
di Andrea Impannati
Una pec allarmante mi sveglia la mattina di due settimane fa. Ecco che la multa si presenta in tutto il suo splendore, richiamando a grandi lettere: IMU non pagata. La pec, e il conseguente avviso sull’AppIo consiglia di affrettarsi, più di mille euro pagabili con due semplici clic con PAGOPa.
La voglia di non perdere altro tempo e pagare senza fare domande era tanta, tuttavia l’importo elevato mi ha costretto ad una più attenta riflessione. Eppure vivo nella mia prima casa da anni, perché arriva solo ora questa multa? Cosa è cambiato nel frattempo? Mi viene contestato un cambio di residenza mai effettuato. Il tempo di andare in Comune (parliamo del Comune di Orvieto, ndr) come al solito è poco o nulla, ma per quell’importo è necessario, per fortuna il sistema di prenotazione dell’appuntamento è semplice e intutivo.
Parlando con il funzionario capiamo subito l’errore, che deriva della piattaforma che utilizza l’amministrazione per rilevare queste infrazioni. Il Comune, infatti, in quel periodo ha deciso di cambiare il nome della Via in cui risiedo. Ahimè aggiornare il sistema è stato più complicato che far prendere un coccolone a molti che nella mia stessa Via si sono ritrovati con una busta verde nella cassetta delle lettere.
Dopo la verifica, l’annullamento istantaneo, ma per non far ripetere il prossimo anno la situazione mi è stato indicato caldamente di dichiarare il mio cambio di indirizzo al Comune (un indirizzo che hanno cambiato loro!). Ecco scrivo qui perché ho sincera paura che altri al mio posto possano aver pagato senza verificare, cifre non irrisorie, quando in realtà l’errore è tutto amministrativo. Consiglio quindi al Comune di Orvieto di risolvere le problematiche autocreate per gli anni futuri, e ai cittadini di controllare tutto, persino quelle buste verdi che sembrano infallibili.









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