(di Valeria Cioccolo)
Ogni volta che torno tra le mura di Lucca ritrovo la stessa sensazione, entrare in un luogo dove il sogno sembra diventare realtà. Forse è proprio questo il filo conduttore dell’edizione 2026 di Lucca Comics & Games, i Big Dreams, i grandi sogni, quelli che animano autori, illustratori, scrittori, ma anche lettori e appassionati. Parola chiave ripetuta in ogni incontro e che faceva letteralmente brillare gli occhi dei tanti presenti a questa 60esima iconoca edizione.

E anche quest’anno Orvieto ha avuto i suoi “ambasciatori” presenti tra i protagonisti. Allo stand della Becco Giallo Edizioni, ormai è una bella consuetudine, incontriamo Andrea Laprovitera autore e sceneggiatore di libri e graphic novel che ci ha mostrato alcune tra le sue pubblicazioni recenti e ci ha parlato di progetti futuri. Tra gli ultimi lavori quelli dedicato a figure che hanno segnato il Novecento, Franco Basaglia e Carl Gustav Jung. Andrea, appassionato di storie biografiche, racconta passioni, fragilità e contraddizioni di queste figure iconiche svelandone l’umanità.
Un altro protagonista e orvietano, abituè a Lucca, è Walter Leoni. Tra le sue pubblicazioni, Cresci piano, pensa a me! Vol. 2, pubblicato con la Becco Giallo, in cui ritroviamo un’altra gustosa tappa del racconto che esplora con ironia e tenerezza il mondo della genitorialità. Nel suo universo narrativo non ci sono supereroi, ma figli che crescono troppo in fretta, genitori che cercano di capire come accompagnarli e piccole vicende quotidiane che diventano materia narrativa. Un racconto che fa sorridere e, allo stesso tempo, riconoscere qualcosa di sé.
Il percorso di Leoni si è incrociato negli ultimi anni anche con quello dello storico Alessandro Barbero con il fumetto Alessandro Barbero in The Neverending History – Nessuno si aspetta il Medioevo, pubblicato nella collana Comics&Science di CNR Edizioni e presentato anche in occasione di registrazioni podcast pubbliche dedicate al volume.

Ma Lucca non è soltanto editori affermati e grandi nomi. Alcune delle scoperte più interessanti continuano a nascere nella Self Area, uno degli spazi più creativi della manifestazione. Qui autori indipendenti, illustratori e piccoli editori incontrano i lettori. Tra le opere che attirano l’attenzione c’è Marte: 1917 di Matteo Polloni per Amianto Comics, un’affascinante rilettura dell’immaginario fantascientifico di fine Ottocento e inizio Novecento. La copertina richiama immediatamente l’estetica delle grandi avventure marziane e delle illustrazioni pulp che hanno alimentato per decenni il sogno dell’esplorazione spaziale.
E di esplorazione si è parlato anche nell’incontro con Licia Troisi, che a Lucca ha presentato Solum Ego, il suo primo librogame. Per una scrittrice abituata alla narrativa è stata una sfida particolare. Questa volta il lettore non segue semplicemente una storia già scritta, ma ne diventa parte attiva. Al centro del racconto c’è Lucilla, una ragazza che torna nel bosco dove anni prima è scomparsa la sorella gemella Gaia, una presenza che sembra essere svanita non solo dalla realtà ma persino dalla memoria collettiva. Fantasy, horror e thriller si intrecciano in un’opera costruita attraverso percorsi multipli, dove le scelte del lettore determinano lo sviluppo della vicenda.

Il tema dell’immaginazione come strumento di conoscenza è tornato anche in uno degli incontri più affollati della manifestazione, quello con Alberto Angela. Parlando del suo libro dedicato a Giulio Cesare, ha ricordato che la storia non è fatta soltanto di date e battaglie, ma di persone, scelte, errori, intuizioni e coincidenze. Cesare emerge non tanto come una figura monumentale e distante, ma come un uomo complesso, ambizioso, geniale e talvolta fragile. E spesso sono i dettagli apparentemente insignificanti a modificare il corso degli eventi e a rebdere una storia degna di essere raccontata. Comprendere il contesto significa riuscire a collegare quei dettagli fino a vedere comparire un disegno più ampio, come quando si uniscono le stelle e all’improvviso emerge una costellazione.

Chi di “Big Dreams” ne ha costruiti molti sono sicuramente Tracy e Laura Hickman che, insieme a Joe Manganiello, sono stati protagonisti di una conversazione pubblica dedicata all’eredità di Dungeons & Dragons. Ascoltandoli parlare, era inevitabile ripensare agli anni in cui bastavano un tavolo, qualche amico, dei dadi e una buona dose di immaginazione per costruire mondi interi.
Joe Manganiello ha ricordato come molti dei grandi mondi fantastici nascono proprio dalla volontà di raccontare qualcosa di più profondo di una semplice avventura. Nei racconti fantasy ci sono draghi, certo, ma anche famiglie, amicizie, amori, guerre, tradimenti e persone alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Ed e forse proprio questo il segreto di Lucca Comics & Games. Non è soltanto una manifestazione dedicata a fumetti, giochi, libri o serie fantasy, ma un luogo in cui persone provenienti da esperienze diverse si incontrano per fare ciò che gli esseri umani fanno da sempre: raccontare storie. Alcune finiscono in un libro. Altre in un fumetto. Altre ancora prendono vita attorno a un tavolo da gioco, ma tutte nascono dallo stesso gesto antico: immaginare.
E mi piace concludere con una riflessione che riprende le parole di Go Nagai, il grande ospite di questa edizione che, riflettendo sul rapporto tra Mazinga e dei robot degli anni 70-80 del secolo scorso, ha ricordato che l’uomo che lui ha immaginato, in questi grandi robot era pur sempre il pilota. Cioè, colui che resta al centro della storia. Un grande insegnamento per un futuro che sembra sempre piu divorato dall’intelligenza artificiale e che deve invece mantenere un’anima umana. Anche su questo Lucca ci dà la sua grande lezione.










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