
Di PrometeOrvieto
Oggi, a fronte delle evidenti criticità logistiche della sanità territoriale a Orvieto, la nostra associazione lancia una proposta all’Amministrazione Comunale ed alla USL Umbria 2. Bene il mantenimento degli impegni per quanto concerne l’immissione di nuovi professionisti in ruolo presso l’ospedale di Orvieto, ora l’obiettivo è intervenire subito per correggere le falle di progettazione della Casa e dell’Ospedale di Comunità in Piazza Duomo e migliorare un’offerta socio-sanitaria, ad ora, incompleta. Lo facciamo perché la Città ha urgente bisogno di servizi funzionanti e integrati, e non possiamo permetterci di restare ostaggio di scelte sbagliate del passato.
Crediamo, infatti, che ormai nessuno possa più negare l’evidenza: la precedente Amministrazione regionale, con il supporto della nostra Amministrazione comunale, ha partorito un pessimo progetto per la collocazione di Casa e Ospedale di Comunità che non ha potuto essere modificato per non perdere il finanziamento PNRR. La prova dei fatti lo ha ampiamente dimostrato. Ed era, purtroppo, facilissimo prevederlo. Tuttavia, piangere sul latte versato non serve. Il punto fondamentale ora è come affrontare questo problema per correggere il correggibile e completare le strutture essenziali per i cittadini? È certamente una sfida complessa, ma vogliamo provare ad indicare una via d’uscita propositiva.
Serve un vero e proprio Piano Direttore, una strategia complessiva che non si limiti a mettere toppe, ma che metta a sistema risorse, immobili e servizi. Ecco la nostra proposta in quattro punti.
1. Sospendere il rogito sui giardinetti: chiediamo di fermare la firma dell’atto di acquisizione dell’area. Serve una pausa per riorganizzare la strategia complessiva prima di cristallizzare la situazione attuale.
2. Ridefinire gli spazi in Piazza Duomo: proponiamo di compensare la partita economica aperta tra USL e Comune facendo in modo che sia l’Amministrazione comunale ad acquistare i locali storici dell’ex ospedale affacciati sulla piazza, restituendoli così ad una fruizione turistica e culturale adeguata al “salotto buono” della città.
3. Finanziare il progetto alienando il patrimonio inutilizzato e chiedendo a fondi straordinari: per trovare le coperture economiche necessarie a completare i servizi sanitari, occorre determinare il reale valore di mercato delle strutture inutilizzate di cui la USL dovrebbe liberarsi, come il palazzo di Roma derivante dal lascito De Solis, i locali dell’ex caserma Piave e di via Postierla.
4. Una gara strategica integrata: ipotizziamo la creazione di un bando unico che metta insieme la cessione di queste vecchie proprietà immobiliari e la progettazione definitiva di un vero polo socio-sanitario territoriale. Un piano capace di far funzionare sinergicamente Casa e Ospedale di Comunità, ma che preveda finalmente anche la realizzazione di una RSA e di un Hospice, integrando e risolvendo una volta per tutte i nodi cruciali di viabilità e parcheggi.
La necessità di una gara integrata è determinata da un problema di tempi: i fondi derivanti dalla vendita del palazzo di Roma arriveranno solo al termine dell’iter di quella gara, peraltro ancora non bandita, e solo successivamente si potrebbe pensare alla risistemazione della parte restante dell’ex ospedale. Ciò comporterebbe tempi biblici, con il rischio che nel frattempo l’organizzazione dei servizi sanitari cambi ancora rendendo obsoleta quella attuale.
Dobbiamo essere più veloci.
Ricordiamo, infine: a) che siamo l’unico distretto a non avere una RSA, b) che, insieme all’Hospice, la Regione Umbria è deficitaria di posti letto, c) con apposita delibera regionale è stato deciso di potenziare questi servizi. Non possiamo accontentarci di un servizio frammentato e mal posizionato. Chiediamo coraggio per trasformare un errore di pianificazione in un’opportunità di vera rigenerazione per la sanità territoriale e per il patrimonio urbanistico della nostra città. La politica batta un colpo: i cittadini hanno necessità di usufruire di una buona medicina territoriale.









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