
ORVIETO – Nella recente seduta del consiglio comunale, il consigliere Gionni Moscetti ha presentato un’interrogazione per fare luce sulla situazione che sta interessando il laboratorio sartoriale del Corteo storico, a seguito della decisione di un gruppo di sarte di lasciare i lavori di manutenzione degli abiti a causa di attriti e tensioni con l’associazione Lea Pacini. Con la sua interrogazione, il consigliere ha chiesto direttamente alla sindaca se fosse a conoscenza del disaccordo e della conseguente interruzione dell’attività da parte delle sarte storiche, sollevando il tema della gestione e della serenità all’interno dell’associazione che custodisce e cura i costumi della sfilata.
A replicare è stata la sindaca Roberta Tardani, che ha confermato di essere al corrente della situazione venutasi a creare: «Sì, sono venuta a conoscenza della situazione che si è verificata. Ho avuto subito un colloquio con il presidente dell’associazione e ho intenzione di convocare un incontro per approfondire la vicenda e comprendere meglio quanto accaduto». «Al di là delle dinamiche e delle eventuali divergenze che possono verificarsi – ha aggiunto – ritengo che questa situazione meriti attenzione perché l’associazione Lea Pacini custodisce e si prende cura di uno dei patrimoni più importanti della nostra città. Per questo è importante che ci sia un clima sereno all’interno dell’associazione che tutela un patrimonio che gli orvietani amano profondamente e che merita rispetto».
La questione assume un rilievo ancora maggiore alla luce della programmazione futura e del valore strategico della rievocazione per la città: «Anche alla luce degli importanti progetti di valorizzazione del Corteo storico a partire dal trasferimento nella nuova sede. In questi mesi abbiamo inoltre avviato interlocuzioni con esperti di rievocazioni storiche e di abiti d’epoca, proprio con l’obiettivo di sviluppare un progetto che possa fare del Corteo storico non soltanto un elemento fondamentale dell’identità cittadina, ma anche un motivo di attrattività culturale e turistica verso l’esterno». «In questo percorso – ha concluso Tardani – anche le tensioni che riguardano un settore delicato come quello della manutenzione dei costumi devono essere affrontate con attenzione, anche perché il Comune è proprietario degli abiti storici. Il nostro intento è comprendere quanto accaduto e cercare di fare in modo che l’attività dell’associazione possa continuare in piena serenità».









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