
Per anni l’Orvietano è stato trattato come una periferia a perdere, buona solo per subire tagli ai servizi essenziali o per accogliere i rifiuti provenienti da altri territori. Con la nuova Giunta Regionale guidata da Stefania Proietti arriva una netta inversione di rotta: due risposte attese da tempo su due temi che toccano direttamente la vita quotidiana dei cittadini, la difesa della sanità pubblica e la gestione del ciclo dei rifiuti. Il cambio di passo sulla sanità nasce dal territorio e dall’ascolto. L’incontro promosso a Orvieto dal Movimento 5 Stelle Orvieto con Luca Simonetti aveva raccolto la voce, le preoccupazioni e le richieste puntuali di associazioni e residenti esasperati da anni di immobilismo.
Quei punti, portati direttamente sui tavoli regionali, oggi diventano un atto amministrativo concreto: con la conclusione delle procedure concorsuali, arrivano 15 nuovi dirigenti medici destinati all’ospedale Santa Maria della Stella. Un innesto di energie che va a rinforzare reparti rimasti a lungo con il fiato corto, tra cui cardiologia, chirurgia generale, pediatria, radiodiagnostica, urologia e ginecologia ostetricia. Dopo una stagione segnata dal progressivo svuotamento delle corsie pubbliche a vantaggio del privato, si torna finalmente a investire sul personale, allentando la pressione sui turni e ridando dignità e attrattività a un presidio che può e deve tornare a essere un punto di riferimento, anche per l’utenza extraregionale.
La stessa discontinuità si vede sul fronte ambientale. L’assessore Thomas De Luca, con la revisione del Piano regionale dei rifiuti, ha chiuso una volta per tutte la stagione delle ambiguità sulla discarica le Crete. Le volumetrie residue concesse dalla Giunta Tesei saranno le ultime in assoluto: non verrà autorizzato un solo metro cubo in più. Viene archiviato definitivamente anche il progetto del mega inceneritore da 250 milioni di euro, un’infrastruttura che avrebbe gravato pesantemente sulle bollette di famiglie e imprese senza risparmiare alla discarica le ceneri di scarto.
Al suo posto prende corpo una strategia fondata sull’economia circolare: portare la raccolta differenziata all’80% entro il 2030, ridurre l’indifferenziato sotto la soglia dei 100 chili per abitante e abbattere il ricorso alla discarica sotto il 10% entro il 2035, in linea con gli standard europei. Nessun consumo di suolo vergine, ma la riqualificazione e l’efficientamento degli impianti pubblici esistenti grazie a fondi regionali ed europei.
Non sono promesse elettorali, sono scelte di pianificazione che restituiscono a Orvieto il peso e il rispetto che merita.
M5S Gruppo Territoriale Orvietano Media Valle del Tevere







Devi effettuare l'accesso per postare un commento.