RUBRICA BISETTIMANALE DEDICATA ALL’IT A CURA DI:
Sapete, non ho un bel rapporto con lutti e funerali. Quando la morte tocca qualcuno vicino a me, non so mai bene come reagire. Così faccio l’unica cosa che mi riesce: cerco di rendermi utile alla famiglia, se ne ha bisogno.
Nell’ultimo periodo della mia vita, mi è capitato spesso di dover mettere le mani sull’eredità digitale di qualcuno, e non è mai semplice. La memoria di una persona oggi passa anche dal suo telefono e dal suo computer e ci vuole estrema delicatezza e tatto per affrontare la questione. Foto, video, messaggi vocali. Senza le credenziali, purtroppo, c’è poco da fare: la famiglia resta chiusa fuori anche da ciò che le appartiene affettivamente.

Pensarci adesso, a mente serena
Lo so, nessuno ha voglia di pensarci. Ma farlo oggi, quando non c’è nessuna emergenza, renderà la vita molto più semplice a chi vi vuole bene.
- Apple permette di nominare un contatto erede. Apple genera una chiave di accesso da consegnargli: un giorno, presentandola insieme al certificato di morte, potrà chiedere l’accesso ai vostri dati, come foto, messaggi e note.
- Google ha la Gestione account inattivo: decidete voi dopo quanto tempo senza accessi l’account va considerato inattivo, a chi inviare i dati (i documenti su Drive, per esempio) e se l’account va poi eliminato.
- Facebook e Instagram permettono di trasformare il profilo in account commemorativo, e su Facebook potete anche nominare un contatto erede.
E se tutto questo vi sembra complicato, c’è sempre il caro, vecchio foglietto: il codice del telefono e le password principali, in una busta chiusa, affidata a una persona di fiducia. Sono le chiavi della vostra vita digitale.
Se il vostro caro è già mancato
Se state leggendo perché avete appena perso qualcuno: le mie condoglianze. So che è difficile anche solo leggere queste righe, ma lasciate che vi parli da tecnico, perché è il modo in cui posso esservi utile.
Se non è stato lasciato nulla, la legge italiana permette ai familiari, a certe condizioni, di esercitare i diritti sui dati di chi è morto, a meno che la persona non l’abbia vietato espressamente. Ci sono stati casi in cui un tribunale ha ordinato ad Apple di consegnare ai genitori i dati del figlio. È possibile, ma è un percorso lungo, costoso e doloroso: il consiglio è rivolgersi a un avvocato, che saprà indicarvi la strada.
C’è una cosa che quasi tutti dimenticano, ed è normale: nei momenti bui la testa è altrove. Se in casa ci sono telecamere di sicurezza, potrebbero esserci dei ricordi nascosti, dei piccoli gesti quotidiani, che potrebbe valere la pena di tenere. Quei video non restano per sempre: dopo qualche giorno o qualche settimana vengono sovrascritti da altri video. Se c’è qualcosa da conservare, va copiato presto sul computer, su un disco esterno o su un altro cloud. Se non ve la sentite, chiedete a qualcuno di fiducia di farlo per voi.
È vero, con i lutti non so mai bene come comportarmi. Una cosa però l’ho imparata: a volte, rendersi utili è il modo più sincero che abbiamo per stare vicino a qualcuno. Recuperare una foto, un video, un messaggio vocale non riporta indietro nessuno, ma restituisce a chi resta un piccolo pezzettino di quella persona. Non è un pensiero allegro, lo so. Ma bastano dieci minuti: un contatto erede, un foglietto in un cassetto, due parole dette alla persona giusta. È un piccolo regalo che si fa in anticipo, a chi ci vuole bene.
Cosa fare in 3 passi
- Su iPhone nominate un contatto erede; su Android attivate la Gestione account inattivo di Google.
- Scrivete su un foglio il codice del telefono e le password principali, e chiudetelo in una busta.
- Ditelo alla persona a cui l’affidate: un piano che nessuno conosce non serve.
La parola difficile: contatto erede. È la persona che scegliete oggi per custodire domani i vostri ricordi digitali. Un po’ come lasciare una copia delle chiavi di casa a chi si fida di voi.










Devi effettuare l'accesso per postare un commento.