amministrazione , questo non è aiutare lo sviluppo delle attività commerciali e turistiche questa è una CAROGNATA

  2. Orvieto ha già chiuso da tempo e voi ora vi svegliate.

    Per decenni è stata lentamente smembrata, i visitatori allonatanati e voi ORA vi svegliate.

    Chi ha portato via quasi tutte le scuole da Orvieto?

    Chi, invece di sfruttare una struttura vuota e già perfettamente predisposta, ha affrettato i lavori per paura che quell’insulto all’intelligenza umana che è il nuovo ospedale venisse lasciato dove doveva essere, nell’oblio dovuto a tutte le fesserie umane? Quella ciofeca immonda, brutta, scomoda che gli Orvietani in caso di chiusura del ponte sul Paglia neanche potrebbero raggiungere? Sembrava brutto usare la Piave? Le sue camerate già fatte? Le cucine? Il parco? O forse erano altre le priorità?

    Chi per ignavia, chi per malafede davvero non vi sentite tutti complici di questo assassinio?

    Ma abbiate la decenza di tacere tutti, questa è l’unioca cosa degna da fare di fronte ad una morte annunciata. Che questo paesucolo abbia almeno una silente, dignitosa agonia.

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