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Cinque Stelle orvietani in difesa di Mario Tiberi

Riceviamo da Massimo Maggi e pubblichiamo.
Nel suo intervento si evidenzia l’amarezza per i metodi barbari in cui si avviluppa il Movimento umbro di Grillo, che  coinvolgono anche persone di grande pregio come Mario Tiberi. I deputati umbri, anziché gioire per l’ intelligenza, la capacità e la cultura che Tiberi sarebbe stato disponibile a offrire, richiedono una verginità politica che soltanto incapaci e menefreghisti possono vantare.  E i risultati si vedono.

L’attacco insensato e fuori luogo a Mario Tiberi comparso sulla Nazione Umbria del 28 ottobre 2013 offende la dignità del nostro comune. Alcuni sprovveduti ed alquanto ingenui pensano di ottenere chissà quale visibilità calunniando un onesto cittadino per fini quanto mai inutili oltre che infantili. La storia politica, civica e umana di Mario non ha bisogno di difese di ufficio e – anche quando non gradite – le sue opinioni non hanno mai potuto essere etichettate di opportunismo. Cercate altrove questi rifiuti. Come comitato cittadino elettori del 5 stelle esprimiamo tutta la solidarietà possibile a Mario Tiberi e, chiamati in causa nella delazione gratuita, rispondiamo con una netta presa di distanze dai nostri deputati e senatore regionali eletti nel M5S chiedendone le loro dimissioni immediate.

Predicar male e razzolar peggio.

Non è la prima volta che Orvieto subisce attacchi ipocriti e meschini da parte di chi si fa scudo di un abuso di potere esercitato in costanza di falso ideologico. Ad Orvieto abbiamo affrontato molti temi, ed alcuni con vero senso critico. La verità non ha prezzo. Non ci siamo mai nascosti dietro paraventi di tifoseria o demagogici. I nostri errori li abbiamo messi in evidenza come abbiamo messo in evidenza le nostre proposte. Abbiamo fatto molta autocritica al limite, ed oltre, della satira. Ogni avanguardia non deve aver pietà di se stessa, se tale vuol essere. All’inizio dell’avventura il nostro MeetUp voleva essere un luogo di dibattito su tematiche locali ma ben presto, e con repentina accelerazione dettata dagli eventi, si è trasformato in un osservatorio politico passando per una feroce autocritica dei nostri modelli interni. Il Blog movimento5stelleorvieto.com ha raccolto la sintesi di questo lavoro. Siamo orgogliosi del risultato e vogliamo anche rivendicarlo. Tutto questo, ovviamente, non può essere frutto di un’unica mano e non può, o non dovrebbe, essere trattato, da chi si dichiara professionista dell’informazione, come un’esternazione di protagonismo singolo ed individuale. Comprendiamo le logiche di campagna elettorale che mirano a distruggere in ogni modo l’avversario, ma in questo caso si tratta di autentico autogol.  Lo avevamo già detto e pubblicato, abbiamo tenuto una conferenza stampa con gli operatori dell’informazione per illustrare le nostre dinamiche di lavoro e di sviluppo, pensavano che fosse tutto chiarito anche in virtù di un’ottima sintesi fatta proprio dagli organi di stampa: ‘È dunque il gruppo, partecipato e con assemblee pubbliche e trasparenti, che deve essere inteso come referente dell’azione e delle proposte fatte nel territorio, anche laddove dovesse avere, per motivi organizzativi, un “portavoce” temporaneo che comunica con l’esterno’ . Ma si continua ad essere superficiali. Si confonde un Cittadino elettore con un politicante di mestiere. Vogliono il capo, vogliono la sede, vogliono la segreteria. Nonostante tutto viene dato risalto ad una improbabile notizia che vuole un semplice cittadino come foglia di fico per la politica. Siamo caduti veramente in basso.  E’ mai possibile che chiunque si spacci per autorità costituita, o auto costituita, possa inquinare un sana informazione? E’ mai possibile che dei deputati e senatori usino la loro posizione istituzionale ed economica per diffamare un cittadino? Era questo il cambiamento professato? Sappiamo bene che l’educazione civica nel nostro paese è più propensa al gossip che allo studio, ma la qualità dell’informazione passa anche da questo. Si rilassino quanti vogliono oniricamente sperare che la possibilità di cambiamento è destinata a deflagrare e si sforzino invece di immaginare quanto una sana informazione e un’accesa dialettica possa farla crescere e maturare.
Nonostante tutto è con rammarico che constatiamo ancora una volta l’assenza di indagine, prima di sparare la notizia. Cosicché gente per bene, che esprime delle sacrosante proposte, si ritrova a disquisire con altro dal vero interlocutore. Il vero interlocutore del cambiamento è la cittadinanza senza fregi e distintivi. Chi vuole proporre soluzioni o emendare proposte può e deve farlo insieme ai suoi concittadini. Ci si riunisce, si parla, ci si confronta e si condividono o meno le proposte. Quelle non condivise si approfondiscono e si elaborano. Esistono modelli possibili per la collettività e non possono essere avallati modelli contro di essa. Ci sono gruppi di lavoro tematici su ogni argomento. Ci sono gruppi di lavoro sulla relazione dei progetti sostenibili per il territorio. C’è una visione d’insieme e non una logica affaristica privata a vantaggio di pochi ed a discapito dei molti.

