La sindaca Roberta Tardani e la sua maggioranza rispondono in maniera grottesca alla legittima richiesta di dimissioni avanzata dal consigliere regionale Luca Simonetti. Non avendo argomenti, la sindaca tenta disperatamente di buttare la palla fuori dal campo e di rigirare la frittata chiedendo a sua volta le dimissioni dell’assessore Thomas De Luca. Una mossa goffa per nascondere le proprie gravissime responsabilità sulla discarica de Le Crete.
La realtà dei fatti è ben diversa: l’unico ad aver messo nero su bianco nel nuovo Piano regionale dei rifiuti lo stop definitivo a futuri ampliamenti è proprio l’assessore Thomas De Luca. La sindaca Tardani, invece, dovrebbe solo fare ciò che le è stato chiesto, ovvero dimettersi, visto che per ben due volte, sia in occasione della delibera del 2022 sia durante la riunione del Cal, si è resa complice dell’autorizzazione concessa dall’allora Giunta Regionale di centrodestra guidata da Donatella Tesei.
Vale la pena ricordare che, se in una prima fase è stato possibile presentare ricorso e archiviare le istanze, ciò è dipeso esclusivamente da un’imprecisione formale della società che gestisce l’impianto: il gestore, infatti, aveva inizialmente rispettato solo parzialmente la delibera, trascurando il fattore temporale, rilevatosi fondamentale per respingere la richiesta di ampliamento de Le Crete, in quanto nella suddetta delibera 2/2022 si stabiliva che l’ampliamento sarebbe potuto avvenire solo conseguentemente a quello di Belladanza e Borgogiglione.
Oggi, tuttavia, la procedura presentata dal gestore è formalmente corretta e allineata alle disposizioni pregresse, esattamente come richiesto dalla delibera a firma Tesei, ovvero dopo la presentazione del Paur delle altre due discariche presenti in Umbria. Proprio per questo motivo i tecnici regionali – e non l’assessore De Luca, a cui peraltro non compete la firma di autorizzazioni – non possono contestare una richiesta legittima avanzata dalla società gestrice. Tant’è vero che l’attuale procedimento di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale è stato richiesto e incardinato proprio in forza della legittimità di quella delibera del 2022 firmata dalla Giunta Tesei.
Pretendere oggi dalla Regione una forzatura amministrativa illegittima significa chiedere un atto irresponsabile: non fermerebbe l’ampliamento (che verrebbe inevitabilmente convalidato in sede giudiziaria) ed esporrebbe i cittadini umbri a richieste di risarcimento milionarie da parte del gestore.
Se davvero la sindaca Tardani vuole impedire futuri ampliamenti dell’impianto, ha già in mano l’unico strumento decisivo: la modifica del Piano Regolatore Generale da parte del Comune. Non ci sono più scuse né spazio per lo scaricabarile: la sindaca Tardani utilizzi subito gli strumenti urbanistici a sua disposizione per bloccare l’ampliamento o rassegni immediatamente le dimissioni.
Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle Orvieto Media Valle del Tevere










Devi effettuare l'accesso per postare un commento.