Di PrometeOrvieto
Il fatto che il rogito relativo alla cessione dell’area giardinetti dell’ex Ospedale dalla Usl Umbria 2 al Comune di Orvieto non sia stato ancora perfezionato è certamente un bene. Questo dà infatti l’opportunità di tentare di correggere, per quanto possibile, tutti gli errori che sono stati commessi nell’individuazione del sito e nel progetto che, invece di partire dai servizi da erogare, ha privilegiato il recupero di un palazzo.
Il 18 settembre scorso, alle ore 9,30, ci siamo recati presso la struttura ed abbiamo riscontrato come i parcheggi fossero saturi, sia sul lato giardinetti che nelle aree all’interno, con tre vetture ferme anche a fianco alla chiesa sulla piazza del duomo. Le automobili ed i mezzi avevano difficoltà ad entrare ed uscire, dovendo transitare in un senso unico alternato privo di qualsivoglia regolamentazione.
Il fatto che le nostre previsioni sulla totale inadeguatezza dell’accesso alle strutture sanitarie e del numero dei parcheggi non ci dà alcuna soddisfazione, tuttavia tale evidenza spinge a migliorare una situazione che ha sicuramente bisogno di essere finalmente affrontata.
Comprendiamo che la struttura abbia bisogno di una fase iniziale di rodaggio e dell’installazione di una segnaletica sufficientemente efficace, tuttavia, non si può fare a meno di rilevare l’inadeguatezza attuale.
Che dire poi della gettata di cemento oggi presente su tutta la superficie dinanzi alla struttura che soffoca i pochi alberi ivi esistenti e dà una sensazione di forte degrado.
Come abbiamo già scritto in passato, la cosa più importante da fare oggi sarebbe finalmente un progetto di sistemazione dell’area dotandolo di accesso a doppia corsia che, inevitabilmente, dimezzerà il numero dei parcheggi, confermando ancor di più l’inappropriatezza della cifra fuori mercato che il Comune si accinge a pagare per concludere l’operazione .
Siamo letteralmente sbigottiti al pensiero che, dopo ben cinque anni da quando si è deciso di destinare la pertinenza alle nuove strutture sanitarie, per un’area di tale importanza non sia stato pensato un programma di rifunzionalizzazione, e che il progetto della CdC non abbia preso ad esempio altre realizzazioni esistenti di successo. Questo non depone certamente a favore della professionalità di chi lo ha deciso, non si pianifica in questo modo il futuro di aree importantissime per la città.
Anche il progetto realizzato di Cdc ed Odc ci sembra non sia all’altezza delle necessità e non garantisce tutte le funzionalità necessarie. Gli spazi della Cdc sono già oggi insufficienti, quelli dell’Odc richiedono una duplicazione di strutture con costi inutili.
L’impegno profuso dai nostri dirigenti locali della sanità merita maggiore attenzione da parte di chi è deputato a realizzare le strutture. Il vincolo posto dalla carenza di parcheggi impone di pensare se decentrare alcuni servizi di più alta numerosità , come ad esempio i prelievi ematici, presso la struttura ospedaliera,lasciando nella CdC soltanto quelli di prossimità residenziale,un bagno di realtà e necessario.
Si deve fare un piano complessivo che tenga conto degli spazi di proprietà residui reperendo i fondi necessari, ottimizzando anche quanto offerto dall’attuale patrimonio per correggere quanto c’è di inefficace e completare le strutture mancanti (Hospice, rsa), sulla cui necessità interverremo in modo più specifico con una prossima comunicazione.









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