
A Orvieto ormai spostarsi sta diventando una corsa a ostacoli. La Funicolare è ferma da martedì 9 giugno. Doveva trattarsi inizialmente di una sospensione temporanea per manutenzione, ma durante le verifiche sono emersi problemi tecnici relativi a componenti di sicurezza dell’impianto. Il Comune ha comunicato lunedì 27 luglio che sono necessarie ulteriori autorizzazioni ministeriali e verifiche funzionali e che, solo dopo questi passaggi, sarà possibile stabilire i tempi della riapertura. Nel frattempo c’è la navetta sostitutiva, certamente necessaria, ma il problema rimane: un collegamento fondamentale tra la stazione ferroviaria e il centro storico è fuori servizio da mesi.
Poi c’è la passerella pedonale sul Paglia che collega il polo scolastico di Ciconia con Orvieto Scalo. Anche questa è chiusa. I lavori, inizialmente programmati per la sostituzione del tavolato e degli arcarecci, hanno richiesto un ampliamento dell’intervento dopo che le verifiche hanno evidenziato ulteriori criticità su altri due impalcati. Il Comune ha stanziato 111.000 euro nel 2026 per i lavori sulla passerella del polo scolastico di Ciconia, ma intanto l’anno scolastico è ricominciato.
E questo significa che studenti, genitori, insegnanti e lavoratori devono fare i conti con percorsi alternativi, tempi più lunghi e una mobilità più complicata; soprattutto c’è un aspetto che non può essere ignorato: la sicurezza degli studenti. La chiusura della passerella non può tradursi in una situazione nella quale alcuni ragazzi, per abbreviare i percorsi o raggiungere più rapidamente la scuola, arrivano a scavalcare le strutture, mettendo seriamente a rischio la propria incolumità. È una situazione che non può essere normalizzata né considerata una semplice conseguenza dei lavori.
Una passerella chiusa deve essere resa concretamente e realmente inaccessibile nei punti in cui esiste il rischio che venga scavalcata e, soprattutto, devono essere individuati percorsi alternativi sicuri e adeguati per gli studenti. La sicurezza dei ragazzi viene prima di qualsiasi altra considerazione e la messa in sicurezza della passerella deve rappresentare una priorità.
Non stiamo parlando soltanto di turisti, stiamo parlando di ragazzi che ogni mattina devono arrivare a scuola, di studenti che arrivano in treno, di lavoratori che devono raggiungere il posto di lavoro, di genitori che devono organizzare gli spostamenti dei propri figli e il problema diventa ancora più evidente se guardiamo il quadro nel suo insieme. Funicolare ferma. Passerella dei Laghetti chiusa. Altri problemi sulle infrastrutture pedonali di Ciconia e Sferracavallo. Disagi sulla viabilità. Un trasporto pubblico che deve continuamente fare i conti con deviazioni e servizi sostitutivi. Non è più possibile considerare ogni problema come un episodio isolato.
Quello che emerge è una questione più generale: la mobilità quotidiana di Orvieto sta diventando sempre più difficile per chi vive, studia e lavora nella città. Una città che vuole definirsi attrattiva, vivibile e a misura di famiglie deve prima di tutto garantire collegamenti efficienti, sicuri e prevedibili.
E soprattutto bisogna chiedersi: Qual è il cronoprogramma reale? Quando riaprirà la Funicolare? Quando sarà nuovamente percorribile la passerella dei Laghetti? Quali soluzioni sono state pensate specificamente per studenti e pendolari? Quali interventi sono previsti per impedire che gli studenti possano mettere a rischio la propria incolumità scavalcando la passerella? E perché cittadini e famiglie devono spesso aspettare mesi per conoscere tempi certi? La sicurezza viene prima di tutto e se un’infrastruttura presenta problemi, è giusto intervenire.
Sicurezza e programmazione devono andare insieme perché non basta dire che si sta lavorando, i cittadini hanno diritto di sapere cosa si sta facendo, quanto durerà e quando potranno tornare a utilizzare normalmente i servizi hanno diritto soprattutto a sapere quali misure concrete vengono adottate per evitare che, durante i lavori, siano gli studenti e i cittadini a pagare il prezzo delle inefficienze e dei disagi.
Orvieto non può diventare una città dove ogni spostamento quotidiano è un percorso a ostacoli. La mobilità non è un lusso ma un servizio essenziale e per gli studenti è anche un diritto concreto a raggiungere la scuola in condizioni dignitose, senza dover scegliere tra un percorso più lungo e il rischio per la propria sicurezza. Su questo servono risposte, tempi certi e interventi concreti.
PCI Federazione Orvieto
M5S Gruppo Territoriale Orvieto-Media Valle del Tevere









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