di Pasquale di Paola
Nella magica e affascinante atmosfera della città sulla Rupe esiste un luogo dove, fino a poco più di un secolo fa, il sopraggiungere del crepuscolo non annunciava il silenzio, ma il rumore prodotto da un mormorio d’ali e di sguardi dorati: via delle Cave. Via delle Cave, il cuore antico della città, era conosciuta come il “quartiere dei gufi”, perché davanti a ogni abitazione viveva, libero o custodito, uno di questi rapaci notturni.
Via delle Cave e’situata in uno dei quartieri più suggestivi di Orvieto, tra vicoli lastricati, botteghe di ceramica e case che si affacciano,quasi aggrappate, alla rupe. Qui, tra fornaci e “butti” ,piccoli pozzi per i rifiuti, si è tramandata per secoli una tradizione singolare: i gufi non erano semplici animali, ma compagni di vita, misteriosi guardiani delle cantine e simboli di un legame profondo tra l’uomo e la notte.
Fino a non molto tempo fa, gli orvietani allevavano i gufi in cattività: di giorno restavano incappucciati, per non essere disturbati dalla luce; di notte venivano liberati nelle cantine e nei sotterranei per cacciare i topi. In un labirinto di grotte, pozzi e tunnel come quelli del Pozzo della Cava, la presenza di questi rapaci era quasi una necessità pratica, oltre che un tratto identitario del quartiere. La fama di via delle Cave come dimora dei gufi, era tale che il quartiere prese proprio quel nome: “quartiere dei gufi”. Non era raro, raccontano gli anziani di Orvieto, scorgere questi animali appollaiati sugli stipiti delle porte o sulle travi delle cantine, come sentinelle severe e silenziose di un mondo sotterraneo che a Orvieto ha sempre avuto un fascino misterioso.
Oggi, passeggiando per via delle Cave, si respira ancora quell’aria antica: le pietre levigate dal tempo, le piccole botteghe di maioliche, la chiesetta della Madonna della Cava e il profondo Pozzo della Cava, con i suoi nove ambienti ipogei, raccontano una storia fatta di artigiani,” cavajoli” (gli abitanti della Cava) e, appunto,i gufi. Anche se oggi i rapaci non ci sono più, il loro spirito sembra aleggiare tra le ombre dei vicoli, come l’ eco di un tempo andato che aveva i connotati del mistero e della magia. Chi visita Orvieto non può perdere l’occasione di lasciarsi trasportare dal misterioso fascino di questo antichissimo quartiere, dove ogni pietra sembra sussurrare storie di un tempo in cui l’uomo conviveva con la notte e i suoi abitanti più misteriosi. Il “quartiere dei gufi” non è solo un ricordo o una storia leggendaria : è un invito a immaginare e risentire, tra le ombre della Cava, quel battito silenzioso di ali che oltre un secolo fa custodivano le case e i sogni degli orvietani.










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