
“Non serviva avere la sfera di cristallo per prevedere che una gestione politica miope avrebbe portato al baratro, ma l’attuale ‘apocalisse’ dei costi del carburante ha superato ogni drammatica previsione. Le scelte disastrose e la totale assenza di contromisure adeguate da parte del Governo stanno strangolando il comparto dei trasporti e della logistica in Umbria, pilastro fondamentale dell’economia e della catena di distribuzione del nostro territorio”. È quanto afferma l’organizzazione sindacale Filt Cgil Umbria, per bocca del suo segretario generale Ciro Zeno.
“I numeri – spiega Zeno – non lasciano spazio a interpretazioni: l’impennata del costo di benzina e diesel è del tutto incompatibile con la continuità aziendale. Senza interventi strutturali, il rischio di perdere commesse vitali e distruggere centinaia di posti di lavoro in Umbria è imminente. Non è più tempo di rischiare. L’esperienza che il mondo sta maturando di fronte ai recenti conflitti, alla disarmonia dell’economia globale e ai sovranismi individuali dimostra un’urgenza non più rinviabile: l’Italia deve rispettare integralmente i trattati internazionali sulle questioni ambientali, da Kyoto a Roma fino a Parigi. Continuare a gestire la logistica con logiche del passato significa tornare indietro di cinquant’anni”.
Dopo le proteste e i blocchi civili degli autotrasportatori al Sud, il timore concreto è che la mobilitazione si espanda rapidamente verso il Centro e il Nord Italia, investendo in pieno anche l’intero settore della logistica. “Lo avevamo detto e lo abbiamo gridato ad alta voce in ogni sede: questo momento sarebbe arrivato – incalza la Filt Cgil Umbria –. Ma ci troviamo di fronte a un Governo miope e sordo, incapace di ascoltare i gridi di allarme lanciati anche da una realtà piccola ma strategica come quella umbra.
Abbiamo ribadito più volte che senza risposte immediate sarebbero nati questi gravi dissensi sociali ed economici. Per ricomporre la frattura e mettere in sicurezza il Paese, serve un cambio di rotta radicale: occorre rivedere da subito la strategia economica nazionale, destinando risorse ed erogando fondi diretti al settore dei trasporti con una visione di lungo periodo. È indispensabile affrancarsi dalla schiavitù dei combustibili fossili e attuare una strategia moderna che valorizzi l’intermodalità”.
Per la Filt Cgil Umbria serve una visione moderna e proiettata al futuro, fondata su soluzioni immediate e tecnologicamente avanzate come gli hub logistici integrati, creando subito punti di connessione in cui affinare l’interazione tra i settori gomma, ferro e aria per abbattere i costi di gestione dei vettori. La prima proposta riguarda l’idea di “autostrada ferrata viaggiante con autista a bordo: far partire dall’Umbria treni dedicati su cui imbarcare i tir con autista al seguito per tutte le tratte medie e lunghe, a partire dai 300 chilometri, diretti verso Nord o verso Sud.
Una scelta strutturale che garantisce la salvaguardia dei posti di lavoro, aumenta la sicurezza stradale, riduce il traffico e abbatte drasticamente i costi di gestione dei mezzi su gomma a favore del ferro”. Poi si chiedono “infrastrutture moderne per l’intermodalità: dotare il sistema di rampe idonee, funzionali e tecnologicamente avanzate per garantire operazioni di salita e discesa rapide dei mezzi, preservando gli stessi livelli di produzione e i medesimi tempi di distribuzione”.
“Guardare ai trasporti con gli occhi di oggi – conclude Zeno – significa restare prigionieri di un modello superato. Bisogna guardare al futuro: l’integrazione gomma-ferro con autista a seguito abbatte i costi di gestione, tutela l’ambiente e salvaguardia i posti di lavoro. Ora si può fare, si deve fare”.








