
A Orvieto serve un hospice. In un territorio con molti anziani e lontano dal resto dell’Umbria il bisogno è forte. Manca solo la decisione, e spetta alla Regione Umbria. Da lei aspettano una risposta i cittadini che vivono una malattia grave e le famiglie che li assistono. L’occasione è vicina, con il nuovo piano sociosanitario regionale che sembra in dirittura d’arrivo. Non è la prima volta che lo sentiamo, ma se sarà davvero così è lì che l’hospice di Orvieto deve trovare posto. L’hospice è la struttura che assiste chi ha una malattia che non si può più guarire, ma per cui c’è ancora molto da curare: il dolore, l’affanno, la paura, la stanchezza di chi assiste. Camere singole, un letto per il familiare, orari di visita aperti, un’équipe di medici, infermieri e psicologi.
Oggi un orvietano che ne ha bisogno deve andare in strutture che sono almeno ad un’ora di distanza da casa, proprio nei giorni in cui la vicinanza conta più di tutto. Gli hospice in regione sono infatti tre, a Perugia, a Spoleto e a Terni, con 26 posti letto in tutto. Il DM 77/2022, il decreto che fissa gli standard dell’assistenza territoriale, indica che ci dovrebbero essere 8-10 posti letto ogni 100.000 abitanti. Questo significa che l’Umbria è estremamente deficitaria in questo ambito, visto che dovrebbe raggiungere una copertura tra 70 e 85 posti mentre oggi ne abbiamo un terzo. La Regione Umbria ha a cuore questo tema: proprio in questi giorni, nell’ambito della discussione sulla legge sul fine vita, la presidente Stefania Proietti ha ricordato che “nella Dgr n. 76 di gennaio 2026 abbiamo programmato di arrivare a una copertura del 90% [di cure palliative] nel 2028, con un incremento graduale già da quest’anno. Penso che la nostra priorità siano le cure palliative, i posti di hospice e la garanzia di un’assistenza adeguata”.
Se è una priorità regionale, noi aggiungiamo che Orvieto è un’ottima candidata per un hospice. La costante distanza geografica dal resto delle strutture umbre e l’alta presenza di anziani nel territorio rende il bisogno particolarmente forte. Oggi, i nostri concittadini che purtroppo affrontano l’ultima fase della vita vengono assistiti lontano dalla famiglia e dai propri cari, oppure restano in un letto d’ospedale che non è pensato per questo. Questo trattamento è indecoroso e in pieno contrasto con i principi sanciti dalle linee guida nazionali.
Il Piano triennale del patrimonio dell’Usl Umbria 2, in realtà, ha già previsto un hospice nel nostro territorio. I tecnici della nostra azienda sanitaria, infatti, hanno individuato la pediatria dell’ex ospedale di Orvieto come sede adatta. Questo proposito però rimarrà solo sulla carta se la Regione Umbria non lo inserirà nel piano sociosanitario, e quindi nella futura rete regionale degli hospice.
Abbiamo apprezzato l’attenzione che Regione Umbria e Usl Umbria 2 hanno dedicato al nostro territorio negli ultimi tempi: hanno iniziato a correggere distorsioni dell’organizzazione sanitaria regionale che per vent’anni hanno penalizzato Orvieto. Ora però serve un ulteriore passo deciso in avanti. Il nuovo piano non deve sostituire vecchie storture con nuove, ma organizzare i servizi intorno ai bisogni reali dei cittadini e alle caratteristiche dei territori. Proprio per questo, un hospice a Orvieto ci deve essere.
PrometeOrvieto








