“Le accuse della destra regionale sul caro-gasolio per il comparto agricolo non sono solo infondate, ma rasentano il ridicolo. Mentre le opposizioni si affannano a fare ostruzionismo e disinformazione, la Giunta Regionale ha già risposto con i fatti: le risorse sono state interamente individuate, il disegno di legge è già stato redatto e si trova attualmente al vaglio dell’ufficio legislativo per il consueto e doveroso passaggio tecnico. Il testo approderà in Commissione all’inizio della prossima settimana, per poi andare al voto dell’Assemblea Legislativa nel prossimo Consiglio utile. Altro che ritardi: noi procediamo spediti per dare risposte concrete a un settore vitale”.
È quanto dichiara in una nota la coalizione “Un Patto Avanti”, replicando duramente agli attacchi del centrodestra, non ultimo l’intervento di Fratelli d’Italia. “Il confronto tra l’intervento della Regione Umbria e quello del Governo nazionale è impietoso e smonta qualunque tentativo di polemica”, proseguono le forze di maggioranza. “L’Umbria ha stanziato 4,5 milioni di euro solo per il nostro territorio regionale. Al contrario, il Governo Meloni ha previsto appena 60 milioni per l’intera Italia. Se calcoliamo il rapporto per numero di abitanti, l’investimento pro capite della Regione Umbria è quasi il 400% di quello messo sul piatto dallo Stato. Mettere a paragone le due cifre fa come minimo sorridere”.
Non è solo una questione di cifre, ma di sostanza e di efficacia immediata dello strumento: “C’è una differenza sostanziale tra le due misure. Quella del Governo è un credito d’imposta (parametrato sul 20% dei costi sostenuti tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, fino a un tetto massimo di 45 centesimi al litro), la misura della Regione Umbria, invece, è un contributo a fondo perduto di 30 centesimi al litro di gasolio, che garantisce liquidità immediata e diretta nelle casse delle aziende agricole”.
“Anche sul fronte dei tempi, le lezioni della destra cadono nel vuoto: il Ministero ha impiegato due mesi per partorire una non-risposta, promettendo lo sblocco dei fondi in “tempi brevissimi” ma non meglio precisati attraverso la banca dati Agea e subordinati alla conversione in legge del decreto del 22 ottobre. La Regione Umbria, al contrario, ha un cronoprogramma chiaro e serrato: l’obiettivo è liquidare i contributi direttamente alle imprese entro la fine del 2026, garantendo ristori effettivi prima della chiusura dell’anno”. “Invece di imbastire polemiche strumentali e tentare di rallentare i lavori – conclude la coalizione – la destra umbra dovrebbe avere il coraggio politico di guardare a Roma e pretendere dai propri ministri maggiori risorse per sostenere le imprese agricole”.










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