Il Filo di Eloisa dedica il mese di novembre a una serie di iniziative riunite sotto il titolo “Marguerite mon amour”, dedicate alla scrittrice Marguerite Duras (1914 – 1996). Tutti gli incontr si svolgeranno presso l’Hotel Piccolomini, che l’Associazione ringrazia per la gentile ospitalità. Un sentito grazie va anche a Euronics di Fabrizio Cortoni, che offre il suo supporto per la proiezione dei film in programma.
Grazie inoltre a Massimo Achilli per la riproposta della sua installazione”Segreti” e a Anna Maria Farabbi, Enrica Rosso, Silvia Pezzopane, Valentino Saccà che, con la loro disponibilità e competenza, collaborano all’organizzazione delle iniziative. L’occasione è data da un doppio anniversario, il trentesimo della morte della scrittrice e il ventesimo della morte di Eloisa Manciati, l’intellettuale orvietana alla cui memoria è stata dedicata l’associazione e lettrice appassionata della scrittrice francese. Fu Eloisa nel 1996 a voler dedicare uno spazio speciale a Duras nella storica rassegna culturale e di incontri orvietana “Spiragli”.
L’edizione di quell’anno si svolse a dicembre e ciò permise di realizzare i primi e sentiti omaggi a Marguerite Duras, a pochi mesi dalla sua scomparsa, avvenuta nel marzo di quell’anno. In quell’occasione Massimo Achilli realizzò una suggestiva installazione dedicata alla scrittrice e alla sua opera, “Segreti Studio n1 – installazione per un visitatore alla volta”, realizzata insieme a Andrea Brugnera, attore; Valentina Marini, danzatrice e coreografa e con la voce di Enrica Rosso, attrice e regista.
L’opera, tratta dal racconto di Marguerite Duras L’uomo seduto nel corridoio, fu prodotta nel mese di settembre dello stesso anno per il Festival Internazionale Arte Multivisione di Rieti e dopo la presentazione ad Orvieto, nel corso degli anni, è stata portata in altri festival e rassegne e allestita in teatri, librerie, gallerie d’arte.
La stessa installazione sarà riallestita e aperta al pubblico a Orvieto, nei tempi e nei modi descritti più avanti. Gli eventi in cui si articolerà la manifestazione “Marguerite mon amour” saranno ospitati presso l’Hotel Piccolomini di Orvieto (Piazza de’ Ranieri, 36); l’ingresso è libero.
Il primo incontro si svolgerà il 7 novembre alle ore 17.00 nel salone dell’Hotel per comunicare il significato dell’ iniziativa, illustrare la poliedrica personalità e la multiforme opera di Duras, che si è esplicata non solo nella letteratura, ma anche nel cinema e nel teatro. Interverranno Ornella Cioni, studiosa di letteratura femminile; Anna
Maria Farabbi, poeta; Massimo Achilli, fotografo; Enrica Rosso, attrice e regista.
Dall’8 al 18 novembre presso l’Hotel Piccolomini sarà possibile visitare l’allestimento dell’istallazione di Massimo Achilli “Segreti” dalle ore 12.00 alle 20.00 previa prenotazione al numero 349 291 0013. Per le caratteristiche dell’opera, l’accesso avverrà una persona alla volta per la durata di 15 minuti circa.
Il 12 novembre alle ore 17.00 verrà proiettato il film Hiroshima mon amour , regia di Alain Resnais, sceneggiatura di M. Duras ( 1959), presentazione a cura di Valentino Saccà, critico cinematografico. Il 20 novembre alle ore 17.00 verrà proiettato il film Una diga sul Pacifico, regia di Rithy Panh, adattato da un romanzo di M. Duras (2008), presentazione a cura di Silvia Pezzopane, critica cinematografica. 23 novembre ore 17.00 si svolgerà l’ incontro di chiusura, con la partecipazione di Anna Maria Farabbi, per una riflessione sull’esperienza dell’installazione e sull’opera di Duras che l’ha ispirata.
Marguerite Duras, pseudonimo di Marguerite Germaine Marie Donadieu, nacque nel 1914 a Gia – Dinh, nell’attuale Vietnam, allora colonia francese, da genitori francesi. Il padre morì quando era bambina e Marguerite crebbe con la madre, Marie Legrand, una donna dura, ma anche fragile dal punto di vista psichico, il fratello maggiore Pierre, nevrotico e violento e il fratello Paulo, debole e da lei molto amato. Marguerite fu segnata dal clima teso e violento della famiglia, oppressa anche da difficoltà economiche per le iniziative azzardate della madre. La scrittrice raccontò la sua infanzia e adolescenza nei romanzi “Una diga sul pacifico” e “L’amante”, ma lo spunto autobiografico, ampiamente rielaborato, caratterizza tutta la sua opera.
A 18 anni lasciò definitivamente il Vietnam e andò a Parigi dove si iscrisse all’Università e si laureò in Giurisprudenza. Si impiegò al Ministero delle Colonie, iniziò a scrivere e a frequentare gli ambienti intellettuali. Nel 1939 si iscrisse al Partito Comunista e sposò Robert Antelme, intellettuale e scrittore, deportato nel ’44 in Germania. L’angosciosa attesa del marito e la sua stessa esperienza nella Resistenza saranno raccontate più tardi nel suo importante libro, “La douleur”(1985). Nel ’43 pubblicò il suo primo romanzo, ma il successo arrivà con le 5.000 copie vendute de “La diga sul Pacifico” (1950), quello che definisce il vero libro della sua adolescenza, un libro politico e anticolonialista. Nel ’46 divorziò da Antelme e sposò Jean Mascolo da cui avrà un figlio, da cui si separerà nel ’57. Nel ’50 fu espulsa dal Partito Comunista, ma il suo impegno politico continuò specialmente con l’attività giornalistica. Nel ’58 impress una svolta nella sua scrittura con “Moderato cantabile”.
Nel ’59 scrisse la sceneggiatura per “Hiroshima mon amour”, il film di Alain Resnais. Sempre più evidente diventò l’interesse di Duras per il teatro e la cinematografia fino agli anni ’70. Sono di quegli anni i film “Natalie Granger” (1972), “La femme du Gange” (1973), “India Song” (1974). Negli anni 1964-66 uscirono due importanti romanzi, “Le ravissemente de Lol V. Stein” e “Le vice – consul”. L’intensa vita di Duras fu segnata dagli anni ’80 dall’alcolismo, ma caratterizzata da una copiosa produzione letteraria, cinematografica e teatrale fino in tarda età. Il suo successo a livello internazionale fu decretato dall’assegnazione nel 1984 del Premio Goncourt per il romanzo “L’amante”. Malata gravemente dal 1988, morì a Parigi nel 1996.










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