In questi ultimi anni ne abbiamo viste di buffonate e di buffoni di corte. Credevamo, sbagliando che l’era dei delatori fosse terminata e che anche gli sponsor di idee astruse e controproducenti fossero almeno dei professionisti dell’informazione. Ma la rete ha attivato una velocità senza merito a cui non eravamo abituati; fortunatamente. Ora il problema non è nell’interessato di turno, lucido o meno, che voglia portare avanti la sua battaglia di delazione – non ci sarebbe metodo che tenga per fermarli – ma nel dare risalto a notizie stile gossip senza uno straccio di indagine o di comprensione. L’informazione locale più attenta se ne guarda bene dallo scadere in banalità ma alcune testate, ed alcuni pseudo giornalisti, cavalcano l’onda per non perdere l’occasione di far parlare di sé anche se in peggio. L’articolo pubblicato sulla Nazione Umbria del 28/10/2013 non è degno di nota né di confutazione in quanto si smentisce da solo proprio nelle regole che il pseudo-articolo vorrebbe rivendicare. Il  Movimento, con tutte le sue complessità e discrasie, è un Movimento che tende ad includere e non ad escludere per delazione. Anche nelle regole di ingaggio dello stesso Movimento non si fa menzione di ex-appartenenti tout court a partiti politici come clausola di preclusione all’attivismo ma bensì solo per chi è da meno di due anni fuori da schieramenti politici. Sarebbe poi abbastanza strano che una donna o un uomo che abbia più di 30 anni non abbia tentato nella sua vita, come simpatizzante o attivo, di apportare la sua esperienza a favore della comunità. Diversamente dovrebbe essere interpretato che nel Movimento possono entrare solo opportunisti da assalto al carro che fino ad un giorno fa, vuoi per minore età vuoi per menefreghismo vuoi per opportunismo, non riuscivano a capire perché le città continuassero a funzionare in bene o in male. Ma non neghiamo la possibilità di fare stupida demagogia per demonizzare il nemico; questo fa parte della politica malsana o dell’ignoranza diffusa. Quello che veramente fa rabbrividire è che da un gossip infondato se ne aggiunga un altro così che un fesseria umbra che vuole attribuire la residenza a Perugia di un cittadino orvietano diventa caso di cronaca come mistificare la realtà addossando la colpa al rapinato invece che al rapinatore (caso di Castel Giorgio). L’epica napoletana che confonde lo scudo con la foglia di fico è poi il degno finale tragicomico del patetico statista partenopeo fino a giungere all’apoteosi di sconfessare se stesso nel condannare l’autopromozione. Se il  MoVimento sia o meno un salvagente per chi non riesce a farsi strada nei partiti questo non è dato ancora saperlo ma sappiamo bene che non è facendo affondare la nave che ti trasporta che ti salvi.

30 Ottobre 2013

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