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I gestori del servizio idrico in Umbria restituiscono la quota fognatura e depurazione agli utenti non serviti dopo la sentenza della corte costituzionale 335/2008….ma solo su richiesta!

Riceviamo dal comitato per l’acqua pubblica dell’Orvietano e pubblichiamo

Le utenze Umbre non depurate sono circa 34000 nell’ATI 1 e 2 e circa 2500 nell’ATI 4, mentre l’ATI 3 non pubblica ne gli elenchi ne il piano tariffario completo! I gestori del Servizio Idrico dovranno restituire il canone depurazione e fognatura pagato nei 5 anni antecedenti la sentenza alle utenze non servite da depuratore. Si tratta dell’ennesima dimostrazione del fallimento della gestione privatistica dove i privati con i loro investimenti, dovevano superare le inefficienze del pubblico. Ma i fatti hanno dimostrato ancora una volta il contrario! Infatti gli investimenti previsti dai piani d’ambito non sono stati realizzati, ma sono stati fatturati nelle bollette canoni per un importo stimato di circa 4 milioni di € che ora, dopo la sentenza della Corte Costituzionale dovranno restituire agli utenti, così come si continua a fatturare la remunerazione del capitale investito (15,82% sull’ATI 1 e 2 e circa il 7% sull’ATI 4), abrogato da un’altra sentenza della Corte Costituzionale dopo la vittoria dei referendum del 2011, dopo un anno ancora ignorati ma applicati direttamente con la campagna di ”obbedienza civile”.

 

INVITIAMO QUINDI GLI UTENTI A CONTROLLARE SE SI E’ INSERITI NEGLI ELENCHI PUBBLICATI SUI SITI DEI GESTORI (Umbra Acque, SII Terni e VUS) E LE BOLLETTE DEL SERVIZIO IDRICO
PER VERIFICARE LA CORRETTEZZA DEI PAGAMENTI,
NONCHE’ AD INVIARE LA RICHIESTA DI RIMBORSO E/O CONTESTAZIONE.

Che succede quando i guardiani del pollaio aprono le porte alle volpi? Nel nostro caso i guardiano del pollaio sono gli ATI comprendente tutti Sindaci dell’Umbria e le volpi i gestori Umbra Acque SPA, VUS SPA e SII SCPA! Non è difficile indovinare chi sono i polli che ci rimette le penne….Sono gli ATI 1 e 2 che autorizzarono l’adeguamento del deposito cauzionale giudicato poi illegittimo dal tribunale dopo 5.000 reclami e quindi il gestore non insiste… ma gli utenti che invece lo hanno pagato non sono risarciti perché la delibera dei ATI è ancora in vigore. È l’ATI 3 che non obbliga la pubblicazione dell’elenco degli aventi diritto alla restituzione della quota pagata per la depurazione e la fognatura nel sito della VUS SPA. Sono tutti gli ATI che non obbligano come previsto dal DM 30/09/2009, i gestori a comunicare ad ogni utente avente diritto alla restituzione della quota pagato per la depurazione e la fognatura che possono fare richiesta di rimborso per il maltolto. È nell’ATI 1 e 2 che ancora ad oggi, nel 2012, aventi diritti alla restituzione della quota pagata per la depurazione e la fognatura per il quinquennio antecedente al 1 ottobre 2009, pagano ancora la quota di depurazione e fognatura; È l’ATI 4 che accende mutui e le inserisce in tariffa per pagare i debiti pregressi del gestore. Sono gli ATI 3 e 4 che nel calcolo annuale della tariffa applicano l’inflazione all’inflazione. Sono gli ATI tutti che non controllano e non obbligano i gestori a fare tutti investimenti previsti dal piano d’ambito. Sono gli ATI 1, 2 e 4 che perseverano ad applicare la tariffa comprendente la remunerazione del capitale investito (rispettivamente 15,8% e 7% della bolletta attuale) abrogata dal referendum del giugno 2011. Ma gli utenti sono famiglie, aziende, cittadini non polli e si sono espressi un anno fa per un controllo partecipato alla gestione pubblica del servizio idrico !

29 Giugno 2012

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