Le Organizzazioni Sindacali esprimono profondo rammarico per l’esito dell’incontro con la Direzione Generale della Cassa di Risparmio di Orvieto nell’ambito del confronto che aveva per oggetto il premio aziendale e alcune istanze da tempo senza risposta. A fronte di un conto economico ampiamente positivo, l’Azienda ha mantenuto una posizione di totale chiusura, con toni e atteggiamenti ingiustificatamente ostili, rispetto alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, senza riconoscere adeguatamente il contributo determinante del personale ai risultati della banca.
Una posizione ancora più difficile da comprendere nel contesto della trattativa avviata in questi mesi da Mediocredito Centrale con Banco Desio per la cessione della Cassa. Il valore che la proprietà punta a realizzare attraverso la vendita è anche e soprattutto il risultato delle competenze, dell’impegno quotidiano e della capacità dei dipendenti di questa Banca di costruire e mantenere un rapporto di fiducia con famiglie, imprese e comunità locali. Non è accettabile che questo patrimonio venga valorizzato quando si tratta di vendere la banca e non trovi un corrispondente riconoscimento quando si discute delle richieste dei dipendenti.
Riteniamo peraltro contraddittorio che una banca a controllo pubblico adotti logiche orientate esclusivamente al ritorno economico per la proprietà. La natura pubblica dell’azionista dovrebbe invece tradursi in una maggiore attenzione alla qualità delle relazioni sindacali, alla trasparenza nei rapporti e alla condivisione dei risultati, nonché alla valorizzazione delle Persone.
Relativamente al processo di cessione ribadiamo i punti fermi che riteniamo debbano trovare garanzie concrete nelle scelte industriali e organizzative del futuro assetto proprietario: salvaguardia dell’integrità della rete degli sportelli, tutela dei livelli occupazionali e delle professionalità, mantenimento del radicamento territoriale.
Per queste ragioni, le Organizzazioni Sindacali chiederanno nei prossimi giorni un incontro alle Istituzioni e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, che è ancora il socio di minoranza della CRO, affinché esercitino, ciascuna per il proprio ruolo, un’attenta vigilanza sul processo di vendita. Il futuro della Cassa riguarda sì i dipendenti, ma anche l’accesso al credito, i servizi e le prospettive di sviluppo delle comunità in cui opera.
Alla Direzione Generale chiediamo di superare l’attuale atteggiamento di chiusura e di dare finalmente risposte concrete non solo sul premio aziendale, ma anche sulle altre istanze da tempo sul tavolo, riconoscendo il valore prodotto dal personale. Il lavoro che ha contribuito a rendere solida e appetibile la Cassa deve essere riconosciuto oggi e tutelato nelle scelte che ne determineranno il futuro.
OOSS Fabi First/Cisl Fisac/Cgil










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