Una serata da tutto esaurito che ha visto la partecipazione commossa ed entusiasta di un pubblico numerosissimo, accorso in poco tempo fino ad esaurire ogni posto disponibile nel Duomo di Orvieto. A muovere così tanti cuori è stato “Francesco”, lo spettacolo nato dall’incontro e dal suggestivo dialogo tra il noto giornalista e scrittore Aldo Cazzullo e il genio musicale di Angelo Branduardi.
Un evento, promosso da Diocesi di Orvieto-Todi, Capitolo della Cattedrale, Opera del Duomo di Orvieto, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio, inserito nel quadro delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, che ha segnato un traguardo fondamentale: il ventennale del Festival Internazionale d’Arte e Fede, curato dall’Associazione Culturale Iubilarte.
Il racconto della figura del Poverello d’Assisi, già tratteggiata attraverso le pagine del volume “Francesco. Il primo italiano” di Cazzullo e ricamata sulle note dell’album “L’Infinitamente Piccolo” di Branduardi, ha lasciato affiorare il profilo di un uomo capace di parlare al cuore di tutti: il giovane cavaliere convertitosi alla povertà, il predicatore e mediatore con il Sultano, il poeta del Cantico delle Creature.
ciascuno in quest’anniversario del Transito del Santo, con maggiore consapevolezza, fraternità e gioia proprio oggi, nella Festa del Patrono d’Italia.
In due decenni di cammino, sul palcoscenico del Festival si sono alternati nomi illustri del panorama culturale, artistico e teologico tra cui Roberto Vecchioni, Susanna Tamaro, Massimo Cacciari, Franco Nero, Giacomo Poretti, Giovanni Scifoni, Paolo Cevoli, Alice Rohrwacher, Corrado Augias, Amedeo Minghi, Claudia Koll, Karin Coonrod, Daniele Mencarelli, Costanza Miriano, Franco Nembrini, Giulio Base, Guido Chiesa, monsignor Marco Frisina, padre Antonio Spadaro, don Fabio Rosini, don Luigi M. Epicoco, Chiara Amirante, don Davide Banzato, don Maurizio Patriciello, monsignor Ivan Maffeis, affiancati da prestigiosi docenti e accademici provenienti da Università di fama globale come Cambridge, Yale e Sydney, e dagli atenei pontifici. Ripercorrendo questo quarto di secolo, il direttore artistico Alessandro Lardani ha espresso gioia e soddisfazione per questo importante traguardo.

“Sono molto felice – ha detto – che la ventesima edizione di Arte e Fede coincida con l’Anno Giubilare Francescano. In questi due decenni abbiamo lavorato sodo affinché Orvieto diventasse ciò che è: la Città- Cattedrale-Palcoscenico che abbraccia tutti: religiosi e laici, intellettuali e artisti, stranieri e pellegrini, la civitas eucaristica, la città sul monte che non può rimanere nascosta. Il Festival ha attraversato con coraggio il primo quarto del XXI° secolo, tre pontificati, quattro episcopati e quattro amministrazioni comunali, cercando di rinnovare in chiave contemporanea il dialogo tra arte e fede, capace di orientare e dare significato alla nostra esistenza umana. Un ringraziamento particolare va a tutte le istituzioni, agli sponsor e a coloro che in questi vent’anni hanno sostenuto e continuano a sostenere e a credere in questo progetto.”

Monsignor Gualtiero Sigismondi, Vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi, ha rievocato un celebre episodio della tradizione francescana. “Pensando a questo appuntamento – ha detto – mi è tornata in mente la domanda che Frate Masseo porse a San Francesco: ‘Perché tutto il mondo viene dietro a te?’. Tutto il mondo va dietro a Francesco perché è un uomo semplice, umile, sereno. Il suo è un cuore grande, perché si è fatto infinitamente piccolo. Un ossimoro splendido che ci dice chi era Francesco”. La risposta calorosa della città di Orvieto ha testimoniato proprio questo: la bellezza immutata e travolgente di un messaggio antico che continua a parlare al presente, unendo una comunità intera sotto le volte del suo Duomo.
®Foto Arte e Fede, di Riccardo Bianchi e Mauro Baffo – Videosolution.










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