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La politica dell’ignoranza: note sulla gita in discarica

di Davide Orsini

Trovo la lettera che varie associazioni e partiti hanno inviato al sindaco riguardo ad un “gita in discarica” che una classe elementare ha in programma per la prossima settimana del tutto fuori luogo.

Spiego perché. L’incipit del testo fa riferimento alla dubbia valenza didattica della “gita in discarica” e poi pone l’accento sulla nota inviata da Sao al Comune in cui si evidenzia la presenza di mercurio in discarica.

Nella lettera inviata da partiti ed associazioni la presenza di mercurio è presa come un dato accertato, ma non si specifica né si contestualizzano le circostanze per le quali il mercurio sarebbe presente e gli eventuali livelli di contaminazione. I motivi della presenza di mercurio (ma da chi è stata accertata?) ed i livelli di contaminazione sembrano essere parametri molto importanti per accertare la “salubrità” del luogo non soltanto per visitatori occasionali (come puó essere una scolaresca) ma anche per i lavoratori che lí si recano quotidianamente, svolgendovi varie mansioni.

In piena atmosfera elettorale la presunta presenza di mercurio nella discarica di Le Crete è presa come pretesto per fare battaglie politiche sulla discarica stessa, rimettendo in discussione la sua esistenza e compatibilità con la città-slow. Una discussione del genere è superficiale ed evidentemente influenzata da calcoli elettorali, piú che il frutto di un confronto sensato fra diversi punti di vista sulla gestione dei rifiuti.

Quanto alla valenza didattica della gita, a me sembra un’ottima iniziativa, giacché potrebbe contribuire a rendere le nuove generazioni più consapevoli delle conseguenze del nostro stile di vita. Si vuol nascondere, occultare, o imbellettare il fatto che la nostra società produce quantità enormi di rifiuti che vanno gestiti e ridotti in modo adeguato, partendo proprio dai comportamnenti individuali? Se io fossi un genitore sarei favorevolissimo alla gita. Sarebbe un’occasione di confronto con i miei figli sull’importanza di agire individualmente e collettivamente con consapevolezza. Sarebbe un’occasione per spiegare che meno rifiuti si producono e meglio è e che ciò che non finisce in discarica potrebbe essere riutilizzato intelligentemente, preservando l’ambiente quanto più possibile. Se fatta con questo spirito la gita sarebbe un’ottima iniziativa didattica. Francamente rimango perplesso di fronte alla superficialità ed alla mancanza di riflessione che caratterizzano i dibattiti pubblici su certi temi.

D’instinto a volte sento che non varrebbe nemmeno la pena star lì a discutere del nulla, ma dall’altra parte non riesco a non intervenire, con la speranza che altre persone si convincano a farlo per riportare il confronto pubblico su livelli accettabili. Senza ciò temo che la nostra democrazia sia destinata a ridursi ad una serie di piccoli refendum, svuotati di idee e contenuti. La politica non puó prescindere dalla competenza, soprattutto da parte di chi si oppone alle scelte instituzionali. I cittadini non sono cavie e non rappresentano soltanto voti da conquistare.

La politica dovrebbe preoccuparsi anche di attivare dibattiti attraverso cui i non esperti riescono a partecipare attivamente alla vita collettiva in quanto in grado di formarsi un’opinione. Quindi partiamo da informazioni corrette. Ma dov’è finito il ruolo pedagogico della politica?

16 Maggio 2015

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