Sabato 26 settembre 2026 il BiPop, Bilocale Popolare, riapre le porte con un programma fitto di appuntamenti.
Il programma della giornata sarà così strutturato:
- 10.30-12.30 Mercatino dell’usato a sostegno delle attività dello spazio
- 15.30 Presentazione delle attività annuali e assemblea aperta delle associazioni del territorio
- 17.30 Presentazione del libro Tecnomonarchi di Alessandro Mulieri alla presenza dell’autore
- 19.00 Aperitivo e dj set
Al Bipop facciamo corsi di italiano per stranieri, doposcuola, corsi di lingua, sportelli di assistenza sul lavoro e di sostegno alla persona, insieme ad attività culturali e sociali. Ma per noi il senso di queste esperienze non si esaurisce nei “servizi” che offriamo.
Non vogliamo riprodurre, anche dentro uno spazio sociale, la divisione che incontriamo continuamente fuori: qualcuno produce e qualcun altro consuma. Vogliamo invece mettere in comune tempo, conoscenze, capacità ed esperienze, costruendo uno scambio nel quale ciascuno possa dare e ricevere, insegnare e imparare, trovare una risposta a un bisogno o contribuire a trovarla.
Chi viene al BiPop non è un utente o un consumatore. È una persona che può partecipare alla vita dello spazio, mettere in comune ciò che sa, contribuire alle scelte e trasformare, insieme agli altri, lo spazio. Per noi tutto questo ha una dimensione politica. Politica non è soltanto ciò che accade nei partiti, nelle istituzioni o durante le elezioni, ma è soprattutto il modo in cui una comunità affronta i propri bisogni, condivide conoscenze, costruisce solidarietà e autonomia e difende i propri diritti.
Le difficoltà che incontriamo ogni giorno non sono soltanto problemi individuali. Precarietà, disuguaglianze nell’accesso all’istruzione e alla cultura, barriere linguistiche, isolamento e fragilità sociale hanno cause sociali e collettive. Riconoscere questa dimensione significa già trasformare un bisogno privato in una questione comune.
Non facciamo beneficenza e neppure vogliamo limitarci a sostituire un welfare pubblico sempre più debole. Perché rispondere a un bisogno senza interrogarsi sulle condizioni che lo producono rischia semplicemente di renderlo più sopportabile. Noi vorremmo provare a fare qualcosa di diverso: costruire relazioni, conoscenza dei propri diritti, autonomia e capacità di agire insieme.
Vogliamo partire dai bisogni immediati senza fermarci ai bisogni immediati.
Un corso di italiano può servire per imparare una lingua, un doposcuola per affrontare una difficoltà scolastica, uno sportello per risolvere un problema concreto. Ma possono essere anche occasioni nelle quali persone che altrimenti sarebbero rimaste separate si incontrano, riconoscono esperienze comuni e scoprono che ciò che sembrava soltanto un problema individuale può avere cause e risposte collettive. È questa circolarità che vorremmo costruire: chi oggi riceve qualcosa domani può mettere qualcosa a disposizione; chi insegna impara; chi arriva per chiedere aiuto può diventare parte attiva dello spazio. Non una comunità divisa tra chi offre e chi riceve, ma persone che costruiscono insieme ciò di cui hanno bisogno.
Per farlo ci piacerebbe essere in tanti, ognuno con il proprio pezzo di storia, il proprio tempo, i propri saperi e le proprie capacità da mettere in comune. Perché insieme non soltanto si affrontano meglio i problemi: insieme si può cominciare a cambiarne le cause. Anche solo un’ora del tempo di ognuno può fare un’enorme differenza.
Per informazioni e proposte
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