Un milione 500mila euro contestati dal Ministero al Comune. La Giunta deve bloccare parte della retribuzione dei dipendenti

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consiglio 2009

Il Consiglio comunale ai tempi di Còncina

di Dante Freddi

ORVIETO – A gennaio di quest’anno, nel documento di riorganizzazione del personale del Comune di Orvieto, l’assessore Gnagnarini scriveva che il Comune di Orvieto, con una spesa media dei dipendenti  tra i 300 e i 400 euro per abitante, era il più magnanimo dell’Umbria. Dei 19 comuni con più di 10mila abitanti, 4 comuni sopportavano una spesa da 100 a 200 euro, 14 tra 200 e 300.
L’assessore nella sua relazione imputava la medaglia del personale più costoso a “marcato accesso alle progressioni orizzontali consentite a una percentuale abnorme dei dipendenti realizzatasi nel periodo considerato, 2005- 2014”. Altra voce pesante risultava “Una costituzione e distribuzione generosa del fondo per il salario accessorio ogni anno messo a disposizione e prevalentemente legato alle sue componenti fisse rispetto a quelle connesse alla valutazione della produttività e delle performance”.
Pericolo di linciaggio fisico per l’assessore, non avvenuto perché oggi si usa quello politico. Ma l’analisi non fa una piega, tanto che ora il Comune, dopo l’ispezione del Ministero delle Finanze, d’accordo con le valutazioni di Gnagnarini, si trova a rispondere di danno erariale per comprensivo un milione 500mila euro e rotti, con conseguenze nelle relazioni con il personale che, se le deduzioni degli spettori ministeriali risultassero ineccepibile, si troverebbe a  perdere parte dello stipendio. Sarà poi la Corte dei conti, a cui il ministero  ha consegnato la relazione, a fari i conti con tecnici e politici e a individuare le responsabilità.
E la Corte dei conti non dà buffetti, rivuole i soldi.
Di questo milione 500mila euro, 38.950 euro sono imputate all’Amministrazione Mocio, un milione 330mila a quella Còncina, 174mila a quella Germani, che ha interrotto alcune spese appena insediata  e le ha poi eliminate nel periodo successivo ritenendole non pertinenti ed elemento di criticità per la correttezza del bilancio comunale, come poi rilevato anche dal ministero.
Per cinque anni l’Amministrazione guidata da Còncina ha rincorso la quadratura del bilancio fino al “concordato fallimentare”,  portando le tasse al massimo e  vendendo ogni proprietà vendibile, lasciando la città senza manutenzione,  assillandoci con lamentazioni continue sui debiti trovati, mentre nel frattempo metteva nelle tasche dei dipendenti un milione 330mila euro, di cui gran parte, 472mila, in quelle dei dirigenti. Tutti quattrini che per il Ministero non sarebbero stati dovuti.  Tra le diverse voci quella più curiosa, visibilmente farlocca, dato che oggi è ovvio che gli impiegati non usano più le matite,  una indennità di rischio video: 350mila euro in cinque anni.
E chi lavora con una motosega o un decespugliatore quanto dovrebbe percepire?
Di questa bomba che è caduta sulla testa del Comune di Orvieto non c’è comunicato della destra, che ovviamente sente la responsabilità del danno, né della sinistra, che invece, penso, non abbia intenzione di inimicarsi i dipendenti e vuole trattare la questione con il massimo della discrezione.  Silenziosi anche i partiti. Neppure, non vorrei mi fosse sfuggita, un’ interrogazione dei pentastellati.
Questa vicenda coinvolge direttamente i 158 dipendenti del Comune, che ovviamente non hanno colpe e hanno raccolto quanto è stato concesso, indirettamente tutta la città, a cui manca un milione 500mila euro.
Chi ha responsabilità lo valuteranno i giudici della Corte dei Conti. Il perché ha una sola risposta, che non so come si possa definire e quale lemma sia più cònsono, ma che di fatto produce tanta gente contenta, qualcuno contentissimo, contentissimo per decine di migliaia di euro.


2 risposte a Un milione 500mila euro contestati dal Ministero al Comune. La Giunta deve bloccare parte della retribuzione dei dipendenti

  1. Facendo una semplice divisione può non essere una grande cifra, ma…..
    LA STATISTICA
    di Trilussa
    Sai ched’è la statistica? È na’ cosa
    che serve pe fà un conto in generale
    de la gente che nasce, che sta male,
    che more, che va in carcere e che spósa.

    Ma pè me la statistica curiosa
    è dove c’entra la percentuale,
    pè via che, lì,la media è sempre eguale
    puro co’ la persona bisognosa.

    Me spiego: da li conti che se fanno
    seconno le statistiche d’adesso
    risurta che te tocca un pollo all’anno:

    e, se nun entra nelle spese tue,
    t’entra ne la statistica lo stesso
    perch’è c’è un antro che ne magna due.

    Matteo
    8 settembre 2016 a 22:43

  2. Certo che sembra una grande cifra ma se andiamo a fare due conti ci si accorge che si tratta di circa 1.898,00 euro anno a dipendente.
    Se la cifra è 1.500.000,00 in cinque anni e di dipendenti coinvolti sono 158.

    Questo è un piccolo esempio per vedere come con la massa si possono fare i numero ( in questo caso soldi).

    Pensateci bene e riflettete.

    deluso
    8 settembre 2016 a 09:42

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