
Il nervosismo con cui qualcuno si è precipitato a rispondere da Orvieto a una lettera che il sindaco Roberta Tardani ha indirizzato alla presidente della Regione Umbria è forse il segnale più evidente della difficoltà politica che si sta cercando di nascondere dietro i soliti toni aggressivi e scomposti, le ricostruzioni scorrette e di comodo e le polemiche sul passato.
La domanda posta dal sindaco alla presidente Proietti era ed è molto semplice: la Regione vuole continuare a far pagare a Orvieto e all’Umbria le non scelte sui rifiuti e intende autorizzare oppure no un nuovo ampliamento di 350mila metri cubi della discarica Le Crete? È una domanda alla quale, evidentemente, diventa sempre più difficile rispondere. Abbiamo invece letto con interesse e apprezzato la posizione espressa dal Pd di Orvieto che, al netto delle differenze politiche, ha avuto il merito di partire da un punto inequivocabile: no all’ampliamento della discarica. Una posizione definita “chiara e non negoziabile”.
È un fatto politico importante. Ed è anche la dimostrazione che la posizione assunta dal sindaco Tardani e dai gruppi di maggioranza non è affatto una battaglia ideologica contro la Regione ma una richiesta che trova condivisione anche all’interno delle forze politiche che sostengono la Giunta Proietti.
Non possiamo non notare invece che altri esponenti locali dello stesso Pd preferiscano inseguire i toni e gli argomenti più aggressivi di chi sembra interessato soprattutto a difendere l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, anziché sostenere con altrettanta chiarezza la richiesta di fermare l’ampliamento e difendere il nostro territorio. La sensazione è che tanto nervosismo derivi da una contraddizione ormai difficile da nascondere: chi oggi governa la Regione, evidentemente condizionata dall’approccio ideologico dei 5 Stelle che sembra aver assunto un peso determinante nelle politiche della coalizione, avrebbe tutti gli strumenti politici e amministrativi per assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Come ha fatto quando ha cancellato con un colpo di spugna il precedente piano regionale e il termovalorizzatore.
Continuare a parlare di ciò che sarebbe accaduto ieri serve soltanto a evitare di rispondere su ciò che si intende fare oggi. Non ci interessa alimentare polemiche personali né partecipare alla gara degli insulti. Ci interessa sapere quale sia la posizione della Regione Umbria. Gli atti, quelli che qualcuno invita insistentemente a leggere, dicono che la precedente Giunta regionale ha archiviato i procedimenti autorizzativi presentati per Le Crete perché c’era una idea chiara sulla gestione dei rifiuti. Il punto politico, quindi, non è stabilire se in passato fosse stata contemplata la possibilità di valutare eventuali future riprofilature legate alla messa in funzione del termovalorizzatore. Il punto è molto più concreto. Quando quella possibilità si è trasformata in una nuova richiesta effettiva di ampliamento, chi governava allora la Regione non l’ha autorizzata. Chi governa oggi cosa farà? Ma soprattutto, al di là dei concetti di principio, come intende chiudere il ciclo dei rifiuti e garantire finalmente all’Umbria una gestione sostenibile e definitiva?
Su questo attendiamo una risposta.









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