
L’avvio da parte della Regione Umbria del procedimento autorizzativo per il progetto di ampliamento della discarica “Le Crete” rappresenta una scelta politica precisa che non può essere derubricata a semplice passaggio amministrativo. Per questo, come gruppi di maggioranza, riteniamo necessario assumere una posizione netta: l’ampliamento della discarica di Orvieto non deve essere autorizzato.
Allo stesso tempo, è necessario ristabilire la verità sui fatti. L’assessore regionale Thomas De Luca, anche nella sua ultima nervosa risposta, continua infatti a sostenere che l’ampliamento fosse già stato autorizzato nel 2022 dalla precedente giunta regionale. È un’affermazione falsa. Nel 2022 non venne autorizzato alcun ampliamento de “Le Crete”. La deliberazione regionale del gennaio 2022 non costituiva un’autorizzazione all’ampliamento e la successiva richiesta di PAUR presentata dal gestore venne archiviata per ben due volte dalla Regione. Una decisione che il Tar dell’Umbria, con la sentenza n. 233 del 3 marzo 2025, ha ritenuto legittima.
Non si tratta, dunque, di una diversa interpretazione politica. Sono gli atti a parlare. E gli atti amministrativi non possono essere riscritti per costruire una narrazione utile alla polemica del momento. Oggi la situazione è diversa: il gestore ha presentato una nuova istanza per un ampliamento di 350 mila metri cubi e la Regione ha scelto di avviare il procedimento autorizzatorio. È questo il dato politico dal quale bisogna partire.
E allora chiediamo all’assessore De Luca una risposta semplice: se l’ampliamento era già stato autorizzato nel 2022, come continua a sostenere, perché oggi siamo di fronte a una nuova istanza e a una nuova procedura autorizzativa? Ma soprattutto, la domanda che rivolgiamo alla presidente Proietti e all’intera Giunta regionale è una sola: volete autorizzare l’ampliamento de Le Crete? Lo dicano con chiarezza agli orvietani.
Se la Regione è contraria all’ampliamento, lo dichiari pubblicamente e si assuma l’impegno politico affinché il procedimento si concluda con un parere negativo. Se invece intende autorizzarlo – e la prima risposta dell’assessore non ci rassicura affatto – abbia il coraggio di dirlo apertamente e spieghi agli orvietani come questa scelta possa essere compatibile con gli obiettivi del nuovo Piano regionale dei rifiuti, che indica la riduzione del conferimento in discarica come una delle proprie direttrici fondamentali, con l’obiettivo di dimezzarlo entro il 2030 e portarlo al 10% entro il 2035.
Non è credibile dichiarare di voler ridurre progressivamente il ricorso alla discarica e, contemporaneamente, aprire la strada a un ampliamento di 350 mila metri cubi. Questa è una contraddizione politica che la Regione deve spiegare. Così come deve spiegare quale sia la strategia complessiva per la gestione dei rifiuti in Umbria. Perché Orvieto ha già dato molto al sistema regionale e non può continuare a essere considerata la soluzione più semplice alle difficoltà di una programmazione che, per scelte politiche e ideologiche, ha rinunciato a una visione realmente alternativa alla discarica.
Il tema non è scaricare oggi le responsabilità sul passato. Il tema è assumersi quelle del presente. Oggi la Regione ha davanti una nuova istanza e deve fare una scelta. E quella scelta avrà conseguenze concrete sul territorio di Orvieto. Basta ambiguità e ricostruzioni false.
CIVITAS ORVIETO
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