“Caro sindaco, fermati e riapriamo le discussioni”. Toni Concina e i suoi boys pronti a scendere in pista. Ma intanto, “collaboriamo”

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ORVIETO – Sicuramente Concina e i suoi boys scenderanno di nuovo in campo pronti a riprendersi il Comune. Ma non adesso. Perlomeno non prima di aver cercato una trait d’union con l’attuale Governo a cui chiedono di tirare una linea e andare a capo. Ripartendo da zero, condividendo e ricostruendo “insieme, per risollevare le sorti della città”. E se il rischio è che la città possa essere colta un po’ di sorpresa confondendo la destra con la sinistra e viceversa, il problema non c’è. Ciò che conta è il risultato.
Ma attenzione a chiamarla “coalizione”. “Il sostegno è a Orvieto e non all’amministrazione” ha puntualizzato a chiare lettere l’ex sindaco Toni Concina che ieri ha incontrato la stampa circondato da chi lo ha sempre sostenuto: Roberta Tardani, Roberto Meffi, Stefano Olimpieri, Gianluca Luciani, Andrea Sacripanti e Pier Giorgio Pizzo. “Non è né una candidatura né l’inizio di una campagna elettorale. Per questo ci sarà tempo – aggiunge poi – anche se abbiamo molte sollecitazioni per prendere la guida di un Comune un po’ traballante”.
Due le strade paventate da Concina “dettate dalla necessità di non perdere un altro anno in lotte intestine tra partiti e partitelli (vedi lo scivolone sul palacongressi, emblema di un Pd sfilacciato e una maggioranza a pezzi)”: continuare a fare opposizione, rimanendo però inascoltati o semplice voce fuoricampo o provare a fare qualcosa di nuovo, “attraverso il dialogo perché noi, questo siamo stati, un’amministrazione dialogante”. E quel qualcosa porta il nome di “collaborazione”. “Proponiamo la nostra disponibilità per affrontare i problemi in maniera condivisa senza alcun patto strategico” è la proposta dell’ex sindaco di centrodestra. E come spesso ripeteva quando sedeva sulla poltrona del sindaco, “ventre a terra e lavorare”. Nessun nuovo progetto, però, ma quattro-cinque argomenti su cui l’attuale Governo “si è impantanato”. A cominciare dalla viabilità. “Non è possibile decidere una cosa e poi cambiarla il giorno dopo – ha detto – Il nostro centro storico ha bisogno di affrontare questo problema in maniera diversa”. Poi, il capitolo complanare. “Se è partita lo si deve a noi – dice – ma ora non si riesce a capire se il progetto sta andando avanti o meno”. E poi, il casello Orvieto nord che Concina definisce “una dimenticanza assoluta”. Come anche il progetto dell’alta velocità. Nel novero dei problemi su cui intervenire, anche l’ex ospedale. “Inutile parlare di turismo in una città come questa dove non c’è neanche un albergo come Dio comanda”. “L’avremmo potuto acquistare noi il complesso quando valeva 6 milioni di euro, avevamo trovato i soldi”. Un “velo pietoso” l’ex sindaco lo getta su Palazzo dei Congressi, emblema della spaccatura politica all’interno della stessa maggioranza politica del sindaco. Passaggio obbligato sulla ex Piave. “L’unico progetto esistente lo abbiamo passato noi all’amministrazione Germani e ad oggi non sappiamo quale sarà il futuro del complesso”. Altro argomento, ambiente. “Dopo dieci anni ci troviamo ancora a discutere di sopraelevazione di gradoni, è una follia”. Su queste direttrici Concina e i suoi boys sono pronti a tendere la mano al sindaco. “Vorremmo che la città torni a volare alto con noi o senza di noi – gli fanno eco Sacripanti e Meffi – non vogliamo fare la stampella di nessuno ma vogliamo dare una presenza concreta per affrontare e risolvere i problemi della città”. Quindi, punto e capo. “Noi diamo la nostra disponibilità – chiarisce Tardani – a patto che il sindaco si fermi stoppando tutto ciò che sta facendo per ridiscuterne tutti insieme. Caro sindaco, fermati e riapriamo le discussioni”. (Sa.Simo)


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