Lo sport non è mai stato solo una questione di prestazioni fisiche o di risultati agonistici. È aggregazione, salute, prevenzione e, soprattutto, uno strumento formidabile di coesione comunitaria. Con questa profonda consapevolezza, la “SSD Sport e Sociale” compie oggi un passo in avanti epocale: l’ingresso ufficiale nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
La nuova denominazione, Società Sportiva Dilettantistica Impresa Sociale Sport e Sociale 3.0 srl, rappresenta molto più di un semplice cambio burocratico. Si tratta di una vera e propria dichiarazione d’intenti che proietta la struttura verso nuove sfide. Per comprendere a fondo l’importanza di questa transizione e le ricadute positive sul territorio, ne abbiamo parlato direttamente con l’amministratore della società, Stefano Rumori.
Stefano Rumori, la società cambia veste e diventa a tutti gli effetti un Ente del Terzo Settore. Cosa rappresenta per voi questa iscrizione al RUNTS?
Rappresenta la naturale evoluzione del nostro percorso storico. Da sempre il nostro obiettivo è stato quello di coniugare l’attività sportiva con l’impegno sociale, ma oggi, acquisendo la qualifica di Impresa Sociale, questo legame viene certificato e istituzionalizzato. Entrare nel RUNTS significa veder riconosciuto il valore di interesse generale e di pubblica utilità di ciò che facciamo ogni giorno nelle nostre palestre e nei nostri centri. Non siamo più “solo” una società sportiva, ma un attore sociale a tutto tondo, strutturato per generare un impatto positivo misurabile sulla nostra comunità.
All’atto pratico, cosa comporterà questo passaggio? Quali saranno i vantaggi per gli iscritti e per il territorio?
Le ricadute positive saranno molteplici e concrete. In primis, la qualifica di Impresa Sociale ci dota di nuovi strumenti operativi. Potremo accedere a bandi di finanziamento specifici del Terzo Settore, sia a livello regionale, nazionale che europeo, e attivare percorsi di co-programmazione e co-progettazione diretta con gli Enti Pubblici e le amministrazioni locali. Questo si traduce nella possibilità di ampliare i nostri servizi, offrendo tariffe agevolate, attivando progetti di sport inclusivo per le fasce più deboli e investendo nel rinnovamento delle strutture. Inoltre, c’è un vantaggio enorme in termini di trasparenza e garanzia: tutti i nostri utili dovranno essere obbligatoriamente reinvestiti nelle attività sociali e sportive della società. È un patto di fiducia granitico con il territorio.
Nel nuovo nome spicca quel “3.0”. Una scelta curiosa per una realtà ben radicata. Come mai questa aggiunta?
Il “3.0” simboleggia la nostra volontà di non fermarci ai successi del passato. Se il “1.0” è stata la fondazione e il “2.0” il consolidamento sul territorio, la versione “3.0” è quella dell’innovazione. Vogliamo unire i valori tradizionali dello sport, che restano immutati, con le nuove sfide della società contemporanea. Penso alla digitalizzazione dei servizi, a una comunicazione più integrata, all’attenzione crescente verso il benessere psicofisico e alla creazione di reti multidisciplinari con altre associazioni, scuole e presidi sanitari.
Quali sono i primissimi obiettivi futuri che vi ponete con questa nuova identità?
Il primo obiettivo è sicuramente quello di rafforzare i progetti dedicati allo “Sport per Tutti”, essendo emanazione del comitato Uisp Orvieto Medio Tevere Aps, abbattendo ogni barriera economica, fisica o sociale che impedisca alle persone di fare movimento. Vogliamo che la Società Sportiva Dilettantistica Impresa Sociale Sport e Sociale 3.0 srl, diventi un vero e proprio “hub” del benessere, un luogo dove la prescrizione dell’esercizio fisico trovi una risposta professionale, sicura e, da oggi, ancora più solidale.










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